Impegnatevi, o non prendetevi il disturbo di tentare

Le mezze misure non servono a nulla. Lo sappiamo, ma spesso con questo principio non ci facciamo i conti abbastanza. E così un progetto, un’idea a cui teniamo resta lì, parcheggiata in cantiere o a metà percorso, monca di quella parte di coraggio o di convinzione che mancava sin dall’inizio. Napoleon Hill, uno dei più grandi pensatori del XX secolo, autore del celebre “Pensa e arricchisci te stesso” (Think and Grow Rich) pubblicato nel 1937, afferma che “la mente umana può realizzare tutto quanto può concepire…con autodisciplina” a condizione che si focalizzi sul proprio obiettivo rendendolo un “ardente desiderio” senza possibilità di ritirata. Questo è nucleo del successo, nel senso etimologico di far accadere le cose che si desiderano. Qualcosa di simile la ritroviamo anche 2500 anni prima nel più grande stratega, Sun-Tzu, conosciuto per la sua opera “L’arte della Guerra”. Anche qui ritroviamo il capo (dell’esercito) come colui che è salito così in alto ed ha poi gettato via la scala dietro di sé con un calcio: indietro non si torna. La mente deve essere proiettato verso il successo, verso il cambiamento, verso l’obiettivo. Niente vie di fuga, niente distrazioni, niente vie di mezzo. Tutta l’energia deve bruciare in quella unica direzione.

Questo ha distinto i Bill Gates, gli Steve Jobs, gli Enzo Ferrari, e i due amici William Harley e Arthur Davidson che a Milwaukee nel 1901 diedero vita ad un sogno che si chiamerà da lì in poi Harley-Davidson e viaggerà per le strade di tutto il mondo su due ruote. Partirono da un carburatore fatto con una lattina di pomodori, nel classico garage di casa, come molti sogni americani e poi il resto è storia. Ma in mezzo, forse pochi lo sanno, ci sono state cadute, momenti bui, difficoltà. Loro sono stati capaci di rendere quello che doveva essere un difetto per una motocicletta un pregio, la sua anima. Come hanno fatto? Avevano capito che un obiettivo non si raggiunge tentennando, provandoci e  basta, ma dedicandovi tutte le energie disponibili, come una fantastica ossessione che ti sveglia al mattino e  ti mette a letto la sera, senza sosta finché non è realizzata.

Oggi tra i molti professionisti e imprenditori vedo confusione di obiettivi, vaghezza di intenti, tanta paura e solo in pochi, pochissimi quella sana caparbietà di volersi mettere in gioco, fino in fondo. Quella umiltà intellettuale che diventa poi saggezza di voler agire per il cambiamento e non per il mantenimento forzoso di uno scenario che non c’è più. Proviamo a fermarci, cosa vediamo? Tanta polemica, moltissima dispersione di energie, tanta fatica senza una vera direzione. Lanciare il cuore oltre l’ostacolo mi rendo conto che non è una qualità di tutti, ma ci si può lavorare perché il futuro, nostro e di chi ci sta intorno, sia migliore non solo economicamente, ma anche eticamente, come qualità di relazioni umane dove tutto alla fine abbia un senso che non sia solo il mero denaro.

Di tanto in tanto, quando io stesso sento il bisogno di calibrarmi, di ridare slancio alle mie azioni, di riempirle nuovamente di un senso più profondo, torno a rileggere i grandi pensatori, da Napoleon Hill, a Jim Rohn a Dale Carnegie solo per citare quelli storici, per non parlare dei classici intramontabili come Marco Aurelio.

E allora sì, prendo in prestito il famoso “Yes we can” per ricordarci che tutti, proprio tutti noi sì ce la possiamo fare, qualunque sia il nostro obiettivo e qualunque sia il punto di partenza, perché tutti sono partiti da dove erano. Professionisti, imprenditori, impiegati, pensionati, disoccupati, tutta la battaglia – insegna Sun-Tzu – è nella nostra testa, inutile affrontare immaginari eserciti di pecore a cui addossare la colpa dei nostri guai là fuori. Questo lasciamolo al ben più simpatico e romantico Don Chisciotte. 

Per chi volesse leggere un mio articolo sulla storia degli amici Harley-Davidson eccolo qui (Harley).

Nel corso La gestione delle emozioni e del cambiamento che si terrà a Milano giovedì 5 luglio 2012 affronteremo queste tematiche e molte altre per dare un nuovo slancio ai nostri progetti. Per informazioni e iscrizioni clicca qui.

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo



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