Il grande Zygmunt Bauman nel suo "Modernità Liquida"  scrive: "Il consulente di maggior successo è quello cosciente  del fatto che ciò che i potenziali fruitori dei suoi servizi desiderano ottenere è una lezione esemplificativa. Dato per scontato che la natura dei problemi è tale che possono essere affrontati solo su base individuale e superati solo tramite sforzi individuali, ciò di cui abbisogna chi chiede consiglio è un esempio di come altri uomini e donne alle prese con un problema simile, affrontano tale compito"  (Laterza Editori, 2011, p. 66).

Avete mai provato a soffermarvi su un discorso di un grande personaggio? Pensiamo a Martin Luther King, a Ghandi, a John Kennedy, Ronald Reagan o, per venire ai nostri tempi, a Barack Obama o ad Angela Merkel. Già, se lo fate e vi prendete in mano un loro discorso per analizzarne la struttura e poi vederne comodamente in poltrona il loro intervento con tanto di video e di audio vi sarebbe subito chiaro cosa c’è di più nei loro discorsi. Le parole usate, il tono di voce, il ritmo, le pause, lo sguardo, i gesti sono tutti orientati, come i fiati, gli archi, le percussioni in un’orchestra verso l’unico obiettivo: emozionarvi, coinvolgervi, rendervi parte di.

Diceva Steve Jobs nella sua famosa intervista nel 1995 alla Stanford University che solo dopo uniremo ciò che abbiamo fatto come i puntini su di un foglio e solo così prenderà così forma la strada intrapresa. Prima possiamo avere un'idea di massima, una direzione e soprattutto la fiducia che se il vento che ci spinge nelle nostre giornate è quello della passione verso ciò in cui crediamo, beh allora questi puntini disegneranno una rotta decisamente piacevole.

Pochi di noi, tuttavia, hanno mantenuto l'abitudine giovanile di scrivere. Già, da bambini tutti abbiamo avuto un diario dove scrivevamo qualcosa della nostra giornata, dei nostri desideri e dove ogni tanto ospitavamo pezzetti di vita altrui, amici, fidanzate, ricordi. Eravamo giovani, quindi giustamente si guardava al futuro, lo si immaginava, ci si prendeva le misure e l'orizzonte sembrava davvero lontano, soprattutto lontano dai nostri pensieri. Tutta la vita è qui ora, pensavamo. Davanti a noi mamma e papà, insomma i fari come nello Stretto di Gibilterra a segnare le acque chete dall'oceano aperto. Poi il tempo passa e quello stretto, ora alle spalle, lo vediamo allontanarsi sempre più mentre navighiamo in quell'oceano immenso. Per strada amici, fidanzate, ricordi, studi, sogni restano tra le onde.

Le mezze misure non servono a nulla. Lo sappiamo, ma spesso con questo principio non ci facciamo i conti abbastanza. E così un progetto, un'idea a cui teniamo resta lì, parcheggiata in cantiere o a metà percorso, monca di quella parte di coraggio o di convinzione che mancava sin dall'inizio. Napoleon Hill, uno dei più grandi pensatori del XX secolo, autore del celebre "Pensa e arricchisci te stesso" (Think and Grow Rich) pubblicato nel 1937, afferma che "la mente umana può realizzare tutto quanto può concepire...con autodisciplina" a condizione che si focalizzi sul proprio obiettivo rendendolo un "ardente desiderio" senza possibilità di ritirata. Questo è nucleo del successo, nel senso etimologico di far accadere le cose che si desiderano. Qualcosa di simile la ritroviamo anche 2500 anni prima nel più grande stratega, Sun-Tzu, conosciuto per la sua opera "L'arte della Guerra". Anche qui ritroviamo il capo (dell'esercito) come colui che è salito così in alto ed ha poi gettato via la scala dietro di sé con un calcio: indietro non si torna. La mente deve essere proiettato verso il successo, verso il cambiamento, verso l'obiettivo. Niente vie di fuga, niente distrazioni, niente vie di mezzo. Tutta l'energia deve bruciare in quella unica direzione.

Oggi parleremo di due principi, utili nelle relazioni umane, professionali e con noi stessi. Il primo è il principio di reciprocità che spinge gli altri a ricambiare ciò che hanno ricevuto. Il secondo è il principio dell'impegno scritto, utilissimo per chiarire gli impegni e gli obiettivi. Annotarsi un risultato che vogliamo ottenere, formularlo per iscritto, cambia il nostro atteggiamento, rendendo quella che era un'idea di massima, un pensiero, in una meta prefissata verso la quale abbiamo preso, anche con noi stessi, un impegno nero su bianco che tenderemo a rispettare di più e a ricordare meglio.

