A cosa servono le emozioni?

Vi siete mai chiesti a cosa servono le emozioni? Ci sembra tutto così ovvio, scontato che non ci siamo probabilmente mai posti questa domanda. Ci sono e…ci convivo. Saranno qualcosa di psicologico? Sono di intralcio alle mie attività? Sono il propulsore della mia vita? Insomma ste cose che si “muovono” dentro, che sento di tanto in tanto perché ci sono? Se la natura le ha previste è perché avranno una funzione?! Di inutile non ha previsto nulla, ogni cosa è lì perché serve e perché senza non si potrebbe vivere.

Quindi le emozioni? La rabbia, il disgusto, l’amore, l’affetto, la tristezza, la gioia, l’entusiasmo a cosa serviranno mai?

Le emozioni servono all’individuo per comunicare agli altri il proprio stato d’animo e quindi il proprio impulso ad agire. Detto in altre parole, servono a capire che “intenzioni” abbiamo, cosa siamo pronti a fare un momento dopo. Le espressioni del viso ne sono la più efficace forma: attraverso un sopracciglio alzato, la tensione delle labbra, il sorriso, per esempio, comunichiamo cosa stiamo provando e cosa stiamo per fare. Se vedete una persona per strada che se la sghignazza amorevolmente mentre ascolta il suo iPod non ci mette in allarme, perché il “segnale” che ci manda con il suo comportamento non è certo di aggressività o attacco. Se invece, mentre sono seduto in metropolitana ho di fronte a me una persona che mi fissa con sguardo serio e digrigna le mandibole questo mi crea disagio e preoccupazione, perché mi sta segnalando che ha intenzioni poco amichevoli. Questo accade anche nel mondo animale: il cane che mostra la gola segnala il suo stato di sottomissione, il cane che rizza il pelo e mostra i canini sta comunicando il suo stato di tensione che precede l’attacco.

Esistono diverse teorie sulle emozioni, cira la loro manisfestazione, l’origine e la funzione che svolgono. In particolare famosa è la teoria evoluzionistica di Darwin: le espressioni facciali sono frutto dell’evoluzione e indicano l’azione che l’individuo sta per compiere. Quindi le espressioni hanno una forte valenza comunicativa.

L’esperienza emotiva coinvolge diversi ambiti soggettivi, tra cui:

  • Componente fisiologica
  • Componente cognitiva
  • Componente comportamentale
  • Vissuto personale

Relativamente all’origine, funzione e sviluppo delle emozioni lo psicologo americano Robert Plutchik (1927-2006) sviluppò la sua teoria evoluzionistica secondo cui le emozioni sono risposte evolutive per consentire alle specie animali di sopravvivere.

Sono 5 i postulati su cui si basa la sua teoria:

  1. le emozioni sono dei meccanismi con funzione adattiva per la sopravvivenza (reazioni alle situazioni di emergenza) dell’organismo e di comunicazione (segnali che esprimono l’intenzione all’azione)
  2. le emozioni hanno un fondamento genetico (per cui sono innate e uguali indipendentemente dall’età, sesso, cultura)
  3. le emozioni sono costrutti ipotetici basati su classi di prove o dati (esperienza e quindi stimoli condizionati, comportamento della specie, esempio di comportamenti di altri della stessa specie)
  4. le emozioni sono catene di eventi in cui il feedback assume funzione di stabilizzare il comportamento con conseguente omeostasi dell’organismo secondo la sequenza: stimolo esterno > valutazione (pericolo/benessere) > produzione di sensazioni > modificazione fisiologiche > azione > effetto sull’evento-stimolo
  5. tra le emozioni esistono relazioni che possono essere rappresentate con un modello tridimensionale a cono rovesciato.

Bene, con gioia vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post.

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

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