Liberi professionisti e social media: Facebook va bene per lo studio professionale? (puntata n. 5)

Non poteva certo mancare all’appello dei social media il più popolare: Facebook. Che sia il più utilizzato dal pubblico non vi è dubbio con ben oltre il suo miliardo di iscritti a livello mondiale. Sono circa 24 milioni gli iscritti a Facebook solo in Italia (fonte: Vincos.it). Su Facebook troviamo un po’ di tutto: dalle discussioni sul calcio alle ricette di cucina, dalle fotografie delle sbronze con amici, alle foto della prima comunione o del viaggio ai Caraibi o della nuova moto. Commenti sulla serata in discoteca, sulla qualità di un capo di abbigliamento, sull’insegnante del figlio, sulla torta venuta male. Star del cinema, dello sport, della musica, ma anche professionisti, manager, aziende, insomma Facebook è per tutti. Si può dire qualunque cosa di Facebook, dunque, ma non che sia un social network con vocazione prettamente professionale, a differenza di Linkedin, per esempio. Allora la domanda resta: Facebook va bene per uno studio professionale, oppure, vista la eterogeneità dei contenuti e degli utenti, è più votato all’aspetto ludico che altro? Detto in modo diverso: su Facebook si passa il tempo, ci si confronta, si chiacchiera e ci si diverte, ma va anche bene per fare business?

La domanda così posta meriterebbe una risposta certamente positiva: sì, Facebook è un ottimo strumento di visibilità e di business. Basta vedere i brand presenti, le pagine pubblicitarie che a decine compaiono qua e la. Per poter dunque rispondere con maggior precisione alla domanda dell’avvocato, del commercialista e del consulente del lavoro o del notaio, dobbiamo restringere il campo e chiederci se per uno studio professionale Facebook può essere una valida piazza su cui investire nella propria presenza. Ristretto in questo modo il cerchio, la risposta è “dipende”. Infatti, tutto sarà legato al tipo di attività e consulenza offerta dallo studio professionale e quindi al target di riferimento. Se il target è il cittadino, la persona fisica, la piccola e media impresa e se i servizi offerti sono su misura per costoro, allora certamente Facebook può fare al caso vostro e, vista l’ampiezza di pubblico, sarà un’ottima cassa di risonanza dei vostri scritti (per esempio, post del blog) e della vostra attività. Laddove, invece, il vostro target sia più selezionato, di più alto profilo in funzione dei servizi offerti, allora è probabile che avrete poco ritorno da una presenza su Facebook. Difficilmente un cliente interessato ad un’operazione di Fusione e Acquisizione aziendale cercherà su Fb il proprio consulente, così come per operazioni internazionali o di Banking e Finance. Va sottolineato che di per sé non esiste uno strumento in assoluto adatto o non adatto alla promozione del proprio brand e attività, tutto dipende da come lo si utilizza. Per rimanere al social in esame, la regola d’oro sarà quella di tener distinto il profilo personale da quello professionale. Questo assolutamente!

Una volta dunque operata una valutazione di opportunità circa una propria presenza su questo social network, la domanda che segue è come organizzare una presenza di qualità, elegante e mirata in un universo così variegato come quello di Facebook.

Profilo personale e pagina pubblica (aziendale) o Fan Page?

È arrivato dunque il momento di distinguere due tipologie di profili possibili che possono essere creati su Facebook: il profilo personale e quello pubblico o aziendale, chiamata anche Pagina o Fan page.

Il profilo personale è quello strettamente legato alla persona, col quale dialogheremo con amici e parenti. Altro film, invece, il profilo pubblico o aziendale, che attiveremo attraverso una pagina Facebook. Distinguiamo anche terminologicamente le due situazioni:

  • profilo personale su Facebook (chiamato anche “diario” o “account”)
  • pagina Facebook (“pagina pubblica” o “aziendale” o semplicemente “pagina” o “fan page”).

Qui inseriremo il logo di Studio, descrizione e quant’altro riguardi le tematiche professionali. Mai mischiare i due aspetti, per esempio utilizzando il profilo personale a fini professionali, dove alterneremo una nota a sentenza o l’approfondimento normativo alla ricetta del coniglio alla cacciatora.

La pagina aziendale permette agli utenti di cliccare “Mi piace”, che avrà come effetto quello di portare a conoscenza gli utenti di tutti gli aggiornamenti che metteremo sulla nostra pagina professionale. L’utente riceverà da quel momento sulla propria home page e via email i nostri aggiornamenti (per esempio gli articoli che scriveremo). Così come i profili personali, anche le pagine aziendali sono gratuite. A pagamento avremo altri servizi legati all’implementazione della visibilità della stessa.

