Lo sviluppo dello Studio professionale passa dai collaboratori e da una nuova mentalità

L’occasione mi è utile per riprendere quanto abbiamo già affrontato più volte nei nostri post, vale a dire l’importanza della crescita dei collaboratori di Studio per la crescita dell’intera organizzazione professionale.

E’ di qualche giorno fa (giovedì 5 luglio) l’intervista pubblicata su Italia Oggi alla Vicepresidente di Fondoprofessioni Rosetta Raso, in cui si spiega l’importanza della formazione all’interno degli Studi professionali. Tale formazione – sottolinea nell’intervista – unita alla condivisione degli obiettivi si pone alla base della crescita professionale dei dipendenti di Studio e nello stesso tempo dell’aumento di qualità dei servizi professionali degli Studi stessi. 

La struttura dello Studio, infatti, salvo alcune eccezioni di Studi dalle grandi o grandissime dimensioni, permette un contatto quotidiano tra i collaboratori e i professionisti di Studio. Si lavora insomma gomito a gomito, a stretto contatto.

Spesso l’importanza della formazione del personale di studio viene trascurato e di formazione, eccezion fatta per quella tecnica o per quella obbligatoria per i professionisti, se ne fa ben poca. Strano vero, se consideriamo che uno studio professionale è fondato sull’elemento umano, sia negli aspetti professionali che individuali. Sarà dunque fondamentale non solo essere aggiornati e conoscere il diritto in tutte le sue declinazioni, piuttosto che saper usare il gestionale o saper predisporre gli atti. Sarà fondamentale anche sapersi relazionare dentro lo Studio tra collaboratori, saper generare un clima positivo di collaborazione e non di conflitto che boicotta il lavoro; sarà fondamentale saper gestire una riunione, saper motivare i collaboratori, saper condividere con loro gli obiettivi e i valori dello Studio. Sarà altrettanto fondamentale sapersi relazionare con i clienti, saper curare la brand image dello Studio, nelle relazioni “in analogico”, così come sul web. E potremmo continuare a lungo.

L’idea, invece, per molti titolari di Studio è che una volta conosciute le competenze “tecniche”, la materia per capirci oggetto dell’attività di Studio, tutto il resto sia superfluo, non interessi il business di studio e la qualità dei servizi.

Come dire, una volta che so il “cosa”, il “come”, l’organizzazione di persone e mezzi, la progettualità, le relazioni, la crescita e il miglioramento sono superflui.

Se un tempo questo tipo di logica ha accompagnato generazioni di professionisti, oggi le cose sono cambiate.

Essere preparati, aggiornati è e resta la base per qualunque attività, non solo quella professionale. Quindi anche per il personale di Studio, segretarie, personale amministrativo, staff, la preparazione resta la base su cui poter condurre qualunque ragionamento.

Oggi tuttavia non basta più. Oggi c’è bisogno di fare la differenza nel settore in cui si opera. Oggi la parola d’ordine è performance, che poi si traduce in qualità dei servizi erogati ai propri clienti, in velocità di esecuzione della propria attività, in specificità di soluzioni, in capacità di far risparmiare al cliente tempo, denaro e risorse.

Il cliente pur in un mondo sempre più globalizzato, vuole un rapporto personalizzato, un vestito su misura per il suo caso, vuole efficienza, dinamismo, cura.

Per fare tutto questo il professionista “libero battitore” di un tempo non basta più. Il professionista individualista, un po’ prima donna, il “so tutto io”, “so io come si fa”, “faccio da me che faccio prima”, non funziona più. O in alcuni casi funziona con tanta fatica e tanto stress; funziona tutto sommato; funziona ma chissà per quanto.

Esiste una soluzione? Certo, la soluzione è creare strutture di Studio affiatate, formate e gestire accuratamente. La soluzione è scegliere bene i propri collaboratori, professionisti e staff, in funzione dei propri obiettivi e poi saperli coinvolgere in una condivisione corale. La soluzione è sapere che una volta costruita una struttura piramidale questa non è semplicemente al nostro servizio per realizzare i nostri obiettivi e chi si è visto si è visto. Questa struttura è essa stessa parte dei nostri obiettivi, è il luogo in cui far maturare progetti condivisi, far crescere le performance, acquisire e trasmettere competenze. È questa la mentalità win-win, dove tutti traggono vantaggi, dove l’obiettivo comune è chiaro a tutti; la direzione è la stessa per tutti e ciascuno armonizza i propri personali obiettivi e piani di crescita, mette passione e valorizza risorse.

Insomma, da un lato il professionista necessita sempre più di competenze manageriali; sempre più i suoi collaboratori necessitano di formazione e di competenze di lavoro in team.

Di tutto ciò i primi a ringraziare saranno i clienti, che percepiranno i cambiamenti, ne beneficeranno e li restituiranno sotto forma di gratificazione, fidelizzazione e passaparola.

Fermatevi un attimo a pensarci…conviene.

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

 



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