Mi piaci tanto ma…

“Abbiamo apprezzato molto il suo lavoro, ma non abbiamo quest’anno soldi a budget per premiare i collaboratori”. Quante volte abbiamo sentito una frase simile? Oppure: “sei davvero un bravo ragazzo, ma non sei il mio tipo”. O ancora: “sono d’accordo con te, però questa cosa non si può fare”. Ecco questi sono tutti modi comuni di parlare. Che effetto hanno? Sono efficaci per relazionarci con l’altro? Troppo spesso nel nostro modo di comunicare utilizziamo congiunzioni avversative come “ma”, “però”, “tuttavia” senza esserne consapevoli, per abitudine. Esse hanno la funzione di negare – o privare di buona parte – di significato quanto abbiamo appena detto. Chi ci ascolta ha così la sensazione di aver perso tempo, di essere preso in giro e tutto ciò crea confusione nel nostro interlocutore.

Provate ad immaginare una frase con all’interno una congiunzione avversativa come “ma” come se fosse composta da due parti: ciò che precede e ciò che segue la congiunzione. Quando parliamo automaticamente l’attenzione del nostro interlocutore cade su ciò che stiamo dicendo. Non appena ci buttiamo lì la congiunzione avversativa ma/però, ecco che è l’attenzione si sposta e dal quel momento va ad illuminare ciò che segue ignorando quanto detto prima. Immaginiamo che vi sia un faro che illumini la frase: in un primo momento sotto i riflettori c’è la prima parte della frase – “siamo contenti del suo lavoro” – e lì già l’interlocutore si sta preparando a ricevere una ricompensa, poi ad un tratto salta fuori il nostro “ma” e si verifica il black out, tutto ciò che è stato detto prima non conta più e i riflettori ora illuminano quanto segue: “ma non abbiamo soldi a budget”. Grande delusione e anche un po’ di rabbia per la sensazione di essere stati presi in giro. Vi è mai capitato? Certo che sì, provate a ricordare anche la sensazione sgradevole provata.

Allora? Bisogna sapere che queste congiunzioni vanno sì usate, ma con molta attenzione e consapevolezza. Infatti può essere molto utile in alcune circostanze dare più peso a ciò che segue del discorso, magari per differenziare due concetti, per contrapporli. Quindi tutto sta nell’uso accorto che se ne fa. Usarne troppi modo modo di intercalare, inoltre, può creare confusione in chi ci sta di fronte e dare l’impressione di essere noi stessi poco chiari nelle nostre idee.

Esiste un’alternativa al “ma” e al “però”? Certo. Quando vogliamo dare forza a tutta la frase in modo che l’interlocutore ci segua senza perdersi, possiamo utilizzare la congiunzione “e“. Vediamo cosa succede. “Abbiamo apprezzato molto il suo lavoro e anche se a budget non vi sono soldi per i premi, sarà mia cura far presente che lei è il primo candidato”. Bene, così abbiamo sottolineato entrambi i concetti, della bravura e del premio, senza che il secondo togliesse di valore al primo.

E con queso vi auguro una buona giornata con pochi “ma” e tanti “e”.

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo



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