E' l'epoca dei social network. Il web 2.0 d'altra parte si caratterizza proprio per questo, per l'interattività tra gli utilizzatori del web e il fatto che gli stessi utenti sono coloro che creano contenuti. La socialità che il web ha assunto nella sua evoluzione dal 1.0 al 2.0 vede come protagonisti proprio i social (più ancora dei blog, forum, chat). E ancora di più i veri protagonisti del web sono gli utenti, catapultati al centro della scena come mai si era visto nella storia dei mass media. Per ciò che interessa in particolare il mondo dei liberi professionisti, sono due oggi i social network mondiali che fanno la parte del leone: LinkedIn e Twitter. Laddove, invece, Facebook e Youtube rappresentano i primi due social generalisti in termini di utenti.

Buon compleanno mediazione!

Già, oggi la mediazione civile e commerciale spegne la prima candelina. Partita il 21 marzo 2011 secondo la start up prevista dal D.Lgs. 28/2010, oggi l'istituto che avrebbe dovuto dare una svolta al carico giudiziario pendente taglia il primo traguardo dei dodici mesi di vita. Circa 100mila i tentativi di conciliazione e solo un quinto ha visto la lieta conclusione, per gli altri si sono aperte le porte del Tribunale. Oltre 800 gli organismi di conciliazione accreditati presso il Ministero e oltre 1500 sedi nelle regioni italiane, con la Campania in testa con 230 sedi, seguita dal Lazio con 214 e dalla Lombardia con  153.

La settimana scorsa mi è capitato di uscire a pranzo con un mio vecchio amico che nella vita ha scelto di fare l'avvocato. Riuscire a concordare l'appuntamento non è stato facile. In tutto due settimane di tempo, diversi sms e alla fine due telefonate. Non male, ho pensato. Una volta con le gambe sotto al tavolo, finalmente, si sono consumati tanti racconti, dal periodo grigio per i clienti che non pagano, ai progetti di fondere lo studio con un altro così da essere più competitivi sul mercato, fino al classico evergreen: non ho il tempo neppure per respirare. E qui mi ha toccato nel vivo, è entrato nel mio di campo. Quindi come una palla da biliardo colpita verso la buca mi attivo.

Quando conosciamo per la prima volta una persona la prima impressione - si dice - è quella che conta. Buona parte della prima impressione la fa lo sguardo che incrociamo. Gli occhi giocano dunque un ruolo fondamentale nel trasmettere all'altro una impressione piuttosto che un'altra. Questo tanto più se l'incontro è tra un uomo e una donna, dove anche la seduzione, più o meno celata, gioca la sua partita. Diversi studi hanno dimostrato come lo sguardo sia il primo passo verso una interazione tra due soggetti. Quando incontriamo una persona, prima ancora della stretta di mano, è il contatto visivo a presentarci. Da lì si generano sensazioni, più o meno consapevoli che ci danno informazioni sull'altro, o meglio su ciò che percepiamo dell'altro: simpatia, attrazione, repulsione, antipatia, fastidio, piacere, fiducia, diffidenza. Fissiamo dunque un primo punto fermo: lo sguardo è fondamentale nell'instaurazione di una relazione. Ciò vale tanto in ambito personale che professionale.

Abbiamo parlato di autostima in un precedente post. Ora è la fiducia che richiede un po’ di attenzione. Spesso infatti tendiamo ad accumunare i due termini quando in realtà si riferiscono a situazioni diverse. Questioni di lana caprina, direte voi?! Beh, diciamo che dietro le parole sono ancorate emozioni, ricordi, situazioni e…stati d’animo, per cui saperle usare correttamente aiuta ad aiutarsi nell’arco della giornata

Il dialogo interno – quella vocina che sistematicamente accompagna i nostri gesti – è composta di parole. Ok, parole mentalmente ripetute, nel silenzio della nostra capoccia, ma sempre parole sono e sono potentissime nel determinare il nostro stato d’animo. Se dobbiamo affrontare un colloquio di lavoro, piuttosto che un’udienza penale, piuttosto che parlare al consiglio di amministrazione, farà certamente la differenza lo stato d’animo in cui ci metteremo. E quello stato d’animo lo determineremo in buona parte da cosa ci sapremo dire nella nostra testolina.