A volte alcuni miei clienti, che seguo per la gestione della comunicazione dello Studio professionale sul web e quindi all’interno di un progetto di business development, mi chiedono se possono utilizzare l’account Facebook che hanno già aperto, quindi il profilo personale, dal momento che non lo utilizzano altrimenti non postando mai nulla di personale. La risposta è no, o meglio, sarebbe meglio di no. La ragione è che profilo personale e pagina aziendale sono state strutturate con finalità diverse e quindi presentano caratteristiche e funzioni diverse. La pagina pubblica aziendale è nata per dare maggior visibilità possibile al brand ed è per questo che presenta la possibilità di cliccare “Mi piace” da parte degli utenti. Questa funzione attiva una vera e propria sequenza virale di “pubblicità” dei contenuti inseriti sulla pagina di volta in volta. Per capirci meglio, se voi inserite sulla vostra pagina aziendale un articolo da voi scritto (che rimanda come landing page al vostro sito di studio, per esempio) tutti coloro che hanno cliccato “Mi piace” hanno di fatto chiesto di essere tenuti aggiornati su tutte le novità che compariranno sulla pagina stessa. Non solo. Una volta che tali novità compariranno sulla home page del nostro utente, tutti coloro che sono in contatto con quest’ultimo vedranno tale post e vedranno anche i relativi commenti.

Sul profilo personale (diario) le persone in contatto si chiamano “amici”, sulla pagina aziendale i contatti si chiamano “likers”, perché, appunto sono coloro che hanno espresso il loro “mi piace” (come dire, “voglio seguirti”, alla stregua dei followers di Twitter).

Ma vi sono altri vantaggi nel creare una pagina aziendale pubblica rispetto ad una personale?

Certo, vediamoli. Per chi vuole approfondire direttamente su Facebook trova a questa pagina tutte le informazioni utili.

  1. Innanzitutto, nelle condizioni d’uso di Facebook è specificato che le pagine personali non possono essere utilizzate a fini promozionali di prodotti o servizi, pena la chiusura dell’account. In secondo luogo, le pagine personali, nate per mettere in contatto vecchi amici (o attuali) ha un limite quantitativo di contatti, pari a 5000, cosa che non esiste nella pagina aziendale.
  2. La pagina pubblica ha una struttura molto più “professionale, dove poter inserire il logo e la geolocalizzazione del vostro Studio.
  3. La pagina pubblica è indicizzata sui motori di ricerca meglio della pagina personale.
  4. Con la pagina pubblica è possibile avere le statistiche di utilizzo (insights) della pagina sessa da parte degli utenti per avere un’idea di quanti hanno visitato la stessa, cosa non possibile per quella personale.

Un’ultima domanda: è possibile trasformare una pagina personale di Fb in una aziendale?

Certo, ed è possibile portare se non tutti, almeno una parte di contenuti già caricati sulla pagina personale in quella aziendale. L’operazione si chiama “conversione” o “migrazione” e trovate le istruzioni su Facebook, dopo l’accesso, a questa pagina.

Infine due parole anche per i “gruppi” e gli “eventi” su Facebook.

Diverso dal profilo personale e dalla pagina Facebook sono i Gruppi. Un po’ come abbiamo visto per Linkedin, i gruppi sono reti relazionali stabili create per condividere interessi comuni. Anche su Facebook ci sono molti gruppi interessanti, anche per i professionisti. Un esempio è fornito da Commercialista Telematico, uno dei più importanti gruppi di commercialisti su Facebook, molto attivo come community, esempio virtuoso dell’utilizzo dei social a fini professionali.

Facebook offre l’opportunità a ciascun utente di creare eventi e invitare gli “amici”; per la procedura da seguire potete approfondire in questa pagina di Fb.

Le regole che abbiamo già visto in precedenti post sull’uso dei social valgono anche per Facebook:

  • scrivete con una certa costanza;
  • scrivete notizie e contenuti interessanti e utili per gli utenti;
  • mettete riferimenti al vostro sito di Studio dove l’articolo è contenuto;
  • interagite con i vostri utenti e non usate i social solo univocamente;
  • rispettate i principi di “netiquette” sull’uso dei social media.

 Liberi professionisti e social media.005

Bene e con questo, vi auguro buon lavoro e, visto il periodo, Buone Feste!

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

 @MarAlbCat



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