Una tempesta, questo è ciò che ha investito il mercato professionale cogliendo impreparati i professionisti. E questa tempesta pare destinata a durare a lungo. Dopo, nulla sarà più come prima. Forse meglio, chissà, ma diverso.

Questa è in estrema sintesi la situazione che il mondo professionale sta vivendo in questi anni di profondo cambiamento culturale.

Dopo aver lavorato sulla consapevolezza e sulla raccolta dei dati (business intelligence) che ci metteranno in condizione di fare scelte oculate, è arrivato il momento di agire. Agire con oculatezza, si intende. Per fare ciò è necessario avere delle mete, abbiamo visto, perché ogni scelta non è giusta o sbagliata in assoluto, ma in relazione all’obiettivo che ci siamo posti.

Il re è nudo! Così Hans Christian Andersen descrive la condizione del sovrano che pensava di aver indosso vesti pregiate e invece era stato convinto di qualcosa che non c’era (più): i vestiti. Appariva così in tutta la sua umanità e nudità colui che un tempo aveva fatto della propria immagine un punto di forza per distinguersi dagli altri. Nella novella di Andersen solo un bambino, nella sua ingenuità e soprattutto privo di qualunque pregiudizio, ha l’impudenza di gridare davanti a tutti “il re è nudo!”.

Pigrizia mentale, mancanza di tempo, mancanza di idee, abitudini radicate, resistenze al nuovo, convinzioni limitanti, scetticismo. Queste sono alcuni degli alibi che molti oppongono a qualunque istanza di cambiamento. Il punto, oggi, è che il cambiamento non rappresenta più l’eccezione, un momento di passaggio, bensì è la costante che accompagnerà come una colonna sonora la professione e le vite private.

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