Dal sito ai social come stanno cambiando le abitudini dei professionisti?

Ve lo ricordate il professionista sommerso da carte polverose e scrivanie disordinate? Che si muoveva lento in studio con aria di chi la sapeva lunga? Che aspettava i clienti che, quasi timidamente, entravano chiedendo se il dottore o l’avvocato era libero e poteva scambiare due parole perché avevano un problema. Storia! Tutto archiviato nei libri di storia. Restano le statuine di Capodimonte a parlarci del vecchio Azzeccagarbugli o del notaio panciuto. E non è mica passato poi così tanto tempo, a ben vedere.

Dove si creano le informazioni? Dove vengono memorizzate e immagazzinate? Ogni qual volta noi facciamo un’esperienza nuova, creiamo fisicamente nuove connessioni (migliaia) tra neuroni ed è in questi circuiti che viene costruita e conservata l’informazione. Più utilizziamo questi circuiti ripetendo l’informazione, più le vie neuronali dedicate a quell’informazione si consolidano e ingrandiscono

Comunicare e parlare non solo la stessa cosa. Molti di noi pensano che il semplice fatto di avere detto una cosa, di averla, appunto, comunicata, sia sufficiente. Preoccuparsi di verificare se effettivamente il nostro interlocutore ha recepito ciò che volevamo trasmettergli...neanche a parlarne. E se non ci siamo capiti la colpa non è certo mia, bensì sarai tu che non capisci ciò che ti dico, che non ascolti abbastanza. Per citare Renato Zero "chissà se basterà mettere insieme le parole per consentirci di poter comunicare...".

Vi siete mai chiesti a cosa servono le emozioni? Ci sembra tutto così ovvio, scontato che non ci siamo probabilmente mai posti questa domanda. Ci sono e...ci convivo. Saranno qualcosa di psicologico? Sono di intralcio alle mie attività? Sono il propulsore della mia vita? Insomma ste cose che si "muovono" dentro, che sento di tanto in tanto perché ci sono? Se la natura le ha previste è perché avranno una funzione?! Di inutile non ha previsto nulla, ogni cosa è lì perché serve e perché senza non si potrebbe vivere.

"Delegare: investire qualcuno di un potere o di una funzione" si legge nel Sabatini Coletti, Dizionario della lingua italiana. Oppure ancora "Delegare: affidare ad altri l'esecuzione di qualcosa". Di cosa stiamo parlando? Della delega fiduciaria, nel primo caso, e della delega esecutiva, nel secondo. Riportanto il tutto alla dimensione professionale, delegare per un professionista dovrebbe essere la principale attività su cui puntare per "allargare" i propri orizzonti temporali.

È mattina, dopo una notte agitata mi sento poco lucido ma ho mille cosa da fare in ufficio, mi serve un caffè per carburare. Tarda mattinata, fatta l’udienza, incontrato il cliente, ora vado in banca, ma prima mi serve un caffè per riprendermi. Ho mangiato troppo a pranzo, mi sento pesante e mi viene l’abbiocco, per fortuna che esiste il caffè che mi tiene sveglio. Caspita è tardissimo e devo ancora preparare le carte per domani, farò notte fonda anche oggi, vabbeh mi berrò un altro caffè.

Nei post precedenti abbiamo parlato di come lo stress, se protratto nel tempo, sia nocivo per l'organismo sotto più aspetti: psicologico, cognitivo, fisico. Per quest'ultimo i disturbi possono riguardare l'apparato gastrointestinale, quello cardiocircolatorio, il sistema immunitario fino a diventare concausa di conseguenza anche gravi per la salute.

Nell’introdurre i metodi e le tecniche per la gestione dello stress va premesso che esistono metodi per la gestione sul lungo periodo,

Si sente parlare spesso del fatto che lo stress tra le altre cose accelleri i processi di invecchiamento e in qualche modo logori il fisico e la mente. Sono note le fotografie che ritraggono il Presidente degli Stati Uniti Obama al momento della nomina presidenziale con la capigliatura corvina e tre anni dopo con i capelli ampiamente brizzolati. Tale cambiamento è stato dai media attribuito alle preoccupazioni e alla vita stressante che deve fare il Presidente americano.

“Sei uguale a tua mamma, maledizione!”. “Sei un egoista, non pensi mai agli altri!”. “Sei un bugiardo cronico, con te non c’è nulla da fare!”. Vi ricordano qualcosa?

Critiche, critiche, critiche. E fin qui niente di male. Il punto è: a che pro? Cioè, cosa vogliamo ottenere dalla nostra critica? Sfogarci, colpire l’altro nel suo amor proprio? Farlo riflettere? Farlo cambiare? Farci capire? Ebbene la comunicazione ha delle sue regole che vanno rispettate se vogliamo che sia efficace. Se invece spariamo a caso, raccoglieremo a caso risultati. Se ci facciamo prendere dall’emozione ci torneranno indietro risultati emotivi.

Che tu creda di farcela o di non farcela hai comunque ragione”. Beh chi lo dice non è uno qualunque. È uno che ce l'ha fatta. Parliamo di Henry Ford, il fondatore dell'omonima casa automobilistica che ha lanciato la produzione di automobili su scala mondiale. Era il 1908 e la "Ford T" prodotta solo di colore nero vedeva la luce. Cosa avrà mai voluto dire? Forse che le nostre credenze o convinzioni determinano le nostre scelte? La nostra qualità di vita? I nostri risultati? Sì, proprio così, le convinzioni, e cioè ciò a cui inconsciamente crediamo e che diamo per vero, determinano le nostre scelte, i nostri stati d’animo e, infine, i risultati che otterremo nella nostra vita.

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