Espandere lo Studio professionale senza investimenti legati a nuovi collaboratori e a nuove location è oggi possibile. Tutto ciò grazie alle nuove tecnologie che permettono di sviluppare e gestire nuovi business con l’organizzazione che si possiede già.

A differenza di un tempo, infatti, oggi è possibile gestire con maggior efficienza (quindi miglior rapporto costi-benefici) le attività con i clienti. Basti pensare, ad esempio, alle riunioni.

La relazione con i clienti è rimasta uguale a com'era dieci anni fa? I clienti pagano velocemente  le parcelle professionali? Il tasso di fidelizzazione della clientela è rimasto lo stesso di un tempo? I ritmi della professione sono diversi rispetto a qualche anno fa? E le aspettative dei clienti? È necessario oggi organizzare lo Studio diversamente? Il web come può essere utilizzato a fini professionali?

Qual è la miglior strategia per battere la crisi? Ottimizzare i costi, ottimizzare le risorse, ridurre gli sprechi di tempo, migliorare l’organizzazione di Studio? Tutto vero, queste sono azioni necessarie. Ma anche per gli Studi professionali, come per le aziende, vale la regola per cui solo tagli e procedere solo sulle difensive alla lunga non paga di certo. Un ragionamento simile a ciò che è avvenuto per il nostro Paese, una politica di sola spending review porta alla recessione economica. Cosa va aggiunto dunque?

Gli Studi professionali si sono affacciati da poco sul mondo web, spinti (è proprio il caso di dirlo) più da necessità o curiosità, che da una vera idea (e progetto) di business. Molti avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro guardano ancora con scetticismo questo strumento, considerato poco in linea con la professione e con il futuro dell'attività. Spesso l'idea che spinge la decisione di dotare lo studio di un sito Internet è che "non si può non avere, "non si sa mai", "oramai ce l'hanno tutti".

Parliamo di futuro, ma per molti studi professionali è già da tempo realtà. Lo studio professionale si sta organizzando, questo è un dato. Come abbiamo più volte affrontato in questo blog, il trend in atto negli ultimi anni punta verso uno studio professionale organizzato sul modello di una piccola (o grande) azienda. Si va verso gli studi associati e le Stp.

Messa così, come un aut-aut, effettivamente, la risposta risulterebbe comunque parziale. L’intuito è fondamentale in ogni attività umana e la professione non si sottrare certo a questa regola. La domanda corretta, dunque, sarà un'altra: che peso hanno oggi questi due aspetti, intuito e strategia, nello sviluppo dell'attività professionale?

Se in passato, infatti, il libero professionista, avvocato, commercialista, consulente del lavoro, solo per citarne alcuni, procedevano prevalentemente, se non esclusivamente, ad intuito nello sviluppo del proprio business, oggi le cose appaiono leggermente (si fa per dire) diverse.

Avvocati e manager, avvocati e team leader. È questo il binomio che oggi accompagna la libera professione forense (e non solo). Se un tempo l’avvocato era “solo” un avvocato, oggi non basta più. Oltre alle competenze forensi acquisite durante gli studi universitari e la pratica legale, la professione ora richiede altre competenze di tipo manageriale per gestire in modo efficiente se stessi e il proprio team di collaboratori. L‘avvocato ora diventa anche manager.

Siamo nel tunnel, questo è certo. Se si fa il commercialista si sa, da maggio a settembre i ritmi sono pressanti. Scadenze, verifiche, richieste, dubbi, incontri con i clienti, mail a decine, telefonate, check list di cosa da fare…

Per chi è ben organizzato in Studio la delega rappresenta un manna dal cielo e se ha saputo programmare per tempo le attività, tutto sommato l’urto dell’imprevisto può essere retto.

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