Le 5 qualità essenziali che faranno la differenza tra i professionisti

Quali sono oggi le qualità essenziali che un libero professionista deve avere nel proprio bagaglio culturale per emergere? Ecco le 5 abilità che faranno la differenza d’ora in poi.

1. Resilienza – È la capacità di far fronte alle avversità con grande flessibilità e determinazione, in modo da non farsi spostare dalla propria rotta e nello stesso tempo riuscire a non opporre rigidità tali da aumentare l’attrito degli eventi. Spesso le abitudini e le convinzioni ci portano a cristallizzarci sulle nostre prese di posizione; così facendo riduciamo la nostra adattabilità agli eventi applicando il principio “mi spezzo ma non mi piego”. Culturalmente, soprattutto nei tempi passati, questo atteggiamento è stato abbinato al carattere, alla forza e alla determinazione, quando invece il più delle volte è sinonimo di rigidità e di impermeabilità ai cambiamenti e al carico di innovazione che portano con sé. Una limitazione, insomma. Essere determinati non vuol dire stare fermi sulle proprie posizioni, vuol dire non perdere di vista la meta ed essere fortemente motivati a non mollare finché non è raggiunta. La resilienza farà la differenza in futuro tra chi si farà logorare dal cambiamento e chi riuscirà a cavalcarlo.

2. Self empowerment – Parliamo della capacità di auto-motivarsi. Non si tratta – come alcuni potrebbero pensare – di dirsi “sono bravo”, “dai che ce la fai” e simili… Si tratta di acquisire una mentalità di pensiero positivo, quindi di allenarsi a cogliere nelle situazioni le opportunità che nascondono; si tratta di imparare ad instaurare un dialogo interno con noi stessi (la persona al mondo con cui parliamo di più in assoluto) “potenziante”, cioè che permetta di metterci nelle migliori condizioni mentali per affrontare le situazioni. È riprovato che l’essere umano ogni giorno passa la maggior parte del suo tempo a pensare e ogni giorno pensa per l’80% le stesse cose, o meglio nello stesso modo, quindi con i medesimi schemi mentali e parole. Per citare Albert Einstein “La vera follia nell’uomo è pensare di ottenere risultati nuovi facendo sempre le stesse cose”. Dunque vogliamo risultati diversi? Bene, cominciamo a fare (e pensare) cose diverse. Dunque la capacità di non perdere il mordente e di creare le migliori condizioni emotive e psicologiche per affrontare le difficoltà faranno la differenza tra chi annasperà e chi si nutrirà di innovazione e cambiamento.

3. Pensiero strategico – Procedere random, oppure con una strategia? Andare a tentoni, oppure con una rotta da seguire? Avanzare senza una meta, oppure verso un obiettivo? Questa è una scelta che ciascuno d’ora in poi dovrà fare. Se in passato, come abbiamo più volte avuto modo di affrontare, permetteva di procedere senza alcuna strategia, ora i nuovi scenari non lo permettono più. Chi avrà un piano di azione, una pianificazione, un progetto, un team con cui raggiungerlo, riuscirà. In mancanza, la fatica sarà tanta, l’inefficienza pure e lo stress farà da colonna sonora alle proprie giornate. Il mercato premierà chi ha idee e saprà come realizzarle. Questi occuperanno il centro della scena del business, gli altri saranno destinati ai margini a fare da comparse come in un film dove i protagonisti sono altri, non noi.

4. AgilitàCambiamenti continui, innovazione costante, velocità e nuovi scenari, questo ci riserva il futuro, anche per il mondo dei professionisti. Anzi, soprattutto per loro. Abbiamo detto in un nostro post come la forza non risiede più nella stazza o nelle radici, quanto nella flessibilità e nella capacità di adattamento. La velocità di risposta al cambiamento farà la differenza. Questa è agilità. Capacità di cogliere le novità, vederle e prendere con esse le misure per non essere travolti inermi, ma cavalcarla agili. Stare con la testa bassa a lavorare dalla mattina alla sera potrebbe dunque non essere più la strategia giusta. Essere sempre sull’operatività in studio potrebbe far perdere la visione d’insieme, la capacità di cogliere i nuovi scenari e di adattare la rotta.

5. Intelligenza emotiva – Entriamo qui nel mondo delle capacità relazionali. Siamo esseri emotivi e siamo razionalizzatori, più che razionali. Dunque è utile restituire spazio alla emotività che si esprime attraverso l’istinto, ma anche attraverso l’empatia. In studio con i collaboratori e con i clienti la capacità di saper entrare in reale sintonia con le persone farà decisamente la differenza. Saper fare domande e saper ascoltare. Saper condividere e astenersi dal continuo giudizio. È risaputo come il cliente scelga e resti con il proprio consulente più per ragioni emotive che razionali. Sono la fiducia, l’affidabilità, il sentirsi compreso, ascoltato e coinvolto che faranno propendere per restare o andare via. Spesso il cliente capisce poco e niente di ciò che il proprio consulente legale fa per lui. Alla fine vuole sentirsi tranquillo, compreso e al sicuro. Certo, i risultati contano, ma meno di quel che solitamente si pensa. Conta di più la relazione del risultato (la competenza, bravura, esperienza, resta sempre e comunque il fondamento, sia chiaro). Con i collaboratori, poi, saper creare un clima di studio positivo sarà strategicamente necessario per avere un’organizzazione efficiente e performante. Essere un team (non avere un team), pensare da team farà la differenza con chi sarà solo (o solitario) ad affrontare le sfide. E si sa, l’unione fa la forza.

Queste abilità e competenze si acquisiscono, si coltivano e si perfezionano nel tempo, come tutte le cose. Basta volerlo e capirne la reale portata.

Buon lavoro!

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

@MarAlbCat



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