Due passi nel Coaching (parte I)

Si parla tanto di coaching ma ancora pochi sanno cos’è, a cosa serve e soprattutto come si svolge. Così viene confuso con altre discipline o del tutto snobbato per diffidenza. Ma il coaching ha una sua identità ben precisa, è il percorso che un individuo compie con il suo coach per realizzare i propri obiettivi e migliorare le proprie qualità e i propri risultati nella vita privata e nel lavoro. Esistono diverse approcci a seconda del tipo di coaching, life, business, executive, corporate, sport, career, team, per citare i principali.

Ma soprattutto, come si svolge il percorso di coaching? Quanto dura? Quanto costa?

Impossibile dare una risposta univoca proprio per la varietà delle applicazioni del coaching a situazioni diverse. Se prendiamo in esame il life e il business, e cioè un percorso di coaching one to one tra coach e coachee avente ad oggetto il potenziamento di capacità e di situazioni della vita privata o della vita lavorativa, il percorso si articola in un numero di incontri concordati inizialmente tra i due in funzione degli obiettivi da raggiungere e della situazione di partenza. Mediamente un percorso di coaching si sviluppa nell’arco di qualche mese fino ad un massimo di un anno, con incontri periodici concordati di volta in volta a distanze non troppo ravvicinate. Questo perché un momento fondamentale nel percorso è l’attuazione, tra un incontro e l’altro, del piano di azione concordato nella sessione di coaching e per fare ciò è necessario tempo. La caratteristica peculiare del coaching è l’immediato passaggio all’azione del cliente che imparerà da subito a camminare con le proprie gambe e a tradurre in azione quanto emerso nella sessione col coach. Spesso il coach e il coachee si sentono telefonicamente o via mail prima dell’incontro successivo proprio per verificare se il piano di azione è stato messo in pratica. In ciascun incontro, infatti, il punto di partenza è proprio la verifica di quanto attuato dal coachee e dei cambiamenti registrati. Quindi la sessione prosegue con la definizione dei nuovi obiettivi (step) e la valutazione di ostacoli e risorse, per concludersi con un nuovo piano di azione da attuare in vista del successivo incontro. Tra un incontro e l’altro possono intercorrere quindici giorni come un mese o due. Più il percorso va avanti nel tempo e più gli incontri vengono diradati, perché svolgono la funzione di verifica e aggiustamento della strategia di azione. Non bisogna infatti confondere il coaching con psicoterapia, counselling ecc., in cui invece una certa frequenza periodica di incontri è importante.

Fine prima parte

Mario Alberto Catarozzo

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