Il semplice gesto di mettere per iscritto un obiettivo fa sì che il nostro atteggiamento cambi da "passivo" ad "attivo" verso la meta stessa. Questa è anche la ragione per cui molti accordi vengono messi per iscritto, contratti o meno: per chiarirne i contorni, delimitarne il perimetro, ricordarli in futuro e assumersi attivamente l'impegno a portarli a termine. Lo stesso principio che vale con noi stessi vale anche con gli altri.

Avete mai osservato attentamente i felini intenti alla caccia? I loro corpi sono tesi verso un unico obiettivo, la preda. Gli occhi sono fissi sull'obiettivo. Quasi legati ad esso da un filo invisibili. Un attimo prima dell'attacco ogni muscolo è teso, pronto all'esplosione in tutta la sua potenza. Come una gigante molla di muscoli sembra ridursi su se stesso, compattarsi per poi dare sfogo a tutta la sua forza, spesso, devastante per la preda. Nulla viene sprecato, energia, tempi, concentrazione. La strategia è scelta e ora l'azione farà la sua parte. Obiettivo? Raggiungere il risultato, portarsi a casa la preda. Questione di vita o di morte, spesso. Tranne la testa e gli occhi del felino, incollati alla preda come un missile Tomahawk che non molla il bersaglio finchè non lo ha raggiunto, il resto del corpo è una squadra dove ogni muscolo, ogni nervo, tendine, unghia, ha una funzione, sa cosa fare e lo farà per il bene di tutti, dell'organismo intero, della squadra. La natura ci ha messo del suo, il felino sceglierà la strategia secondo le circostanze. Le due cose faranno la differenza tra la riuscita o meno del progetto: portarsi a casa il cibo.

E' l'epoca dei social network. Il web 2.0 d'altra parte si caratterizza proprio per questo, per l'interattività tra gli utilizzatori del web e il fatto che gli stessi utenti sono coloro che creano contenuti. La socialità che il web ha assunto nella sua evoluzione dal 1.0 al 2.0 vede come protagonisti proprio i social (più ancora dei blog, forum, chat). E ancora di più i veri protagonisti del web sono gli utenti, catapultati al centro della scena come mai si era visto nella storia dei mass media. Per ciò che interessa in particolare il mondo dei liberi professionisti, sono due oggi i social network mondiali che fanno la parte del leone: LinkedIn e Twitter. Laddove, invece, Facebook e Youtube rappresentano i primi due social generalisti in termini di utenti.

Buon compleanno mediazione!

Già, oggi la mediazione civile e commerciale spegne la prima candelina. Partita il 21 marzo 2011 secondo la start up prevista dal D.Lgs. 28/2010, oggi l'istituto che avrebbe dovuto dare una svolta al carico giudiziario pendente taglia il primo traguardo dei dodici mesi di vita. Circa 100mila i tentativi di conciliazione e solo un quinto ha visto la lieta conclusione, per gli altri si sono aperte le porte del Tribunale. Oltre 800 gli organismi di conciliazione accreditati presso il Ministero e oltre 1500 sedi nelle regioni italiane, con la Campania in testa con 230 sedi, seguita dal Lazio con 214 e dalla Lombardia con  153.

La settimana scorsa mi è capitato di uscire a pranzo con un mio vecchio amico che nella vita ha scelto di fare l'avvocato. Riuscire a concordare l'appuntamento non è stato facile. In tutto due settimane di tempo, diversi sms e alla fine due telefonate. Non male, ho pensato. Una volta con le gambe sotto al tavolo, finalmente, si sono consumati tanti racconti, dal periodo grigio per i clienti che non pagano, ai progetti di fondere lo studio con un altro così da essere più competitivi sul mercato, fino al classico evergreen: non ho il tempo neppure per respirare. E qui mi ha toccato nel vivo, è entrato nel mio di campo. Quindi come una palla da biliardo colpita verso la buca mi attivo.

Quando conosciamo per la prima volta una persona la prima impressione - si dice - è quella che conta. Buona parte della prima impressione la fa lo sguardo che incrociamo. Gli occhi giocano dunque un ruolo fondamentale nel trasmettere all'altro una impressione piuttosto che un'altra. Questo tanto più se l'incontro è tra un uomo e una donna, dove anche la seduzione, più o meno celata, gioca la sua partita. Diversi studi hanno dimostrato come lo sguardo sia il primo passo verso una interazione tra due soggetti. Quando incontriamo una persona, prima ancora della stretta di mano, è il contatto visivo a presentarci. Da lì si generano sensazioni, più o meno consapevoli che ci danno informazioni sull'altro, o meglio su ciò che percepiamo dell'altro: simpatia, attrazione, repulsione, antipatia, fastidio, piacere, fiducia, diffidenza. Fissiamo dunque un primo punto fermo: lo sguardo è fondamentale nell'instaurazione di una relazione. Ciò vale tanto in ambito personale che professionale.

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