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10 passi verso l’autostima

 

Ti stimo fratello!  Avete presente? Sì, fuochino, l’avete sentito mille volte, lui è Jonny Groove, al secolo Giovanni Vernia, comico di Zelig. Esatto, l’allampanato giovanotto  che ripete dietro gli occhialoni e il sorriso un po’ perso “Ti stimo fratello”. Simpaticissimo.

Al di là della risata qualcosa da imparare l’avremmo: se ci dicessimo una volta al giorno “ti stimo fratello” la nosta autostima ringrazierebbe e ne uscirebbe un tantino rinforzata. 

Già, l’autostima, la considerazione che abbiamo di noi stessi, del nostro modo di essere, di comportarci, di vivere. Quindi non quello che facciamo credere agli altri di essere, bensì quello che ci sentiamo in cuor nostro. E qui le cose si fanno complicate. L’autostima è un sentimento e in quanto tale instabile, va e viene. Mi sveglio una mattina e mi sento bene e il “ti stimo fratello” scatta facilmente al primo sguardo allo specchio. Un’altra mattina parte invece col piede sbagliato e…altro che autostima, ci vorrebbe un’autocisterna di stima a presa rapida per tirarsi su. L’autostima è un ingrediente fondamentale della felicità, come fare dunque a recuperarla quando si perde come una moneta in mezzo alla sabbia? 

Allora, lungi da me fornire formule magiche, segreti celati da millenni o simili. Nulla vieta però di condividere alcuni passi utili da compiere per recuperare lo stato d’animo giusto ad alimentare la nostra autostima quotidiana. Insomma, qualche trucchetto per tirarsi su e recuperare le redini della propria giornata. Partiamo.

Passo 1. Curate il dialogo interno. Ne abbiamo parlato in più di un post: il dialogo interno è quella vocina con cui ci parliamo costantemente nella nostra testa. Ormai non ce ne accorgiamo più – o forse non non ci abbiamo mai fatto caso – ma noi ci parliamo. Eh sì, in continuazione ci diciamo chi siamo, chi vogliamo essere, cosa non ha funzionato, cosa non ci è piaciuto di noi. Soprattutto, abituati sin da bambini ad essere giudicati, ci giudichiamo e così facendo ci massacriamo da soli. “Bravo pirla che sei”; “Sono proprio un deficiente”; “Ma che coglione”; “Sono sempre il solito”; “Non ce la farò mai”; “Mi beccherò una mazzata tra i denti”… ecc. ecc. Non ci meravigliamo poi di sentirci giù di morale o demotivati! Immaginate il dialogo interno di un tennista prima di entrare in campo, o di un pugile prima di salire sul ring, o di un pilota di formula uno. Secondo voi che pensano per caricarsi, per motivarsi? Quindi, sostituiamo tutti i giudizi con considerazioni e frasi utili a far partire la turbina dell’autostima: “Cosa posso imparare da questa esperieza?”; “Cosa posso fare meglio la prossima volta?”; “Cosa posso introdurre di nuovo perchè non si ripeta in futuro?”; “Dai hai fatto tutto quello che potevi, va bene così”.

Passo 2.  Curate il vostro aspetto. Sarà successo a tutti di guardarsi una mattina allo specchio e dirsi “azz’ ma si’ proprio ‘na chiavica stammatina” (un po’ di napoletano per par condicio con il pirla milanese di prima). E allora? Allora è la mattina giusta per sfoderare un bel vestito, profumo, una bella cravatta e crepi l’avarizia, anche una bella coppia di gemelli (ai polsi!). Vi sentite meglio? Per le donne tacco 12, borsa di Prada, trucco a go go…e se c’è tempo anche un salto dal parrucchiere.

Passo 3. Curate la vosta postura. Ricordatevi che mente e corpo sono un sistema, uniti. L’uno influisce sull’altro e viceversa. Dunque? Se vi sentite in ansia, giù di tono, sgonfi, preoccupati, insomma ‘nata vota ‘na chiavica, la cosa migliore è fare del movimento, due passi tanquilli, sguardo in avanti – meglio verso l’alto (scoprirete angoli della città mai visti) – spalle belle larghe, respiri profondi e lenti, busto eretto. Tutto questo è antagonista allo stato d’animo depresso e triste. Il movimento, il respiro e una postura aperta aiutano a risalire velocemente la china di uno stato d’animo difficile. Al contrario spalle curve, sguardo basso, fiato corto, mani in tasca sono tipici della stato d’animo down.

Passo 4. Circondatevi di persone positive, energiche, altruiste. Niente musoni. Niente parassiti emotivi intorno. Niente giudici dell’altrui esistenza. Tutti questi fuori dalle scatole, liberatevene, sono come la criptonite per Superman, vi tolgono energia e positività.

Passo 5. Guardate al futuro invece che al passato. Chiedetevi perchè dovrei farlo (finalistico) e non perchè l’ho fatto (accusatorio). Certo chiedersi perchè è utile per capire e non ripetere, non chiederselo mai sarebbe un errore; ma al contrario vivere continuamente di perchè non fa bene alla vostra vita.

Passo 6. Imparate a mandare a quel paese chi se lo merita. Basta subire. Basta ripiegarsi su se stessi. Basta scendere sempre a compromessi che minano la vostra autostima. A volte un bel “VAFFANCULO” è la miglior terapia.

Passo 7. Imparate a farvi i compimenti e a gratificarvi per i successi. Poi, a coccolarvi per i successi mancati. Ci saranno altre opportunità. Qui si tratta di diventare i migliori sponsor di voi stessi. Un pizzico di sguardo critico è utile per non cadere nell’adulazione di se stessi…ma subito dopo pacca sulla spalla e si riparte.

Passo 8. Ritagliatevi del tempo per voi stessi, solo per voi. Per fare…le cose più inutili e sfiziose che da tempo non vi permettete di fare. Il tempo inutile passato con voi stessi, vicini vicini, è la cosa più utile che potete fare per voi! Non ha uno scopo se non…esserci! Bellissmo, alla faccia di chi ci vuole male, direbbe qualcuno!

Passo 9. Mangiate bene. Nutritevi con saggezza, abbiate cura della vostra salute. Il corpo non è un contenitore differenziato dove smaltire quello che ci passa in mente. Ci porta in giro, ci sostiene, ci dà forma e richiede un po’ di cura e manutenzione. Nella vostra auto non mettereste mai come carburante burro fuso…allora perchè lo fate con il vostro corpo? Sarebbero queste le coccole del mattino che vi dedicate? Delegate ad un cornetto la tacitazione del piacere? Mmhh, parliamone. Ha bisogno di poco il nostro corpo: aria, acqua, proteine, vitamine, fibre, pochi grassi e zucchero. In fondo è facile, non complichiamoci la vita in circoli viziosi arricchiti di sensi di colpa, fatiche inutili e vestiti per coprire gli eccessi.

Passo 10. Ridete ridete ridete. Nulla fa più bene al fisico e allo spirito. È gratis, è sempre alla nostra portata, è sano, è contagioso. Perchè non farlo e più volte al giorno?

Bene, è partita meglio la giornata? Spero di sì!

Con un bel sorriso vi saluto e buona giornata a tutti!

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo



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