La Corte dei Conti ha da pochi giorni licenziato il regolamento che disciplina il nuovo modello di società tra professionisti (Regolamento in materia di società per l'esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico). Ultimo atto sarà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e poi le Stp, sui blocchi di partenza da oltre un anno, partiranno. A più riprese abbiamo affrontato in precedenti post di questo Blog come la professione forense (e non solo) stia attraversando una profonda fase di cambiamento su più fronti: mentalità, rapporto con la clientela, competitività, comunicazione, nuove tecnologie e, non da ultimo, organizzazione.

Parliamo oggi di personal branding per i liberi professionisti. Il tema è già stato oggetto di altri post in questo Blog e passo dopo passo affronteremo i vari aspetti di interesse per un avvocato, commercialista e consulente del lavoro che intenda costruirsi un brand utile a distinguersi nel mercato professionale.

Quali sono oggi i veri ostacoli che incontra oggi il libero professionista? Prima di addentrarci in disquisizioni tecniche di marketing o di scelte strategiche, è utile sgomberare il campo da un presupposto (convinzione limitante) tipica della mentalità del libero professionista (quantomeno tradizionalista): “se sono bravo non è necessario farlo sapere, va da sé che i clienti lo sappiano e vengano  da me”.

94, tanti sono gli anni passati dalla prima volta che le donne e le libere professioni si sono incontrate. Dal lontano 1919, anno in cui furono ammesse le donne alle libere professioni, il numero delle professioniste è sempre cresciuto, non sempre portandosi con sé diritti e opportunità che potessero parificare il lavoro femminile a quello maschile.

Con la Riforma forense del dicembre 2012 il tema delle specializzazioni è stato ufficialmente introdotto nell’Avvocatura come un ulteriore elemento di diversificazione e di attestazione competenze per il giurista. A dire il vero il tema non è certamente nuovo, tant’è vero che nel 2010 già il CNF aveva emanato un regolamento (poi oggetto di sentenza del Tar Lazio nel 2011) indicante le 11 aree di specializzazione forense, chiarendo il percorso necessario per ottenere tale qualifica specialistica (“avvocato specialista”), legato ad una formazione ad hoc presso scuole riconosciute dalla stesso CNF, oppure all’anzianità di “servizio”. È solo tuttavia con l’art. 9 della legge di Riforma forense che viene introdotta tale figura specialistica, rimettendo ad un successivo regolamento le regole per il suo conseguimento.

I liberi professionisti, si sa, non amano abbinare la propria attività professionale ad un prodotto. La professione di avvocato, commercialista, consulente del lavoro, notaio (solo per citarne alcuni) è un’attività intellettuale, una prestazione di servizi e non un prodotto. Così, tradizionalmente, le professioni intellettuali a differenza delle attività commerciali si sono pressoché disinteressate di tutto ciò che avrebbe portato ad aumentare la propria visibilità, al di fuori dei canali classici quali scritti su riviste, libri, docenze e la classica attività di pr svolta one to one.

Si parla molto ultimamente di leadership come della capacità di chi è capo di un gruppo, di un’organizzazione, di indicare la strada e condurre fuori dalla crisi. Il leader è colui che vede la strada dove gli altri non riescono ancora a vederla; colui che sa trovare le soluzioni più indicate al contesto per giungere a risultati. Il vero leader positivo è colui che non impone le scelte, ma le condivide con la giusta assertività e determinazione, spiegandone le ragioni e soprattutto i benefici futuri; è così che i leader generano vision nei loro followers.

Perché una struttura organizzata possa crescere e possano con essa crescere i livelli qualitativi dei servizi e le performance, un momento centrale è rappresentato dai feedback. Fondamentale è che tutti i componenti del team di Studio crescano costantemente, in modo che la crescita sia equilibrata e costante. In caso contrario, la crescita riguarderebbe solo alcuni settori dello Studio, alcune seniority o figure. È come se un aeroplano volasse inclinato, invece che con un assetto aerodinamico in equilibrio.  Mancanza di aerodinamicità corrisponde a maggior attrito e quindi maggior fatica nel percorso e inefficienze. La stessa cosa accade anche per lo Studio professionale la cui crescita avviene a scacchiera, invece di coinvolgere l’intero team.

Che siate avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro o notai, vi siete mai fermati a fare una verifica settore per settore degli sprechi che durante la giornata lavorativa si generano in Studio? Attività ripetute da più collaboratori, procedure ferraginose o mai chiarite, attività improvvisate, problemi ingigantiti dai collaboratori senza un barlume di problem solving, cattive abitudini riprodotte a nastro, riunioni fiume, gestione del cellulare randomica, scadenza cadute nel dimenticatoio fino all'urgenza assoluta...e potremmo continuare attingendo all'esperienza di ciascuno.

Il tema della leadership è entrato a far parte del mondo dei professionisti, esattamente come da decenni fa parte del mondo aziendale. Una leadership positiva, di ispirazione per i collaboratori, lungimirante e solida è quantomai oggi determinante per le sorti dello Studio professionale. Crisi economica, cambiamenti culturali, evoluzione dell’organizzazione di Studio, aumentata competitività sono solo alcuni dei fattori che richiedono una forte e positiva conduzione dei team e dello Studio professionale.

I liberi professionisti dell’area legale potranno anche essere divisi quanto ad opinioni su riforme ed evoluzione della professione, ma sicuramente saranno tutti d’accordo sul fatto che l’attività professionale stia vivendo un momento di passaggio cruciale. Del “vecchio” modo di fare l’avvocato, il commercialista, il consulente del lavoro (solo per citare alcune delle professioni impegnate nel settore) resta sempre meno. Abbiamo avuto modo di scrivere più volte di questo cambiamento epocale, che vede diradarsi rapporti fidelizzati, aumentare la concorrenza, velocizzare tempi e ritmi di lavoro, creare organizzazioni di studio più specializzate e articolate.

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