Come mi vedono gli altri nella professione?

Chi svolge una libera professione come l’avvocato o il commercialista non è tradizionalmente abituato a porsi una domanda: come mi vedono gli altri? Sì è infatti abituati a pensare, a dare per “scontato” che tutti ci vedano come ci vediamo noi, come se ci leggessero nel pensiero. Diamo per scontato che tutti percepiscano quanto siamo bravi, quanta esperienza abbiamo, quanto siamo seri ecc. Non siamo abituati, in sostanza, a porci la domanda: cosa “arriverà” agli altri di ciò che cerchiamo di comunicare, delle nostre intenzioni, del nostro essere e dei nostri modi.

È arrivato il momento di affrontare in modo nuovo e più efficace anche questa parte della professione: cosa vedono (capiscono) gli altri di noi e del nostro studio. Parliamo del “percepito”, cioè di come i nostri messaggi comunicativi vengono ricostruiti dai nostri destinatari (clienti). Intendiamo non solo le parole che utilizziamo per presentare noi e la nostra attività, ma anche la nostra immagine personale e di studio, lo stile del sito internet, l’organizzazione di studio e qualunque altro strumento con cui possiamo trasferire il senso di chi siamo, cosa facciamo e in cosa ci distinguiamo (articoli, libri, interviste, rapporti con la stampa, blog, forum, social, public relation, public speaking ecc.).

Oggi che i tempi sono mutati e che l’esercizio della professione richiede nuove strategie, nuove modalità organizzative e comunicative per sviluppare business e per consolidare la propria attività, ecco che avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, notai devono cambiare innanzitutto prospettiva. A cosa ci riferiamo? Ci riferiamo ad una nuova mentalità, ad un modo nuovo di interpretare il rapporto che li lega ai propri clienti e un nuovo modo di approcciarsi sul mercato ai nuovi clienti.

Il professionista deve oggi acquisire maggior consapevolezza di se stesso e del proprio studio all’interno di un contesto in cui si inserisce e in cui deve operare scelte. Se un tempo si era abituati ad essere individualisti e ciascuno a guardare il “proprio orticello”, oggi non ce lo si può più permettere. Devo avere consapevolezza di me e di come mi vedono gli altri per poter operare le opportune scelte strategiche di posizionamento e cambiamento.

Volete fare una prova per vedere come va? Bene, come prima cosa ponetevi queste domande per iscritto e datevi il tempo per darvi risposte (scritte). Poi rileggete a distanza di un giorno e apportate le integrazioni e modifiche necessarie. Continuate finchè non sentite “ad istinto” che ciò che avete risposto è ciò che davvero sentite, ciò che vi motiva e vi dà forza. A quel punto traducete in pratica, in atti concreti le scelte seguendo una strategia fatti di piccoli passi verso l’obiettivo.

–       Oggi che tipo di avvocato/commercialista ecc. penso di essere nell’esercizio della mia attività? Corrisponde a ciò che desideravo e desidero?

–       Come svolgo la mia professione mi piace?

–       In caso negativo, in che cosa mi piacerebbe cambiarla? Cosa me lo impedisce in concreto?

–       Qual è il mio primo obiettivo professionale?

–       Cosa sto facendo ogni giorno in concreto per raggiungerlo?

–       Se mi pongo nei panni di un terzo che non mi conosce e arriva sul mio sito di studio, cosa penserei di me? Corrisponde a ciò che voglio trasmettere?

–       In che cosa penso di distinguermi dai miei colleghi/concorrenti?

–       Cosa sto facendo in concreto per comunicare a chi non mi conosce questa mio punto di forza?

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo



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