Inconsapevoli, consapevoli, autoconsapevoli: a che punto siete?

Tre modi diversi di affrontare la vita e cercare la propria realizzazione e felicità. Vediamoli.

 Inconsapevolezza

A stimolo risposta, questa è l’inconsapevolezza. Ripetere sempre gli stessi schemi, reagire alle provocazioni, vivere quanto già conosciamo per paura del nuovo. Si è sempre fatto così, è inconsapevolezza; è andata bene finora, perché cambiare, è inconsapevolezza. Gridare al telefono perché abbiamo perso la pazienza; accusare l’altro di non capire; farsi dominare dalla fretta; seguire la massa; agire per paura; sfiancarsi per non provare sensi di colpa; paura del rifiuto; paura del fallimento. Eccovi a voi vite e comportamenti inconsapevoli. Non sempre inconsapevolezza vuol dire che non vada bene; alcune reazioni inconsapevoli, istintive, salvano la vita, dunque ben venga. Il problema sorge quando è lo stile di vita ad essere nel suo complesso inconsapevole. Ciò vuol dire che siamo dominati dalle emozioni, dagli istinti e che saranno gli altri a gestirci, in un modo o nell’altro.

inconsapevolezza

Consapevolezza

So di avere paura; sento di avere le forze; temo il nuovo e agisco col batticuore, ma provo; so che così facendo non troverò la strada; capisco che la soluzione sta nel cambiamento; vedo il mio comportamento e comprendo i suoi limiti. Siamo entrati nel livello superiore del nostro stare al mondo. Ora sentiamo e sappiamo di sentire. Ora comprendiamo che esistono altre strade, anche se non le conosciamo. La mente apre le porta a nuove possibilità. Spesso ad una prima sensazione di smarrimento, di ansia per l’ignoto, segue la gioia di cogliere nuove possibilità e nuovi orizzonti. Come il sereno segue la tempesta, così la sensazione di aria fresca segue o stantìo senso del conosciuto. Essere consapevoli è il primo passo verso qualunque crescita, gradino verso una nuova dimensione e prospettiva.
Ricordo la “sensazione di primavera” provata durante gli studi in PNL (Programmazione Neuro Linguistica), dove alla triste sensazione provata per anni dove sembrava tutto pre-impostato, dove sembrava che ad un certo tran tran non vi fosse via di uscita, è seguita la percezione dell’infinito novero delle possibilità.
Molti di noi, per ragioni culturali, sociali, di educazione o esperienze, escludono completamente dalla propria vita l’idea della “possibilità”. “È possibile” non viene mai menzionato nei loro discorsi; “si può fare” sembra escluso a priori. Esiste solo ciò che è stato già fatto, già provato. Spesso questo è sostenuto con forti convinzioni che nel tempo diventano scetticismo verso ogni forma di novità.
Diventare consapevoli dei nostri comportamenti, dei nostri pensieri, delle nostre azioni è il primo passo concreto verso la nostra realizzazione piena.
Si pensa che solo l’uomo sia consapevole, invece anche alcune specie animali lo possono essere. Vi è mai capitato di tornare a casa e trovare il vostro cane che ha fatto un disastro con il divano? Ebbene, basta un vostro sguardo di rimprovero o la classica frase “cosa hai combinato?”, perché il nostro fedele quadrupede si prostri a terra con orecchie basse, coda in mezzo alle gambe e sguardo implorante perdono. Ecco, in quel momento è consapevole di averla combinata grossa!

woman-690118_1280

Autoconsapevolezza

Siamo giunti al livello superiore ancora. Qui si dischiudono concretamente le nuove possibilità per la nostra vita. Essere autoconsapevoli, vuol dire conoscere le ragioni del nostro comportamento, a pro di che facciamo quel che facciamo. Quanti di noi saprebbero rispondere alla domanda: perché facciamo il lavoro che stiamo facendo? Perché siamo organizzati in questo modo e non in un altro? Perché pensiamo di continuare a farlo?
Probabilmente gran parte risponderebbe a questi perché menzionando le cause delle proprie scelte, più che gli scopi. Qui risiede la differenza tra perché eziologico (cause) e perché finalistico (a pro di che). Il coaching, per esempio, lavora sul secondo e non sul primo.
L’autoconsapevolezza è ciò che permette di prendere il timone della nostra vita in mano. Permette di programmare, progettare e dirigere la nostra azione, invece di essere eterodiretti.

consapevolezza

Vita privata e vita professionale

Tutto ciò vale solo nella vita privata? Certo che no. Vale in ogni ambito della nostra vita, privata come professionale. le due, d’altra parte, sono una cosa sola. Perché scegliamo un certo partner, perché vogliamo avere figli, perché ci vestiamo in un certo modo, perché abbiamo scelto quel lavoro, perché conduciamo un certo stile di vita?

Chi saprebbe dare risposte chiare a se stesso prima di tutto? La vita per tutti non è certo semplice, d’altronde, nessuno lo aveva mai detto, no?! Certo è che se abbiamo maggiori strumenti per affrontarla, gestirla, dirigerla, sceglierla, ecco che diventa più “nostra”, degna di essere vissuta, interessante, coinvolgente. È una scelta anche questa, a monte di tutto.

Come passare dall’inconsapevolezza alla autoconsapevolezza?

Di strade ce ne possono essere tante. Cominciamo dalla lettura di autori giusti a tale fine, occidentali od orientali fa lo stesso, secondo le inclinazioni personali. Passiamo attraverso le tecniche di PNL e di Mindfullnes, alleniamoci con un percorso di Coaching.

Requisiti indispensabili in ogni caso sono la volontà, la curiosità e un approccio positivo alla vita.

Mario Alberto Catarozzo

Scarica la mia App per IOS (Apple)

Scarica la mia App per Android



0
Connecting
Please wait...
Invia un messaggio

Scrivi qui la tua richiesta, ti risponderemo in giornata.

* Nominativo
* Indirizzo e-mail
* Richiesta
Login now

Serve aiuto? Invia subito un messaggio.

Nominativo
* Indirizzo E-mail
* Richiesta
Invia un messaggio.
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?