L’uso dei social media tra regole di strategia, opportunità e buon gusto

Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te

Partiamo da questo assioma e rendiamolo un bel tatuaggio sul dorso della mano, in modo da poterlo rileggere ogni qual volta, digitando sulla tastiera, dimentichiamo che dall’altra parte come destinatari dei nostri scritti vi sono altre persone, proprio come noi.

È questo il principio di reciprocità alla base dell’Etica mondiale, riproposta in mille salse dalle religioni (Cristianesimo, Buddismo, per esempio) e filosofie (dalla greca in poi) di ogni luogo e tempo.

Etica del comportamento e delle relazioni umane

Il primo driver che deve muovere il nostro agire corretto in Rete dev’essere quindi l’etica del comportamento e delle relazioni umane. Il fatto che non vediamo negli occhi i nostri interlocutori non vuol dire che non vi siano persone come noi che leggeranno i nostri scritti, vedranno filmati e immagini che gireremo loro e proveranno emozioni conseguenti.

Strategia di comunicazione

Il secondo driver che deve muovere il nostro agire come autori di testi nelle grande Rete è la strategia di comunicazione. Chi scrive spesso non lo fa per il semplice piacere di scrivere (non solo quantomeno), ma perché lo scrivere è uno strumento di comunicazione, di promozione, di visibilità della propria persona e attività. Lo scrivere sul web è decisamente uno dei più importanti strumenti di business development dei giorni nostri. Tuttavia essere assillanti, diventare spammer, onnipresenti, richiedere email di registrazione (veri e propri ricatti digitali), non è una buona idea.

Scelte di opportunità

Il terzo driver che deve guidare il nostro comportamento dev’essere il buon gusto: poco e buono dovrebbe essere la regola d’oro del nostro agire, e interagire, in Rete. Ma entriamo più nel dettaglio partendo da ciò che tutti noi viviamo quotidianamente sul web.

I “ricatti digitali”

Sarà capitato a tutti di trovare informazioni e contenuti interessanti, e che dopo le prime righe di lettura ci apparisse la laconica scritta “se vuoi proseguire devi registrarti”, oppure meglio ancora “per continuare a leggere abbonati”. Non so a voi, ma a me queste situazioni fanno venire il sangue alla testa e regolarmente me ne vado con un click, infastidito da quella sorta di “ricatto” a cui sono stato sottoposto. Stesso discorso per ciò che riguarda gli ebook gratuiti e le risorse in genere messe a disposizione, dove per poterle scaricare ci viene richiesto di lasciare la nostra email, come minimo, se non una registrazione completa. Che se ne faranno mai dei nostri dati? Ma certo, servono a bersagliarci da lì in poi con email, newsletter, offerte e chi più ne ha più ne metta. Ma cosa scatta nella testa dell’utente medio (io tra quelli) una volta fatta la brutta esperienza di vedersi destinatari di spamming? “Col cavolo che mi freghi più, la prossima volta non scarico nulla e non ti lascio alcun dato mio dove di cui tu possa approfittare”, questo il pensiero che si forma nella nostra mente.

Il social come “discarica”

Altro discorso riguarda chi, invece, pensa che i social siano uno strumento dove più butti dentro e più conti. Dove più ne metto e meglio è, tanto male non fa. Il social diventa una “discarica” di contenuti disparati. Così ritweettano di tutto, girano contenuti random, scrivono qualunque cosa, anche quando fuori è uscito il sole, oppure sono andati in bagno, convinti nel loro egocentrismo che queste notizie non solo interesseranno gli altri, ma che contribuiranno a dar loro visibilità. Ma sarà così?! A voi le conclusioni in merito…

Il buon gusto non deve mancare mai

Infine, il buon gusto. Quando scriviamo ricordiamoci di pensare sempre a chi legge, a chi ci rivolgiamo: “cosa potrà interessare?”; “cosa posso offrire di utile nel mio piccolo?”; “come posso contribuire a migliorare il mondo?” (lo so, è una frase un po’ pretenziosa, ma rende bene il principio ispiratore che ne è alla base).

Ricordiamoci che non dobbiamo scrivere per noi, ma per gli altri e che dobbiamo trattare il nostro prossimo come se fossimo noi stessi. Se a noi determinate cose danno fastidio, perché infliggere la stessa pena al prossimo?

Ultima considerazione strategica in termini di comunicazione: ricordatevi sempre, per il Principio di reciprocità (uno dei 6 principi della comunicazione persuasiva del Prof. Robert Cialdini), che prima dobbiamo imparare a dare per poi aspettarci di ricevere. Tutti chiedono e pochi hanno capito che prima bisogna dare, ma dare davvero qualcosa di noi, qualcosa di utile. Così facendo otterremo due risultati:

  1. miglioriamo il mondo in cui viviamo, attivando un circolo virtuoso;
  2. ci faremo conoscere in modo positivo da chi riceverà i benefici del nostro agire.

Non si tratta di spogliarsi del proprio know how, ma di condividerne una parte utile, anche perché nell’epoca dell’informazione in cui viviamo sarebbe totalmente inutile cercare di non farlo.

Infine, ricordate che chi avrà apprezzato i contenuti, avrà compreso il vostro stile…vi cercherà lui stesso, perché riconoscerà in voi un valore e tutti cercano persone di valore a cui rivolgersi.

Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te…ripetiamolo come un mantra quotidiano!

E per finire, chi ha piacere può scaricare dalla mia pagina dedicata agli ebook gratuiti gli 8 ebook attualmente disponibili, totalmente gratuiti, senza dover lasciare nessuna mail, niente di niente, vere e proprie guide pratiche estratte dai miei corsi d’aula, sintetiche e facili da leggere.

Bye bye e date sempre del vostro meglio!

Mario Alberto Catarozzo

 



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