Il 2011 sarà ricordato per una parola: crisi. Penso che sia stata la più utilizzata in assoluto. Dalla colazione al pranzo alla cena questa parola ha scandito le nostre giornate. Ma che vuol dire? Etimologicamente crisi viene dal greco crìsis=separo. Indica la situazione che separa un modo di essere da un altro, o più in generale, un cambiamento improvviso, veloce. Di solito lo stato di crisi crea disagio proprio per la velocità con cui si verifica il cambiamento a cui l'organismo fa fatica ad adattarsi per riportare l'omeostasi, l'equilibrio. Lo stato di crisi è ciò che precede decisioni importanti e importanti cambiamenti. E qui ci spostiamo su un altro termine: cambiamento.

 

Cresciamo con delle convinzioni, poi scopriamo d'un tratto che non sono vere. Gli uomini preferiscono le bionde. Ma sarà proprio così? Ebbene questa è una delle false credenze più diffuse. Vari studi, infatti, hanno riportato risultati ben diversi, dove al primo posto nelle preferenze maschili quanto al colore dei capelli delle donne vi è il castano/nero, al secondo il biondo e al terzo i capelli rossi. Ma la cosa più sorprendente è che quando lo stesso test è stato somministrato alle donne dove la domanda era quale pensano che sia il colore dei capelli femminili preferiti dagli uomini, le donne hanno risposto nettamente mettendo al primo posto il biondo poi il castano/nero e per ultimo il rosso.

 

A volte basta una parola. A volte una piccola espressione è sufficiente e funzionale a rappresentare un evento, con tutta la sua storia al seguito.

La notte dei cristalli fu quella tra il 9 e il 10 novembre 1938, in cui i nazisti distrussero oltre 7500 negozi ebraici, bruciarono templi e sinagoghe. La ferocia antisemita che avrebbe condotto alla “soluzione finale”, frutto della follia dell’olocausto, aveva avuto inizio.

 

Ve lo ricordate Haward Cunningham di Happy Days? Siamo negli anni Sessanta e il papà di Richard e Jonie ("Sottiletta", come la chiamava Fonzie) era solito andare alla Loggia del Leopardo, con tanto di mitico cappello in stile, per fare quello che allora era il marketing: esserci e far parlare di sè. Ok, eravamo oltreoceano, a Milwaukee, ma da noi non andava molto diversamente. Si coltivavano amicizie con il notaio del posto, con il direttore di banca, con il titolare dell'agenzia di assicurazione. Tutto era funzionale al nostro network di lavoro. Lo si faceva e non lo si chiamava marketing, ma di fatto anche quello lo era.

Siamo in periodo di saldi. La tv manda le consuete immagini di code davanti ai negozi per accaparrarsi il capo di abbigliamento scontato, il televisore ultrapiatto o il panettone di Natale prima che sia troppo tardi. Che cosa ci muove a tutto ciò? Cosa si agita nelle nostre menti e ci spinge a comprare il superfluo? Il desiderio di risparmio ha delle sue radici neurobiologiche oltre che psicologiche. E ha dei compagni altrettanto influenti, come il desiderio di soddisfare i bisogni, materiali o relazionali, il desiderio di risolvere la scarsità di un bene, il desiderio di possedere cose utili.

Vi è mai capitato di trovarvi di fronte ad un dilemma, un bivio a cui dovete dare una direzione? Per esempio, accetto un'offerta di lavoro che potrebbe farmi fare un salto professionale importante, oppure mi fermo di fronte alla preoccupazione delle rinunce che tale scelta comporterebbe? Uno studio professionale importante vi ha chiamato, ma questo comporterebbe lavorare con orari incompatibilicon i vostri affetti. Oppure, la società in cui lavorate si è accorta di voi e vi offre un posto da boss ma all'estero e quindi lontani dalla famiglia. Oppure ancora, avete l'opportunità di fare il salto e passare da dipendente a libero professionista o imprenditore di voi stessi. Che fare?

Ci siamo lasciati ieri parlando delle donne e del loro modo "viscerale" di vivere le emozioni. Per par condicio dedichiamo il post di oggi al cervello degli uomini che, come abbiamo visto ieri, funziona in modo diverso quanto all'attivazione di circuiti cerebrali e aree deputate alla elaborazione delle emozioni. Non sarebbe quindi solo una questione di educazione ricevuta durante l'infanzia, ma di vera e propria diversità biologica dei due sistemi.

Perchè le donne sono portate a piangere più facilmente degli uomini? Perchè sanno instaurare rapporti empatici più velocemente dell'uomo? Perché sono più sensibili alle emozioni altrui e ne sanno cogliere con maggior capacità i segnali espressivi? Perchè le donne sono attente ai particolari e gli uomini no? Beh, altro che un post, qui ci vorrebbe un libro intero e infatti sull'argomento non ne mancano certo. Quello di Louann Brizendine "Il cervello delle donne" ve lo consiglio e vi consiglio anche la versione maschile "Il cervello dei maschi".

Emozione, semplicità, coinvolgimento. Per creare messaggi efficaci queste sono le tre componenti indispensabili. Che vogliamo comunicare in riunione con il team di studio, che stiamo parlando in un incontro con un nuovo cliente, sul nostro sito internet, piuttosto che in un convegno, in una presentazione o in un dialogo a due, per catturare l'attenzione dei nostri interlocutori è indispensabile sapere che stiamo parlando a degli esseri fatti di emozione più che di ragione. Così è l'essere umano.

26 giugno 1963. Una data che resterà memorabile per una frase: "Ich bin ein Berliner". Io sono un berlinese. A pronunciarla non fu uno qualunque, bensì John Fitzgerald Kennedy, allora Presidente degli Stati Uniti d'America. Neppure il luogo fu uno qualunque, eravamo nella Rudolph Wilde Platz, di fronte alla sede dell'allora Parlamento e Governo di Berlino Ovest. In trenta secondi di discorso JFK aveva colpito al cuore i Berlinesi, già duramente provati da due anni di separazione dai fratelli dell'Est dal muro (Berliner Mauer) che divise letteralmente in due la città dalla sera al mattino.

0
Connecting
Please wait...
Invia un messaggio

Scrivi qui la tua richiesta, ti risponderemo in giornata.

* Nominativo
* Indirizzo e-mail
* Richiesta
Login now

Serve aiuto? Invia subito un messaggio.

Nominativo
* Indirizzo E-mail
* Richiesta
Invia un messaggio.
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?