L’eterna lotta avvocato-giudice

Alberto-Sordi avvocatoIn natura ci sono cane e gatto, nella filosofia corpo e mente, nello sport Maradona e Pelè. Il dualismo esiste ed è una costante; in alcuni casi è sinonimo di complementarietà e in altri di antitesi.

Nel mondo forense questo dualismo è sintetizzato dalla relazione avvocato-giudice.

A sentir parlare l’uno dell’altro, non sembrano neppure appartenere allo stesso mondo. L’avvocato parla dei magistrati come esseri saccenti, ricchi di stranezze, gonfi di autostima che spesso sconfina nell’arroganza relazionale. Non si contano poi coloro che ne mettono in discussione la preparazione giuridica o che invocano prove psicologiche nel concorso statale.

Dalla bocca dei magistrati non escono parole più tenere verso i cugini avvocati. Il complimento migliore è che sono chiassosi e disorganizzati, per poi scendere fino a note meno gloriose, quali la prepotenza, l’arrivismo, l’egocentrismo e, dulcis in fundo, l’impreparazione.

L’ambiente non aiuta

Certo è che l’ambiente in cui l’incontro avviene non è uno dei più confortevoli e non aiuta la distensione tra le due categorie. Il Tribunale, infatti, si caratterizza per la freddezza dei luoghi (a volte la quasi fatiscenza), il disordine a tratti imperante, la burocrazia ostacolante. Facile in queste condizioni ambientali essere di cattivo umore e perdere facilmente la pazienza tra code in cancellerie, attesa davanti alle porte, code per i bolli e, ciliegina sulla torta, code presso gli uffici degli ufficiali giudiziari per depositare e ritirare notifiche.

Le circostanze dell’incontro non sono delle migliori

Che dire poi delle circostanze in cui l’incontro avviene. Per definizione e con rare eccezioni, lo spunto dell’incontro è una causa, quindi una lite in atto dove due contendenti, assistiti da provvidi legali, si sfidano codici alla mano. Il giudice, da buon arbitro, è chiamato a far rispettare regole e applicare soluzioni che, per definizione, lasceranno qualcuno scontento, e c’è sempre chi griderà all’ingiustizia minacciando ricorsi.

I tempi sono un catalizzatore di attriti

Anche i tempi della relazione ci mettono lo zampino e la somma di poco tempo a disposizione, tante richieste pendenti, sotto-organico degli uffici giudiziari, non può che dare come risultato ulteriore stress che si tramuta in malumore e attriti. Così, il rinvio negato, l’udienza spostata, i tempi biblici tra una udienza e l’altra non fanno altro che gettare benzina sul fuoco.

Percorsi diversi, approcci diversi

A differenza dei Paesi anglosassoni, da noi, solo una piccola parte del percorso formativo è comune ai due giuristi: l’università. Da lì in poi le strade si separano irrimediabilmente, con unica eccezione dei magistrati che decideranno di saltare la barricata facendosi iscrivere di diritto all’Albo degli Avvocati. La sfida, come tra duellanti del settecento, fioretto alla mano, è a suon di norme e giurisprudenza. In pratica, è una negoziazione che si apre ogni volta: uno dei due negozia un “sì”, l’altro un “no”. Entrano qui in gioco l’arte della retorica, della dialettica per convincere delle proprie argomentazioni chi ha il potere di giudicare e che, in quanto tale, sarà temuto e odiato come due facce della stessa medaglia. Ma siamo sicuri che la “sfida” in udienza, come fuori, si gioca in punta di diritto? Entreranno in gioco, nella realtà quotidiana dei fatti, simpatie e antipatie? Capacità di chiedere e di ascoltare? Abilità nello scegliere il tempismo giusto? Capacità persuasorie e non solo di convincimento?

Se avete piacere di condividere le vostre esperienze e aneddoti in merito, condividetele in calce al post nei social, oppure scrivetemi (coach@mariocatarozzo.it).

Convincere e persuadere, come abbiamo più volte sottolineato in questo blog, sono due cose ben diverse e per essere davvero efficaci bisognerebbe conoscere l’arte e i segreti di entrambi. Il diritto, a volte, occupa una posizione meno importante di quanto in teoria si affermi, lasciando ampio margine alle capacità relazionali, comunicative, negoziali. Acquisirle significherà aumentare le proprie potenzialità e carte da giocare all’occorrenza.

Per chi vuole apprendere l’arte della comunicazione efficace e persuasiva e della negoziazione strategica, consiglio vivamente i corsi:

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 Buon lavoro e a presto!

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 Mario Alberto Catarozzo



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