È un periodo strano. Ogni avvocato, ogni commercialista lo sa bene. E così tutte le altre categorie professionali, senza esclusione anche per le più tradizionali come i medici.

Più volte ci siamo detti che il cambiamento è epocale. Che da qui non si tornerà indietro. Che chi saprà affrontare il nuovo non solo sopravviverà – spero che ciascuno di noi auspichi qualcosa di più che sopravvivere e basta – ma uscirà rigenerato, rinvigorito. Ebbene sì, la vera novità è che il nuovo che abbiamo davanti ai nostri occhi nessuno lo conosce.

Oggi dedichiamo il nostro post alle donne. E' la loro festa, commerciale o meno che sia, è una buona occasione per rivolgere un pensiero alla dolce metà del mondo. Negli ultimi venti anni nel mondo delle professioni le donne hanno giustamente conquistato importanti fette. Secondo recenti stime, le donne nel mondo forense corrispondono ad oltre il 40% degli avvocati oggi in attività, con la percentuale che sfiora il 60% nella fascia di età tra i 25 e i 30 anni. Il dato più significativo è che negli anni Ottanta la percentuale femminile tra gli avvocati era decisamente inferiore al 10% e solo negli anni Novanta è arrivata al 20% per poi toccare quota 40% nel 2005.

Per un avvocato penalista saper gestire la comunicazione è fondamentale. Non parliamo solo di conoscere la retorica - l'arte di parlare e argomentare - bensì di conoscere i canali della comunicazione, le regole del rapport con giudici, clienti e testimoni. Non basta dunque saper parlare, saper argomentare, utilizzare le parole, i termini giusti e costruire la frase in modo corretto e accattivante. Certo, questa è la base di partenza. Se dovessimo usare il condizionale al posto del congiuntivo, oppure essere eccessivamente prolissi e poco chiari, certamente l'efficacia della nostra attività in udienza verrebbe meno già per questo.

Vi è mai capitato di reagire di impulso ad una provocazione? Oppure di sentir montare la rabbia e ad un certo punto mettere il pilota automatico e reagire...per poi pentirvi di ciò che avete detto? Ecco in quelle situazioni l'impeto emotivo prende il sopravvento e l'emozione ci "sequestra". Infatti la sensazione è proprio questa, di perdere il "controllo" delle nostre azioni. A prescindere dall'esito, la sensazione non è certamente piacevole, perché ci fa sentire non "padroni" di noi stessi. Inoltre la sensazione è di agire secondo una "scheda forata", cioè di replicare sempre gli stessi schemi. Perché accade questo? Una spiegazione in ottica evolutiva esiste. Per riprendere Paul MacLean (The Triun Brain in Evolution), il nostro cervello si compone in realtà di tre cervelli, corrispondenti ad altrettanti momenti evolutivi dell'uomo.

Nel mondo aziendale esiste da sempre la cosiddetta customer satisfaction. Negli ultimi anni si è estesa anche alla pubblica amministrazione e a molti enti. E' in sostanza una facile procedura di indagine utile per capire se i propri clienti sono soddisfatti del servizio fornito e poter così introdurre modifiche e novità nello stesso. Si procede attraverso una breve e facile indagine condotta con questionari, test, interviste, redatti tenendo conto di alcuni parametri che permetteranno poi in fase di analisi dei feedback di cogliere le aree e le attività da migliorare.

0
Connecting
Please wait...
Invia un messaggio

Scrivi qui la tua richiesta, ti risponderemo in giornata.

* Nominativo
* Indirizzo e-mail
* Richiesta
Login now

Serve aiuto? Invia subito un messaggio.

Nominativo
* Indirizzo E-mail
* Richiesta
Invia un messaggio.
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?