Cosa succederà nei prossimi dieci anni nel mondo delle professioni è ciò che tutti provano ad immaginare. Molti, per come vanno veloci i tempi, si accontenterebbero di sapere cosa accadrà da qui al prossimo anno. E non parliamo qui della riforma delle professioni, né tantomeno di quella forense che interesserà il mondo dell’avvocatura. La domanda è più ampia, investe i costumi, la mentalità, l’organizzazione, la gestione e le competenze con cui l’essere un libero professionista dovrà fare i conti. Avvocati, commercialisti, notai, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri, medici, nessuno può chiamarsi fuori da questo salto epocale.

Scrivanie affollate di libri, codici, riviste. Segnalibri sparsi tra le pagine a ricordare la sentenza interessante, il comma da citare, il commento da approfondire. Librerie scalate, stile parete attrezzata in montagna, per prendere quel manuale o quella raccolta di giurisprudenza. Ecco, a tutto questo possiamo dire addio. Ad alcuni dispiacerà, ad altri invece piacerà.

Quali strumenti usa un manager? Poiché gestisce team di persone per il raggiungimento di risultati, la delega e il feedback saranno i suoi capisaldi. Il feedback è uno strumento di crescita molto importante per i collaboratori anche all’interno dello Studio professionale. La delega, intesa non come scaricare sugli altri, ma come incaricare altri coinvolgendoli, lo è altrettanto.

Abbiamo parlato più volte di stress, quella tensione emotiva che ci accompagna oramai come un’ombra nelle nostre giornate lavorative. Una volta fatta la necessaria distinzione tra eustress (lo stress buono) e distress (quello cattivo), direi di soffermarci su quest’ultimo che è poi quello che tutti conoscono e a cui tutti associano il termine stress, nella sua accezione disfunzionale.

Comunicare con gli altri sembra semplice, ma non lo è affatto. La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) ci insegna che ciascuno ricostruisce la realtà in base ad una serie di filtri che gli permetteranno di comporre un sua personalissima “mappa” della realtà. Relazionarsi e comunicare vuol dire far incontrare queste mappe, metterle grado di scambiarsi informazioni possibilmente capendosi. Tutt’altro che semplice, se provate a considerare al vostra esperienza che, come quella di tutti, sarà ricca di incomprensioni, equivoci, non detti che creano malumori, dissidi, conflitti.

La "psicogeografia" indica la relazione che si viene ad instaurare tra i componenti di un gruppo in relazione alla disposizione geografica degli stessi. Robert Dilts nel suo libro Il manuale del coach (Alessio Roberti editore, 2003) spiega come la disposizione geografica delle persone incida profondamente sulla loro interazione e, quindi, sull’efficacia comunicativa e sulla qualità dei rapporti.

I concetti della psicogeografia nello Studio professionale possiamo applicarli dalla disposizione delle persone negli uffici dello Studio alla disposizione del desk di segreteria, fino all’organizzazione su più piani degli uffici dello Studio.

L’occasione mi è utile per riprendere quanto abbiamo già affrontato più volte nei nostri post, vale a dire l’importanza della crescita dei collaboratori di Studio per la crescita dell’intera organizzazione professionale.

E’ di qualche giorno fa (giovedì 5 luglio) l’intervista pubblicata su Italia Oggi alla Vicepresidente di Fondoprofessioni Rosetta Raso, in cui si spiega l’importanza della formazione all’interno degli Studi professionali. Tale formazione - sottolinea nell'intervista - unita alla condivisione degli obiettivi si pone alla base della crescita professionale dei dipendenti di Studio e nello stesso tempo dell’aumento di qualità dei servizi professionali degli Studi stessi.

Il Public Speaking è l'arte di parlare in pubblico. Che il pubblico sia un'audience ampia, piuttosto che un ristretto gruppo di persone (collaboratori o clienti) poco conta. Sempre di public speaking si tratta.

E' stata in questi giorni appena varata la tanto agognata Riforma del lavoro. Molti professionisti specializzati in materia sono ora in movimento per organizzare eventi di aggiornamento con i propri clienti, piuttosto che chiamati da società di formazione, Ordini e associazioni per tenere interventi di approfondimento sul tema per colleghi e altri professionisti.

Il coach è un facilitatore del cambiamento. Un alleato con cui fare chiarezza, pianificare e attuare. Ben presto tra coach e professionista si instaura una partnership, un vero e proprio apporto di fiducia potenziante e funzionale al percorso intrapreso.

Il coach affianca gli studi professionali nei processi di cambiamento, di sviluppo e di rinnovamento velocizzandoli e fornendo strumenti e competenze nuove per il mondo professionale.

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