Il business model per lo studio professionale

Chi vuole fare business dovrà necessariamente avere un modello di business. Altrimenti si troverà come una squadra sportiva che gioca senza uno schema di gioco. Avere un business model vuol dire sapere quali linee di business lo studio seguirà, lo stile che vorrà tenere nello svolgimento delle attività e le modalità operative migliori con cui si appresterà ad affrontare il mercato.

Business model e business plan: differenze

Business model e business plan non sono la stessa cosa. Il primo riguarda il “come” e “su cosa” faremo business. Il secondo riguarda invece prevalentemente gli aspetti finanziari; quindi costi, ricavi, previsioni, verifica. Spesso i due vengono usati alternativamente per indicare la stessa cosa (più che altro il business plan), ma in realtà sono complementari e non alternativi.
Le previsioni di sostenibilità economica appartengono al business plan e le affronteremo nella prossima puntata. Qui ora ci occupiamo del modello di business che vogliamo mettere in piedi per svolgere la nostra attività e raggiungere i risultati.

A cosa serve un modello di business?

Il modello di business serve a far funzionare l’organizzazione non fine a sé stessa, ma nell’ottica di produrre business. Attraverso il modello di business si cerca di dare risposte a domande quali:

  • Come facciamo a distinguerci dalla concorrenza? Facendo cosa di nuovo o di diverso?
  • Da cosa vogliamo trarre profitto?
  • Su quali prodotti/servizi vogliamo puntare?
  • Da cosa pensiamo vogliamo trarre profitto?
  • Come vogliamo strutturare la nostra organizzazione per poterlo fare?
  • Di quali fornitori/service abbiamo bisogno? Che tipo di rapporto ci conviene avere con loro?
  • Quali meccanismi avremo per sapere costantemente se stiamo andando nella direzione voluta?
  • La conoscenza interna come dovrà essere condivisa e valorizzata per produrre profitto (Knowledge sharing)?

Serve a ragionare prima! Serve a ponderare, valutare, mappare le risorse, prendere decisioni strategiche e poi mantenere la rotta. Serve a dare una logica al vostro business, una direzione e, perché no, un’anima, uno stile. L’alternativa? Andare a braccio, come sempre il professionista in passato ha fatto; fare “pesca a strascico” tra i clienti; non scegliere i clienti, ma farsi scegliere; non migliorare costantemente ciò che si offre (prodotto), come lo si offre (servizio), il suo valore (prezzo).
Un modello di business, in estrema sintesi, serve per facilitare la creazione di valore per sé e per il mercato attraverso i servizi e i prodotti che pensiamo di generare con il nostro lavoro.

Gli elementi di un modello di business

Un modello di business degno di questo nome deve quantomeno contenere tutte le risposte (soluzioni) relative ai seguenti elementi del proprio business:

  • cosa offriremo (servizi/prodotti)
  • a quanto li venderemo (prezzo)
  • come li distribuiremo (logistica)
  • come li faremo conoscere (marketing)
  • come faremo a sapere se è apprezzato dal pubblico e dove possiamo migliorare (customer satisfaction).

Nel modello di business rientrano pertanto le strategie operative, l’organizzazione interna, la scelta dei fornitori e dei partner, la scelta di posizionamento nel mercato quanto a tipologia di servizio e prezzo praticato.
Il modello di business riguarda anche la sostenibilità economica del progetto, quindi le risorse necessarie, le spese da mettere in conto, i forecast e quindi le previsioni di incasso. Questa è la parte che sarà riservata al Business Plan, di cui parleremo la prossima volta.

E il Business model per lo studio professionale?

Quanto detto fin qui sembrerà a molti professionisti lontano dalle proprie abitudini. Molti pensano che possa riguardare solo le aziende. E invece oggi non è più così. Ogni studio professionale che voglia rimanere o diventare COMPETITIVO deve avere un modello da seguire, con cui lavorare ogni giorno per fare il proprio business. Quindi sarà utile avere consapevolezza e prendere decisioni sulla propria attività (quali servizi offriamo), sulle modalità con cui vengono offerti (presso l’azienda cliente, presso il proprio studio, attraverso internet, altro), avere consapevolezza dei prezzi praticati e del posizionamento a tal proposito nel mercato, essere consapevoli della qualità del servizio, dei concorrenti diretti e indiretti, della brand reputation di cui si gode, dell’organizzazione con cui si lavora e così via. Una volta ottenuta questa mappatura del presente, ecco che partono le valutazioni sul futuro, per tradurre poi in azioni concrete le domande di cui sopra su ciò che vogliamo in futuro realizzare, come, con chi, a che prezzo, per ottenere cosa.

Ora vi lascio alle vostre riflessioni, certo di aver aperto molte “cartelline” mentali che richiedono risposte.

Mario Alberto Catarozzo

Leggi la quinta puntata dell’ebook “L’ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO PROFESSIONALE

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