Nei post precedenti abbiamo parlato di come lo stress, se protratto nel tempo, sia nocivo per l'organismo sotto più aspetti: psicologico, cognitivo, fisico. Per quest'ultimo i disturbi possono riguardare l'apparato gastrointestinale, quello cardiocircolatorio, il sistema immunitario fino a diventare concausa di conseguenza anche gravi per la salute.

Nell’introdurre i metodi e le tecniche per la gestione dello stress va premesso che esistono metodi per la gestione sul lungo periodo,

Si sente parlare spesso del fatto che lo stress tra le altre cose accelleri i processi di invecchiamento e in qualche modo logori il fisico e la mente. Sono note le fotografie che ritraggono il Presidente degli Stati Uniti Obama al momento della nomina presidenziale con la capigliatura corvina e tre anni dopo con i capelli ampiamente brizzolati. Tale cambiamento è stato dai media attribuito alle preoccupazioni e alla vita stressante che deve fare il Presidente americano.

“Sei uguale a tua mamma, maledizione!”. “Sei un egoista, non pensi mai agli altri!”. “Sei un bugiardo cronico, con te non c’è nulla da fare!”. Vi ricordano qualcosa?

Critiche, critiche, critiche. E fin qui niente di male. Il punto è: a che pro? Cioè, cosa vogliamo ottenere dalla nostra critica? Sfogarci, colpire l’altro nel suo amor proprio? Farlo riflettere? Farlo cambiare? Farci capire? Ebbene la comunicazione ha delle sue regole che vanno rispettate se vogliamo che sia efficace. Se invece spariamo a caso, raccoglieremo a caso risultati. Se ci facciamo prendere dall’emozione ci torneranno indietro risultati emotivi.

Che tu creda di farcela o di non farcela hai comunque ragione”. Beh chi lo dice non è uno qualunque. È uno che ce l'ha fatta. Parliamo di Henry Ford, il fondatore dell'omonima casa automobilistica che ha lanciato la produzione di automobili su scala mondiale. Era il 1908 e la "Ford T" prodotta solo di colore nero vedeva la luce. Cosa avrà mai voluto dire? Forse che le nostre credenze o convinzioni determinano le nostre scelte? La nostra qualità di vita? I nostri risultati? Sì, proprio così, le convinzioni, e cioè ciò a cui inconsciamente crediamo e che diamo per vero, determinano le nostre scelte, i nostri stati d’animo e, infine, i risultati che otterremo nella nostra vita.

Vi racconto una storia. Colloquio tra marito e moglie: lui uditivo, lei visiva.

Lei: "Caro ma non vedi quanto ti amo! Perché quando sei in casa ti eclissi sempre? Perché non possiamo mai uscire insieme a fare spese? Non vedi le mie amiche con i loro mariti felici in giro per negozi il sabato pomeriggio? Io sgobbo in casa dalla mattina alla sera per tenere tutto in ordine, mi occupo dei bambini e tu non mi degni mai di un'attenzione. E per favore guardami quando ti parlo!"

Oggi parliamo di Mindfulness. La Mindfulness è la pratica della “piena consapevolezza”. Più che una disciplina è un modo di essere, un modo di vivere. Non è quindi teoria ma, appunto, pratica. Non si conosce, si è mindfulness, cioè si vive con l’“attenzione consapevole” a ciò che sta accadendo, momento dopo momento, fuori e dentro di noi. È un’attenzione che non giudica. Osserva e fa esperienza. È l'opposto di vivere con il pilota automatico, inconsapevoli.

Capita a tutti, prima o poi, di cimentarsi in una presentazione in Power Point o in Key Note di un nostro prodotto, idea o progetto. E tutti, più o meno, ci siamo improvvisati designer ed esperti marketing scaricando sulle slide ciò che avevamo in mente. Spesso molte idee e molto confuse, per cui nel dubbio abbondavamo di puntati, numerati, testo e immagini. Meglio andare sul sicuro, ci siamo detti, tante volte mi dovessi dimenticare qualcosa…le slide mi faranno da binario.

Con il post di ieri abbiamo mosso i primi passi nel mondo del coaching, in modo da dare le prime informazioni a chi non ha avuto ancora il piacere di conoscerlo. Addentriamoci ora nella seconda parte di questo percorso.

Come si attiva un percorso di coaching? Tutto comincia con un primo incontro conoscitivo tra coach e coachee. Questo incontro è gratuito, ha una durata solitamente breve, da una mezzora a un’ora ed ha funzione conoscitiva per entrambi. Per il coach, serve per avere chiarimenti sulle aspettative del cliente e un quadro della situazione di partenza.

Si parla tanto di coaching ma ancora pochi sanno cos’è, a cosa serve e soprattutto come si svolge. Così viene confuso con altre discipline o del tutto snobbato per diffidenza. Ma il coaching ha una sua identità ben precisa, è il percorso che un individuo compie con il suo coach per realizzare i propri obiettivi e migliorare le proprie qualità e i propri risultati nella vita privata e nel lavoro. Esistono diverse approcci a seconda del tipo di coaching, life, business, executive, corporate, sport, career, team, per citare i principali.

Oggi parliamo di negoziato. Da quando è stata introdotta in Italia la Mediazione civile e commerciale la negoziazione è diventata uno dei principali strumenti di risoluzione dei conflitti. Accanto alla negoziazione di tipo commerciale, dove ci si siede al tavollo delle trattative per concludere un affare, esistono altri contesti in cui l'attività negoziale svolge un ruolo centrale. Basti pensare alla negoziazione dove prendono parte non solo le parti negoziali, coloro dei cui interessi si discute, ma anche un terzo soggetto, equidistante e imparziale, il mediatore.

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