Chi ha spostato il mio formaggio – di Spencer Johnson (recensione)

Ciascuno di noi è attaccato al proprio formaggio. Per Nasofino e Tentenna, i due topolini protagonisti del racconto di Spencer Johnson, il formaggio è davvero formaggio, ma nella metafora della storiella, potrebbe essere il guadagno, il posto fisso, la famiglia. Insomma tutto ciò a cui ci siamo abituati. L’Autore di One minute manager ci guida così dolcemente tra una metafora e l’altra sul tema della cambiamento, delle abitudini, della zona di comfort che ciascuno di noi si crea nella vita.

I due protagonisti vivono in un labirinto – che potrebbe essere per ciascuno di noi la propria vita, oppure la professione che ha svolto finora o come l’ha svolta – e tutto va bene finché alla fine di questo labirinto trovano il premio ambito: il formaggio. Così, giorno dopo giorno i nostri amici si abituano a vivere in un labirinto che pare garantire sicurezza e benessere. Perché cambiare? Perché fare altro? Perché modificare le abitudini se così funziona? Finché un bel giorno qualcosa cambia e…il formaggio non c’è più. Panico, stress, ansia, confusione si mescolano. Ecco che i diversi caratteri e i diversi approcci alla vita si manifestano. Tentenna va in crisi e aspetta, aspetta che tutto torni come prima, che accada qualcosa che sistemi tutto di nuovo. Nasofino, invece, capisco al volo che l’unico modo di sopravvivere è cambiare più velocemente del cambiamento. Ecco che si mette in cerca di altro formaggio, fuori dal labirinto, finché lo trova.

Cosa ci vuole trasmettere Spencer Johnson? Che il cambiamento è necessario, è vita ed è vitale. Che fermarsi ad aspettare può essere fatale, che irrigidirsi non serve a nulla. Pensa diversamente, cerca altrove, guarda da altre angolazioni ed esci dal seminato, dal conosciuto.

Ebbene, dopo tanti anni da quando lo lessi, mi è tornato in mente e sono andato a riprenderlo nella mia libreria. L’ho riletto e mi sono venuti in mente ore e ore di coaching con i miei coachee, le aule di formazione e la consulenza presso gli studi. La professione è proprio come quel labirinto – ho pensato – o meglio, il vecchio modo di fare la professione è come quel labirinto. E chissà quanti Nascondino e Tentenna ci sono iscritti agli Albi professionali. Per decenni le abitudini hanno garantito il formaggio e allora perché cambiare? Poi qualcosa è mutato e il formaggio, ahimè, è sparito? Che fare dunque? Lamentarsi? Aspettare che qualcosa capiti e rimetta tutto a posto? Oppure agire, agire dopo aver capito che forse…bisogna solo pensare “fuori dalla scatola”, fuori dal labirinto, perché forse è la fuori la soluzione per trovare nuovo formaggio!

Buona ricerca a tutti!

Mario Alberto Catarozzo

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