Oggi parliamo di Mindfulness. La Mindfulness è la pratica della “piena consapevolezza”. Più che una disciplina è un modo di essere, un modo di vivere. Non è quindi teoria ma, appunto, pratica. Non si conosce, si è mindfulness, cioè si vive con l’“attenzione consapevole” a ciò che sta accadendo, momento dopo momento, fuori e dentro di noi. È un’attenzione che non giudica. Osserva e fa esperienza. È l'opposto di vivere con il pilota automatico, inconsapevoli.

Capita a tutti, prima o poi, di cimentarsi in una presentazione in Power Point o in Key Note di un nostro prodotto, idea o progetto. E tutti, più o meno, ci siamo improvvisati designer ed esperti marketing scaricando sulle slide ciò che avevamo in mente. Spesso molte idee e molto confuse, per cui nel dubbio abbondavamo di puntati, numerati, testo e immagini. Meglio andare sul sicuro, ci siamo detti, tante volte mi dovessi dimenticare qualcosa…le slide mi faranno da binario.

Con il post di ieri abbiamo mosso i primi passi nel mondo del coaching, in modo da dare le prime informazioni a chi non ha avuto ancora il piacere di conoscerlo. Addentriamoci ora nella seconda parte di questo percorso.

Come si attiva un percorso di coaching? Tutto comincia con un primo incontro conoscitivo tra coach e coachee. Questo incontro è gratuito, ha una durata solitamente breve, da una mezzora a un’ora ed ha funzione conoscitiva per entrambi. Per il coach, serve per avere chiarimenti sulle aspettative del cliente e un quadro della situazione di partenza.

Si parla tanto di coaching ma ancora pochi sanno cos’è, a cosa serve e soprattutto come si svolge. Così viene confuso con altre discipline o del tutto snobbato per diffidenza. Ma il coaching ha una sua identità ben precisa, è il percorso che un individuo compie con il suo coach per realizzare i propri obiettivi e migliorare le proprie qualità e i propri risultati nella vita privata e nel lavoro. Esistono diverse approcci a seconda del tipo di coaching, life, business, executive, corporate, sport, career, team, per citare i principali.

Oggi parliamo di negoziato. Da quando è stata introdotta in Italia la Mediazione civile e commerciale la negoziazione è diventata uno dei principali strumenti di risoluzione dei conflitti. Accanto alla negoziazione di tipo commerciale, dove ci si siede al tavollo delle trattative per concludere un affare, esistono altri contesti in cui l'attività negoziale svolge un ruolo centrale. Basti pensare alla negoziazione dove prendono parte non solo le parti negoziali, coloro dei cui interessi si discute, ma anche un terzo soggetto, equidistante e imparziale, il mediatore.

Partiamo da una metafora: se vi affidassero la gestione di un grande magazzino pieno di scaffali metallici e vi chiedessero di ottimizzare lo spazio cosa fareste? Probabilmente la prima attività sarebbe quella di fare un giro nel magazzino, per conoscerlo, per capire quanto è grande e il tipo di merce che dovete sistemarvi all’interno. Una volta creata una mappa mentale del magazzino (forma, metratura, altezza) immagino che la seconda attività sarebbe quella di guardare il tipo di merce che dovete sistemare, se è fatta di scatoloni, se ha una forma regolare o irregolare, la quantità complessiva della merce, il peso, la fragilità per decidere cosa va sotto e cosa sopra.

Per poter agire è necessario avere motivazione, oltre alla strategia di azione, quindi alla pianificazione dei comportamenti da tenere e alla definizione degli obiettivi.

Motivazione significa avere la benzina per muoversi e per mantenere con costanza la rotta verso il risultato che desideriamo raggiungere. Esistono due leve fondamentali che spingono le persone ad agire: la "LEVA VERSO" e la "LEVA VIA DA".

Alcune persone, in sostanza, si muovono verso i propri desideri, altre si muovono per allontanarsi dal dolore e dal disagio.

Per creare rapport ed entrare in sintonia con altre persone il ricalco è una tecnica molto efficace. Ma cosa vuol dire "ricalcare" il nostro intrlocutore? Vuol dire andare incontro all’interlocutore, raggiungerlo nel punto in cui si trova. Vuol dire accordarsi, sintonizzarsi all’esperienza che interlocutore sta vivendo in quel momento. Ricalcare vuol dire farsi sentire vicini al nostro interlocutore, condividere il suo stato d'animo. Vuol dire trasmettere all’altro che lo stiamo capendo, che stiamo in sintonia col suo stato d’animo, che stiamo condividendo.

Si sente spesso parlare del fatto che il cervello con gli anni perde la propria elasticità e quindi diventa meno efficiente. Le più recenti scoperte neurologiche hanno sfatato il luogo comune secondo cui le cellule neuronali muoiano e basta senza rigenerarsi. In realtà si è scoperto che anche le cellule neuronali si rigenerano così come le altrre cellule del corpo.

Vi è mai capitato di arrabbiarvi davvero tanto da sentrvi travolti da questa emozione? La sensazione è quella di essere sopraffatti dall'emozione, di non riuscire a controllarla con la ragione. Ebbene durante uno stato emotivo intenso si parla di “sequestro emozionale”. Con questo termine si intende proprio la situazione in cui l'emotività prende il comando e la ragione deve cedere il timone, salvo poi recuperare terreno e introdurre correttivi comportamentali.

0
Connecting
Please wait...
Invia un messaggio

Scrivi qui la tua richiesta, ti risponderemo in giornata.

* Nominativo
* Indirizzo e-mail
* Richiesta
Login now

Serve aiuto? Invia subito un messaggio.

Nominativo
* Indirizzo E-mail
* Richiesta
Invia un messaggio.
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?