Volete un futuro migliore? Selezionate meglio i media?

Quanto contano i media (televisione, radio, giornali, Internet) sul nostro umore? Quanto possono incidere le notizie che leggiamo tutti i giorni sui nostri stati d’animo? Quanto sono legate le nostre scelte a ciò che sentiamo e leggiamo dalla televisione, quotidiani e Internet? Volete la risposta? Eccola: moltissimo!

La famosa frase attribuita al Buddha dice che “Noi siamo ciò che abbiamo pensato”. Vero! Oggi, nell’epoca dell’informazione spinta a velocità altissima, aggiungerei: “Noi siamo ciò che abbiamo letto, ascoltato, visto e…quindi pensato”.

In questo post parleremo di focusing, cioè capacità di focalizzarsi, di media e dei loro messaggi e di reti neurali del nostro cervello.

Partiamo dal focusing

In PNL (Programmazione Neuro Linguistica) uno dei principi fondamentali è che “avrai ciò su cui ti focalizzerai”. Cosa si intende con ciò, per evitare banalizzazioni troppo facili? Il senso è che nella nostra vita a tutti noi capitano eventi positivi e negativi, incontriamo problemi e colpi di fortuna, inciampiamo in grandi occasioni e sfioriamo rischi e catastrofi. Come la filosofia cinese insegna con lo Yin (nero) e lo Yang (bianco), la vita è fatta di entrambe le parti, sta a noi saperle cogliere e cogliere vuol dire saperle vedere e coltivare. Se vuoi una vita più felice, allenati innanzitutto ad essere sensibile, vedere e coltivare ciò che è per te positivo, ciò che ti piace, ciò che ti è utile e strategico per il tuo benessere. Impara a focalizzarti su ciò che vuoi e che ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi, piuttosto che su ciò che non vuoi, lamentandoti della sua esistenza e del fatto che le cose non sono diversamente. Il focusing, la capacità di focalizzarsi e cogliere e valorizzare ciò che si ha per migliorare e trovare motivazione, è importante per il proprio benessere personale e professionale. Quanti, invece, si focalizzano esattamente sul contrario? Su ciò che manca, su ciò che non funziona, sugli ostacoli? È solo partendo da ciò che ho e che voglio, che posso lavorare per migliorare il resto, perché è lì che troverò la mia benzina per andare avanti e non mollare nei momenti difficili.

Media e loro messaggi

Qui si inserisce il secondo tema di oggi: i media. Abbiamo già affrontato quanto incide sul nostro stato d’animo, e quindi sule nostre azioni e decisioni, i messaggi che continuamente ci inondano provenienti dalla televisione, dai quotidiani, da internet. Se ogni giorno al risveglio del mattino la colonna sonora dei nostri preparativi sono notizie nefaste di stragi, reati, crisi economica, imprenditori sul lastrico, politici che rubano e chi più ne ha più ne metta, viene da sé una pseudo assuefazione a questi messaggi che a livello inconscio però incidono eccome sul nostro stress, umore e di conseguenza sulle nostre scelte e infine sui nostri obiettivi. Lo stesso film lo riviviamo ogni qual volta sfogliamo un quotidiano, un magazine, guardiamo la tv serale, sfilata di risse televisive tra politici-comparse e interviste strappalacrime. Certo, loro per fare audience puntano su ciò che attira di più l’essere umano, noncuranti delle conseguenze che sul lungo periodo ciò comporterà. Non sarà un caso che Roosevelt nel 1933 per tirare fuori dalla Grande Depressione il popolo americano, vietò pubblicazioni e programmi che richiamassero l’idea della crisi e della depressione e puntò su immagini, musica, contenuti che risvegliassero la popolazione dandogli fiducia e vigore.

Che fare dunque? Ovvio che non ci si può estraniare; altrettanto ovvio che queste situazioni debbano essere affrontate in qualche modo e non è affatto utile tirarsi fuori. Il punto è che se ne parla tanto, tantissimo e…si fa concretamente poco, pochissimo. Su di noi spettatori, lettori, ascoltatori la continua esposizione a questo tipo di notizie non può che influenzarci negativamente, demotivarci, stressarci, preoccuparci, indignarci…in sostanza far vivere emozioni e sentimenti negativi, che, più o meno consapevolmente, determineranno le nostre scelte relazionali, di lavoro, di investimento, di risparmio.

La miglior soluzione in questo caso si chiama coltivare la consapevolezza, per poter essere opportunamente critici e selezionare le informazioni sia in termini di quantità che di qualità. Ricordiamoci che non ci può essere una vita positiva con una mente negativa.

Il cervello e le abitudini

Ultimo punto è come funziona il nostro cervello. La plasticità neuronale – quindi la capacità del nostro cervello di modificarsi in continuazione in funzione delle esperienze che viviamo e delle conoscenze che acquisiamo – fa sì che di fronte ad ogni esperienza fattuale o cognitiva si creino nuovi cablaggi neuronali. In sostanza, per ogni nuova esperienza migliaia di neuroni si connettono tra loro e all’interno del cablaggio che così si costituisce viaggia l’informazione. Questi cablaggi si irrobustiscono quanto più li usiamo. Più usiamo una informazione, più la controlliamo. Nascono così le competenze e l’abitudine.

cablaggio neuronale

Inoltre, dobbiamo sapere che ad ogni stato d’animo corrispondono nel nostro organismo delle sostanze chimiche, chiamate peptidi. Ci sono peptidi per ogni stato d’animo e le cellule del corpo vengono influenzate dai peptidi che circolano nel sangue. Se viviamo costantemente uno stato d’animo, per esempio, di preoccupazione, di ansia, di vittimismo, polemica, paura, ciò vuol dire che costantemente nel nostro organismo sono presenti questi peptidi e alla lunga le cellule del nostro corpo non solo si abituano, ma ne diventano dipendenti, “drogate” potremmo dire, al punto tale che hanno bisogno di tali sostanze e andremo a cercare inconsciamente le situazioni che ci faranno sentire così. Il polemico, cercherà continuamente persone con cui fare polemica, ne ha bisogno. Il pessimista, sarà particolarmente sensibile alle informazioni negative (focusing) e in più le cercherà per reintegrare questo tipo di stato d’animo a cui è abituato.

Cominciamo dunque a coltivare maggiormente la consapevolezza, a sceglierci persone e situazioni che alimentino positivamente i nostri progetti, ad allenarci a vedere gli aspetti positivi da cui partire per migliorare il resto.

Buon lavoro!

Mario Alberto Catarozzo

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