Stretta di mano

Comunicare con efficacia: l’importanza della stretta di mano

La stretta di mano e l’importanza che assume il linguaggio del corpo nelle relazioni interpersonali è innegabile. Più volte abbiamo affrontato l’argomento su questo blog e abbiamo spiegato le ragioni di questa importanza. Ora uno studio ha dimostrato che la stretta di mano non solo assume importanza per ciò che riguarda l’aptica (il tocco tra le persone) e quindi il come viene data la mano, l’intensità della stretta etc., ma anche perché dopo aver stretto la mano al nostro interlocutore siamo più portati ad “annusarci” le mani. La stretta di mano è portatrice di odori e, quindi, di informazioni sul nostro interlocutore. Siamo animali, con facoltà superiori, ma sempre animali. Annusiamo, tocchiamo, sentiamo, vediamo, gustiamo come i nostri cugini primati e le altre specie apparenti al regno animale.

Le molecole di segnalazione cellulare

Il contatto fisico attiva le c.d. “molecole di segnalazione cellulare“, portatrici di informazioni. L’essere umano da milioni di anni emette odori (non fate battute, non solo quelli…), segnali chimici di vario tipo con cui comunichiamo con i nostri simili. Solo che ce ne siamo dimenticati, che trascuriamo spesso questi aspetti. La conseguenza è che riteniamo (erroneamente) di essere razionali nelle nostre scelte, di controllare le situazioni, quando invece siamo esseri totalmente irrazionali e razionalizzato, ci parliamo con segnali inconsci e prendiamo decisioni ad istinto più di quanto immaginiamo. chi si occupa di pubblicità questi meccanismi li conosce bene e…li usa a proprio uso e consumo.

D’ora in poi quando incontriamo un cliente, in riunione, nelle situazioni ufficiali come in quelle informali ricordiamoci di prestare attenzione maggiore a questi aspetti non razionali, invece di concentrarci solo sul contenuto del nostro discorso (importante, per carità).

Tipologie di strette di mano

Ricordate le diverse strette di mano quali sono? Ecco una sintesi veloce:

  • stretta di mano classica: mano perpendicolare al terreno e intensità proporzionata alla forza impressa dal nostro interlocutore;
  • stretta di mano di superiorità: dorso verso l’alto e palmo verso il basso;
  • stretta di mano a pesce morto: molle, umida, senza presa;
  • stretta di mano a mazzo olandese: mano rigida, nessuna pressione;
  • stretta di mano a chiave: dopo la presa si tira con forza l’interlocutore verso di noi facendogli perdere il baricentro;
  • stretta di mano spaccaossa: stretta potente a prescindere dall’interlocutore, spesso accompagnata da senso di fastidio se non di vero e proprio dolore dell’interlocutore;
  • stretta di mano a pompa: continuo su e giù della mano stretta mentre si conduce il discorso; vero multitasking in azione.

Le strette di mano di rinforzo

Ad esse si aggiungono le strette di mano di rinforzo con la seconda mano posta sul dorso dell’interlocutore a cingere completamente con le nostre due mani la sua, oppure posta sull’avambraccio, sul braccio, sulla spalla e infine dietro la schiena. Più si sale come posizione della seconda mano, più si manifesta un senso di controllo verso l’altro. Se c’è un precedente rapporto tra gli interlocutori, la seconda presa vale più come rinforzo del legame che come significato di controllo.

Ebbene, ora conoscete tutto sulla stretta di mano, fatene buon uso nei vostri incontri di lavoro!

Mario Alberto Catarozzo

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