Commercialisti e stress: che fare in questo periodo intenso? Almeno 2 cose

Siamo nel tunnel, questo è certo. Se si fa il commercialista si sa, da maggio a settembre i ritmi sono pressanti. Scadenze, verifiche, richieste, dubbi, incontri con i clienti, mail a decine, telefonate, check list di cosa da fare…

Per chi è ben organizzato in Studio la delega rappresenta un manna dal cielo e se ha saputo programmare per tempo le attività, tutto sommato l’urto dell’imprevisto può essere retto. Per chi, invece, è senza risorse opportune in Studio e magari anche poco organizzato nella programmazione, le cose peggiorano decisamente. In ogni caso, lo stress accompagna fedelmente le giornate (e le nottate) dei commercialisti alle prese con bilanci, dichiarazioni dei redditi, IVA. Le giornate cominciano sempre prima al mattino in Studio e finiscono ben dopo il tramonto. Spesso il lavoro varca la soglia di casa e il computer portatile diventa un’appendice che viaggia con sé. Di pause sempre meno e i caffè aumentano proporzionalmente. Bene (mica tanto), ma è possibile reggere mesi in queste condizioni? Come diceva Napoleone, vado piano perché ho fretta. Proprio quando ci sentiamo presi dall’urgenza e pressati dalle incombenze, è fondamentale saper mantenere la lucidità e la calma e prendere decisioni strategiche e non istintive. L’ansia va gestita, non può e non deve tutto sommato essere eliminata, ma gestita certamente sì. Inutile ignorarla e nocivo farsi catturare da essa. Il circolo vizioso è sempre lì in agguato: più mi sento sotto pressione e più l’ansia aumenta, più l’ansia aumenta e meno lucidità ho, meno lucidità sento e più mi preoccupo per tutte le cose ancora da fare, più mi preoccupo e più lo stress aumenta. L’escalation è automatica e il risultato è tanta fatica, tanto stress, poche soddisfazioni e tanti dubbi che si affollano nella mente, a cominciare dal “chi ce l’ha fatto fare”, “sarebbe meglio mettersi a fare l’orto o il panettiere, sicuramente saremmo meno stressati, quantomeno”. Per i più sofisticati, sarà balenata l’idea di mollare tutto per il classico baretto ai Caraibi, oppure per la piadineria in Brasile.

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Di cosa abbiamo bisogno? Per evitare circoli viziosi, la prima cosa opportuna è quella di gestire lo stress prendendosi delle pause. Sì, lo so molti cosa stanno pensando: “questo qui non ha forse capito tutto quello che ho da fare e che se non lo faccio io non lo fa nessuno”. Il punto è che sarebbe meglio prevenire o quantomeno spezzare questo circolo vizioso e ci vuole un po’ di coraggio e di consapevolezza innanzitutto. Vediamo due attività che possono sembrare semplici e scontate, ma che molti non seguono in questo periodo, quindi è utile ribadirne l’importanza:

1) Programmate le giornate inserendo obbligatoriamente momenti di svago e di riposo: una passeggiata, una birra con un amico, una chiacchierata con un’amica, una corsetta al parco, un massaggio, due passi con i figli. Serve a prendere fiato, a recuperare le energie e a permettere alla creatività di entrare in azione. Quindi la regola base è non pensare al lavoro in tali momenti!

2) Seconda cosa fondamentale è cercare di riposare bene di notte, quindi lavorare fino a tardi non è una buona idea, meglio allora alzarsi presto al mattino. Se dormite male provate a sentire il vostro medico, che magari vi potrà dare qualcosa anche di omeopatico o a base di erbe utili a conciliare il sonno e il riposo. Ricordate che il riposo ristoratore è fondamentale per poter dare il meglio il giorno dopo, quindi dormire poco e male non è strategicamente una buona scelta.

Buon lavoro, avete tutta la nostra considerazione!

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

 @MarAlbCat

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