Momento difficile? Certo, ma anche ricco di opportunità, basta saperle cogliere. Il coaching è uno strumento formidabile per questo

C’è crisi, e questo lo abbiamo capito tutti. A ricordarcelo, oltre ai clienti che non pagano, alle bollette che aumentano, ci sono tutti i media che di certo non si risparmiano nello spargere a piene mani ansia dal telegiornale del mattino a quello della mezzanotte.

La crisi, ossia un cambiamento repentino e a cui non si era preparati (da crisis greco) è sicuramente disagevole. Fa andare il pensiero verso lidi sconosciuti, fa comparire immagini poco rassicuranti del futuro, anche prossimo, e costringe a mettere mano al nuovo che, quando non è scelto, ma in qualche modo subito, certo è poco rassicurante.

Di sicuro poi per alcuni è ancora più difficile che per altri, a causa delle mille ragioni soggettive, logistiche, culturali, psicologiche, economiche. Per cui, sia chiaro, l’argomento va trattato con tutto rispetto.

La crisi economica ci ha colti impreparati (come si fa ad essere preparati comunque…) come una tempesta non annunciata coglie una barca a vela senza che abbia il tempo di ammainare le vele.

Ok, è andata. Questa è la realtà con cui ci dobbiamo confrontare. Dunque? Dopo aver fatto la conta dei danni, aver ballato qua e là, aver preso un bello spavento e aver mandato un po’ di accidenti in varie direzioni…che si fa? Vengo da una lunga esperienza in diverse aziende e lo “sport” nazionale di buona parte dei dipendenti era lamentarsi davanti alla classica macchinetta del caffè. Poi comincio a lavorare come coach e formatore con molti Studi professionali e alla classica macchinetta del caffè viene sostituito il bar o l’ufficio a turno dell’uno o dell’altro, ma la sostanza non cambia. Leggo sui blog e sui forum interventi e commenti e vedo tanta negatività, tantissimi che procedono con il freno a mano tirato, tanti che percorrono e ripercorrono sempre le stesse strade anche se hanno visto che oggi non li porta più a destinazione; tanti che aspettano che “passi” questo periodo…; tanti che diventano semplicemente più duri, più aggressivi; tanti che si lamentano e accusano l’uno o l’altro per quanto stiamo vivendo, chi il Governo, chi la politica, chi l’Europa, chi la destra chi la sinistra….insomma lo sport nazionale, anche fuori dalle aziende, resta sempre quello: lamentarsi senza far nulla di nuovo per vedere nuovi risultati.

crisis oppSiamo così sicuri che sia tutto negativo? Tutto un problema? Mah, avanzerei qualche dubbio. Pensiamo infatti che forse per la prima volta c’è un vero, radicale e complessivo rinnovamento:

  • di mentalità (se vogliamo)
  • di relazioni (in meglio o in peggio dipende da noi),
  • di modalità di lavoro (abbiamo oggi la tecnologia che ci aiuta, se non la subiamo e basta).

Oggi è possibile:

  • spostarsi meno e raggiungere chiunque in tempo reale in qualunque parte del Globo (le videoconferenze sono uno strumento fantastico, usiamole!);
  • lavorare da casa (pensiamo alle imprenditrici e professioniste mamme per esempio)
  • risparmiare soldi (utilizzando la tecnologia in mille modi, per esempio: niente più posta cartacea, solo email; niente più raccomandate, solo Pec; riunioni in videoconferenza; area riservata del sito per lo scambio di documenti; niente telefono fisso, basta il cellulare; chiamate voip gratuite sul web; archivio digitale, poca carta; processo telematico, poche code in cancelleria, home bancking, niente code in banca e niente commissioni; ebook e epub, meno costosi dei libri cartacei e sempre a portata di mano; quotidiano on line meno costoso; codici on line meno costosi; riviste professionali on line mano costose…e potremmo continuare a lungo)
  • velocizzare i tempi di lavoro
  • rivolgersi ad un pubblico praticamente illimitato (con il web)
  • superare le limitazioni dettate dalla geografia e dalle dimensioni (il piccolo Studio di provincia, se molto attivo e con una buona strategia, può dar fastidio anche ai grandi Studi).

I giovani hanno sicuramente molte difficoltà nell’entrare nel mondo del lavoro, ma molto è legato a cosa vogliono e come. Certo, se si cerca il posto in banca per la vita, forse la ricerca è ardua; se si cerca lo stipendio sicuro, le difficoltà aumentano. Ma se si è carichi di passione, voglia di fare e si ha la capacità di guardare oltre le limitazioni autoimposte, ecco che il mondo appare decisamente grande, ricco di opportunità di ogni tipo. Ci vuole chiarezza, metodo, costanza e determinazione!

Da dove partire, dunque? Da se stessi, sicuramente! Prima bisogna avere le idee chiare di chi siamo oggi, quali risorse abbiamo, quali mete vogliamo raggiungere, per che cosa siamo disposti a fare sacrifici, perché ci distinguiamo da altri competitors, cosa vuole il mercato di ciò che possiamo offrire noi, e avere una strategia, un metodo, un timone forte per mantenere la rotta. Su tutto questo lavora il coaching, partendo da ciò che funziona, dal potenziamento delle risorse, allo sviluppo delle potenzialità inespresse e della motivazione profonda.

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

@MarAlbCat



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