Gufi o allodole? Nella gestione del tempo fa la differenza

Prendiamo spunto dall’articolo pubblicato sul Corriere della Sera on line (05.02.2016) di Emanuela Di Pasqua. Pare che mattinieri o nottambuli si nasca, cioè faccia parte della nostra struttura genetica.
Prendiamone atto e chiediamo come possiamo rendere l’una o l’altra predisposizione un punto di forza e non di debolezza. Nel time management, la distinzione tra chi apre gli occhi all’alba e chi li chiude a notte inoltrata è ben chiara al fine di poterne tenere conto nell’organizzazione quotidiana delle attività.

Ritmi circadiani

Il ciclo sonno-veglia cambia da persona a persona; c’è chi appena apre gli occhi al mattino si sente già pronto ad affrontare la giornata e chi invece deve carburare lentamente il risveglio prima di poter “connettere” appieno. C’è chi si alza alle prime ore dell’alba perché rende di più e chi invece fa le ore piccole la notte perché lavora benissimo nel silenzio della casa mentre tutti dormono.
Per migliorare nella gestione del tempo non dobbiamo seguire regole prestabilite da altri e snaturarci. Al contrario sarà utile aumentare la consapevolezza del proprio ritmo e sfruttarlo appieno. In questo modo, chi sa di essere un’allodola, dovrà cercare di posizionare nella mattinata le attività più delicate e le più ostiche, perché sarà il momento della giornata in cui rende maggiormente. Chi, al contrario, è un gufo, sarà meglio che collocherà nel pomeriggio e verso le ore serali le attività in cui gli è richiesta maggior attenzione e calma.

Sonno e riposo

Conoscere il proprio ciclo del sonno è molto utile. Infatti, sapere che per noi bastano 6 ore per recuperare appieno le forze ci permetterà di programmare la giornata rispettando questo ritmo di riposo. Al contrario, chi necessita di almeno 8 ore di riposo continuativo, deve mettere in conto che se tira troppo la corda, riposando meno di tale arco temporale per più giorni consecutivi, sarà destinato a perdere man mano le forze e la lucidità, con conseguente rischio di errori, dimenticanze, nervosismo e riduzione delle performance.

In conclusione, conoscersi è indispensabile per poter diventare i migliori alleati di sé stessi e dare il massimo senza rovinarsi la salute o le relazioni sociali.
A proposito, come abbiamo avuto modo di approfondire, ricordate di fare sempre un break a metà giornata, in quanto per tutti tra le ore 13 e le 15 circa si verifica un calo della temperatura con conseguente rilascio dell’ormone della melatonina, che provoca sonno e sensazione di stanchezza. Assecondarlo per 15-20 minuti (la classica pennichella) fa sì che assecondiamo un nostro ritmo naturale (c’è chi dorme e chi semplicemente si rilassa) che ci permetterà di recuperare le energie per affrontare il resto della giornata. Spezzare tal ritmo, invece, complica le performance del pomeriggio, ci rende più nervosi e ci affatica.

Mario Alberto Catarozzo

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