La tattica di Alessandro Magno per lo sviluppo del business di studio

La guerra, come sanno gli storici, è una metafora della vita. Di quella collettiva come di quella individuale, fatta di strategie, tattiche, scelte e obiettivi. Chi ha avuto il piacere di leggere “The 33 strategies of war” di Robert Greene, ne ha saggiato l’essenza attraverso le storie di grandi personaggi storici, come Alessandro Magno, Genkhis Khan, Napoleone, Annibale, Winston Churchill. Prudenza, saggezza, calma, lungimiranza, coraggio, strategia, chiarezza di obiettivi, sono questi i tratti che caratterizzano le grandi figure di tutti i tempi.

È lui il più grande

L’attenzione del grande Storico si sofferma soprattutto sul più grande condottiero di tutti i tempi: Alessandro il Grande. È lui, Alessandro Magno, a conquistare tutto, conducendo con strategia e coraggio le battaglie giuste per realizzare il suo progetto. Alessandro Magno è la tattica per eccellenza.

A soli 20 anni Alessandro il Macedone sale al trono e da lì, inesorabilmente, conquista il mondo intero. Mai una battaglia persa.

Quali sono state le regole alla base della grandezza di Alessandro?

5 regole fondamentali, da seguire scrupolosamente:

  • Chiarezza di intenti = avere chiaro prima di muovere un passo qual è l’obiettivo che si vuole raggiungere, concentrandosi su di esso e considerando il resto puri ostacoli verso il suo raggiungimento; attenzione a perdersi nelle battaglie intermedie; gli occhi devono essere puntati sulla vittoria finale della guerra. Tattica e vision.
  • Saper mappare le situazioni ad ampio raggio. Quindi non limitarsi a considerare se stessi e la propria posizione, ma allargare lo scenario anche agli altri “avversari”, stimandone mosse e capacità.
  • Saper indagare le cause di debolezze e fallimenti per poter intervenire a correggerle, senza giudizi, ma solo in ottica di rinforzo e miglioramento.
  • Ignorare l’opinione degli altri in modo da non seguire la corrente, ma creare la propria strategia e la propria strada. La tattica è una questione personale.
  • Mantenere sempre la calma e non fare mosse avventate sull’onde dell’entusiasmo o della paura. Solo con equilibrio si può essere veri strateghi e pianificare le mosse. La tattica richiede calma.

Quale fu la vera grandezza di Alessandro Magno?

Fu l’esercito, o meglio, la sua capacità di costruire per la prima volta nella storia un esercito non di mercenari, bensì di uomini motivati, fidati, che combattevano per il suo leader indiscusso. Se pensiamo ad una delle più imponenti battaglie della storia, la battaglia di Gaugamela, tra Macedoni con a capo Alessandro Magno e Persiani con a capo Re Dario, si capisce l’importanza della preparazione e della strategia. L’esercito macedone era composto da circa 33.000 soldati. L’esercito persiano da oltre 1 milione di soldati. Le forze in campo erano impari, spropositate. I Persiani erano oltre 30 volte maggiori dei Macedoni. E allora che cosa avrebbe potuto portare la vittoria di 33.000 uomini contro 1 milione?

La risposta è in tre fattori chiave:

  • La leadership
  • La motivazione dei soldati
  • Tattica e strategia

I soldati macedoni combattevano per il loro leader Alessandro Magno, considerato il più grande di tutti, fonte di ispirazione, il vero condottiero che andava per primo nelle battaglie e guidava i suoi motivandoli.

I soldati Persiani erano una accozzaglia di popoli diversi e per lo più erano mercenari, soldati che combattevano per la paga.

Alessandro non si curava del numero, quanto della qualità, della strategie delle scelte e della preparazione del terreno. Era la strategia, la qualità della preparazione dei soldati, la qualità delle loro armi che sul campo avrebbe fatto la differenza.

E se ciascuno diventasse l’Alessandro Magno del proprio studio?

Cosa ci insegna la storia di questo grande condottiero? Che per prima cosa non bisogna spaventarsi per le forze in campo schierate dagli altri, ma puntare sulla qualità delle proprie. Fondamentale saper scegliere i propri collaboratori e formarli adeguatamente. Solo con una squadra composta da collaboratori validi, fidati, motivati si possono fare grandi cose.

Evitate i mercenari, collaboratori che lavorano solo per soldi, sono i peggiori.

Secondo, che bisogna saper condurre il proprio studio avendo chiari gli obiettivi e definendo strategie elaborate con calma e ponderazione. L’intuito diventa importante come ciliegina sulla torta, ma procedere solo ad istinto può essere molto pericoloso per il nostro business.

Terzo, che dovete diventare veri leader del vostro studio per ispirare gli altri a dare il meglio con senso di attaccamento e dedizione.

Nulla è impossibile per colui che osa.
Alessandro Magno

Mario Alberto Catarozzo

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