Come si definiscono gli obiettivi per la crescita dello Studio professionale?

Obiettivi

In questa puntata del corso pratico sul marketing per lo Studio professionale cercheremo di capire insieme come fissare la stella polare che guiderà la navigazione nelle scelte di marketing da compiere.

Come definire gli obiettivi professionali

Abbiamo già trattato in un precedente post come, in generale, il coaching insegni a definire gli obiettivi c.d. “ben formati”. Il metodo è sintetizzato nel classico acronimo S.M.A.R.T., quindi:

  • SPECIFICI = devono essere precisi, concreti, circostanziati
  • MISURABILI = devono poter essere misurati
  • ACCESSIBILI = devono dipendere da noi e non  da terzi
  • REALISTICI = devono poter essere raggiunti con le risorse a disposizione o procurabili
  • TEMPORALMENTE DEFINITI = devono avere una data di scadenza

Rimandiamo all’articolo per la spiegazione più approfondita in modo da non ripeterci.

Come funziona la nostra mente e il valore della vision

Ora è il caso di capire perché abbiamo bisogno di obiettivi definiti prima di agire e perché il nostro cervello funziona diversamente nel caso vi siano oppure no.

Quanto al primo punto, è stato dimostrato oramai come sia più determinante sul nostro comportamento la vision, le prospettive che immaginiamo di avere, piuttosto dell’esperienza pregressa. Detto in altro modo, è vero che il passato influenza le nostre scelte, ma le influenza maggiormente il futuro che immaginiamo. Se ci sentiamo senza via di uscita, se abbiamo la sensazione di non avere sbocchi, se vediamo tutto nero, se siamo scettici…conseguentemente vivremo stati d’animo negativi che ci porteranno a tenere comportamenti negativi; ad esempio, rinunceremo a fare scelte nuove, saremo più pigri, avremo paura e quindi ci asterremo dal provare, e così via. Il circolo vizioso è dietro l’angolo…

Al contrario, se riteniamo di avere prospettive di crescita, pensiamo di potercela fare, siamo attratti da un risultato possibile, siamo curiosi, avremo voglia di metterci in gioco, di sperimentare, di meravigliarci, di scoprire; tenteremo, agiremmo e avremo risultati che alimenteranno la voglia di provare ancora, che smantelleranno vecchie credenze e convinzioni.

Di fronte alle stesse situazioni materiali, diverse vision producono diversi stati d’animo che determineranno comportamenti diversi e in conclusione risultati diversi.

Il valore dell’ottimismo

Questo è il potere enorme della nostra mente. Winston Churchill rispose a chi lo accusava di essere un inguaribile ottimista: “perché, avrebbe senso il contrario?“. Ha senso essere pessimisti? Ha senso essere scettici? Quali vantaggi concreti porta? Quali risultati produce? È, in definitiva, funzionale e strategico il pessimismo e la negatività?

Se non provi è sicuro che non avrai risultati, se farai sempre le stesse cose…avrai sempre gli stessi risultati.

La mente umana ha bisogno di punti di riferimento, ha bisogno di coordinate precise per agire. Dire “farò”, “appena ho tempo”, “quando ho un attimo”, “lunedì comincio” ecc. non serve a nulla. È come dire ad un corridore che si deve preparare per la corsa…senza dirgli dove e quando correrà.

Quindi prima regola è definire con precisione il perimetro dei risultati e darsi un timing

In mancanza tenderemo a procrastinare, a rimandare, a prenderci in giro da soli trovando alibi e scuse. Siamo tutti maestri nel trovare scuse per non cambiare le cose.

Gli obiettivi “ben formati” nel marketing

Ritornando al marketing, se non definiamo prima quali risultati puntiamo ad ottenere, in termini di immagine, visbilità, target di riferimento, nuovi clienti, crescita del fatturato ecc., le nostre azioni saranno random, one shot, slegate tra di loro, perché non facenti parte di una unica strategia di azione. È come se un generale affrontasse singole battaglie senza avere un piano complessivo del risultato che vuole raggiungere con la compagna militare.

In conclusione, va dedicato il giusto tempo a definire dove vogliamo arrivare e cosa ci aspettiamo di ottenere con le azioni di marketing e solo dopo vanno definite le azioni strategiche per portarci da dove siamo a dove vogliamo arrivare in un certo arco temporale. Decidere, per esempio, di investire in media relations, oppure di aprire il sito internet di Studio, o di avere una presenza sui social, o ancora di fare giornate di formazione aperte ai clienti, dovrà essere frutto di un progetto unitario che ha un punto di arrivo e non azioni sciolte, fatte in modo estemporaneo.

Bene, buon lavoro e a domani!

Mario Alberto Catarozzo

Marketing e studi professionali

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