Comunicare vuol dire "mettere in comune", condividere. Ciò che invece il più delle volte ci troviamo fare è cercare di aver ragione, di spuntarla sull'altro, di convincere il nostro interlocutore delle nostre ragioni. Si instaura così il classico "tiro alla fune", dove il vero campo su cui si gioca la partita è uscirne vincitore o resistere alle pressioni altrui.

Nella precedente puntata abbiamo introdotto l’App nello Studio professionale e abbiamo visto perché è utile sostituire la vecchia e polverosa newsletter con un nuovo modo di dialogare con i propri clienti, l’App.

Mentre la newsletter viaggia via email e il più delle volte (come abbiamo sottolineato parlando dei Feed RSS) resta sepolta nella cronologia della posta in arrivo senza essere neppure aperta dal cliente,

È arrivato il momento di fare il salto: via la newsletter di Studio e ora a tutta App! Più facile a dirsi che a farsi, diranno in molti. Per alcuni l’App è ancora un mistero da svelare, per altri più tecnologici, invece, è già entrata nelle abitudini quotidiane. Chi infatti utilizza uno smartphone o un tablet necessariamente utilizzerà diverse App ogni giorno.

 

Per molti Studi la newsletter è un must, qualcosa a cui non si può rinunciare. Lo strumento principe per mantenere un filo diretto con i clienti. Esistono newsletter settimanali e newsletter mensili; newsletter inviate flat a tutta la mailing list di studio e newsletter customizzate per tipologia di cliente e industry; newsletter di approfondimento tematico e newsletter di aggiornamento.

È arrivato il momento di parlare di uno dei social media tra i più interessanti anche per il libero professionista: Youtube. Spesso si pensa che questo social sia utilizzabile solo per motivi ludici: per vedere video divertenti, film o spezzoni di eventi.

Invece Youtube, che fa parte della famiglia Google, è un canale di comunicazione eccezionale anche per il professionista dell’area legale. L’interesse per il professionista può essere duplice:

Abbiamo parlato di social network e attività professionale. Nei precedenti articoli ci siamo chiesti se e come Linkedin, Twitter, Facebook possano aiutare il libero professionista a sviluppare business, costruire una propria brand image, fidelizzare i clienti in portafogli e allargare la propria cerchia di clientela. Dalle piazze fisiche abbiamo visto come il confronto e le occasioni di conoscenza stiano transitando nelle piazze virtuali:

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