Abbiamo parlato di autostima in un precedente post. Ora è la fiducia che richiede un po’ di attenzione. Spesso infatti tendiamo ad accumunare i due termini quando in realtà si riferiscono a situazioni diverse. Questioni di lana caprina, direte voi?! Beh, diciamo che dietro le parole sono ancorate emozioni, ricordi, situazioni e…stati d’animo, per cui saperle usare correttamente aiuta ad aiutarsi nell’arco della giornata

Il dialogo interno – quella vocina che sistematicamente accompagna i nostri gesti – è composta di parole. Ok, parole mentalmente ripetute, nel silenzio della nostra capoccia, ma sempre parole sono e sono potentissime nel determinare il nostro stato d’animo. Se dobbiamo affrontare un colloquio di lavoro, piuttosto che un’udienza penale, piuttosto che parlare al consiglio di amministrazione, farà certamente la differenza lo stato d’animo in cui ci metteremo. E quello stato d’animo lo determineremo in buona parte da cosa ci sapremo dire nella nostra testolina.

È un periodo strano. Ogni avvocato, ogni commercialista lo sa bene. E così tutte le altre categorie professionali, senza esclusione anche per le più tradizionali come i medici.

Più volte ci siamo detti che il cambiamento è epocale. Che da qui non si tornerà indietro. Che chi saprà affrontare il nuovo non solo sopravviverà – spero che ciascuno di noi auspichi qualcosa di più che sopravvivere e basta – ma uscirà rigenerato, rinvigorito. Ebbene sì, la vera novità è che il nuovo che abbiamo davanti ai nostri occhi nessuno lo conosce.

Oggi dedichiamo il nostro post alle donne. E' la loro festa, commerciale o meno che sia, è una buona occasione per rivolgere un pensiero alla dolce metà del mondo. Negli ultimi venti anni nel mondo delle professioni le donne hanno giustamente conquistato importanti fette. Secondo recenti stime, le donne nel mondo forense corrispondono ad oltre il 40% degli avvocati oggi in attività, con la percentuale che sfiora il 60% nella fascia di età tra i 25 e i 30 anni. Il dato più significativo è che negli anni Ottanta la percentuale femminile tra gli avvocati era decisamente inferiore al 10% e solo negli anni Novanta è arrivata al 20% per poi toccare quota 40% nel 2005.

Per un avvocato penalista saper gestire la comunicazione è fondamentale. Non parliamo solo di conoscere la retorica - l'arte di parlare e argomentare - bensì di conoscere i canali della comunicazione, le regole del rapport con giudici, clienti e testimoni. Non basta dunque saper parlare, saper argomentare, utilizzare le parole, i termini giusti e costruire la frase in modo corretto e accattivante. Certo, questa è la base di partenza. Se dovessimo usare il condizionale al posto del congiuntivo, oppure essere eccessivamente prolissi e poco chiari, certamente l'efficacia della nostra attività in udienza verrebbe meno già per questo.

Vi è mai capitato di reagire di impulso ad una provocazione? Oppure di sentir montare la rabbia e ad un certo punto mettere il pilota automatico e reagire...per poi pentirvi di ciò che avete detto? Ecco in quelle situazioni l'impeto emotivo prende il sopravvento e l'emozione ci "sequestra". Infatti la sensazione è proprio questa, di perdere il "controllo" delle nostre azioni. A prescindere dall'esito, la sensazione non è certamente piacevole, perché ci fa sentire non "padroni" di noi stessi. Inoltre la sensazione è di agire secondo una "scheda forata", cioè di replicare sempre gli stessi schemi. Perché accade questo? Una spiegazione in ottica evolutiva esiste. Per riprendere Paul MacLean (The Triun Brain in Evolution), il nostro cervello si compone in realtà di tre cervelli, corrispondenti ad altrettanti momenti evolutivi dell'uomo.

Nel mondo aziendale esiste da sempre la cosiddetta customer satisfaction. Negli ultimi anni si è estesa anche alla pubblica amministrazione e a molti enti. E' in sostanza una facile procedura di indagine utile per capire se i propri clienti sono soddisfatti del servizio fornito e poter così introdurre modifiche e novità nello stesso. Si procede attraverso una breve e facile indagine condotta con questionari, test, interviste, redatti tenendo conto di alcuni parametri che permetteranno poi in fase di analisi dei feedback di cogliere le aree e le attività da migliorare.

1979, avevo dieci anni. Mio fratello quindici, e in casa entra un album. Già, di quelli neri, di vinile, che sembravano supporti per la pizza. Sopra c'era scritto Banana Republic con la foto di due tizi, barbuti con cappello e occhiali scuri, Lucio Dalla e Francesco De Gregori. E' l'anno in cui papà ci compra anche lo stereo, un mitico Sansui dalle manopole grandi come bicchieri. Come spesso capitava con i fumetti - che custodiva gelosamente il mio fratellone (ah, gli Zagor) - anche gli LP venivano trafugati, regolarmente in sua assenza. Volevo come tutti i bambini essere grande, fare le cose dei grandi. E' così che "Ma come fanno i marinai", "Santa Lucia", "4 marzo 1943", "Quattro cani"... non andranno più via. 

Avevamo già trattato le difficoltà "biologiche" nella comunicazione uomo-donna e ritorno. Ci eravamo lasciati nei due post dedicati salutandoci con "non è colpa di nessuno" siamo fatti così, è tutta natura. Il cervello femminile è più empatico, più incline all'emozione, più viscerale nelle sue reazioni, quello maschile tendenzialmente le fugge, le emozioni. Meno preparato ad affrontarle, spesso non sa che farne, quindi razionalizza, le evita e se non può cerca una soluzione. Ovvio, tutti i distinguo soggettivi.

Le ultime notizie circa gli emendamenti al decreto liberalizzazioni prevedono una marcia indietro del Governo sull'obbligo dei professionisti di fare il preventivo in forma scritta laddove richiesto dal cliente. Pare che l'ultima versione preveda che il compenso debba essere reso noto al cliente da parte del professionista con un preventivo "di massima". E fin qui c'era da aspettarselo. Premesso, tra l'altro, che molti moltissimi professionisti già comunicano di prassi al proprio cliente un preventivo di massima - laddove possibile - penso che

E' nervosa, proprio come sua mamma! E' lento, lento, così come lo era suo papà! Sono fatti così di famiglia...!

Avete mai detto, o vi siete mai sentiti dire cose del genere? Sarà poi vero? Il temperamento di una persona scorre nelle genealogie, per dirla alla LeDoux (uno dei più grandi studiosi di neurobiologia)? Beh gli studi sulla genetica del comportamento ci dicono che vi sono tratti emotivi che vengono trasmessi geneticamente di generazione in generazione.

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