Perché l’abito e il tipo di ufficio “fanno il monaco”

L’abito non fa il monaco è un’espressione che chiunque si occupi di marketing sa perfettamente quanto sia sbagliata.
La ragione è semplice: come i prodotti hanno un packaging, così i professionisti hanno un abito e una location con cui “propongono” i propri servizi.
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A ciascuno il proprio packaging

Il packaging è la confezione, la scatola, l’involucro, e più in generale tutto ciò che contiene e presenta un prodotto, conferendogli un certo stile e immagine.
Quanto conta il packaging nel successo di un prodotto? Beh, potremmo chiederlo ad Apple, per esempio, oppure a Bose, veri fantastici “maniaci” del packaging e dei particolari con cui vengono confezionati i loro prodotti. Per chi è appassionato di questi marchi, il momento dell’apertura dopo un nuovo acquisto è sacro e a ciò viene dedicato con suspance tutta l’attenzione e la trepidazione che si meritano.
O ancora potremmo chiederlo alle principali griffe della moda o dei profumi. La risposta per tutti non potrebbe che essere: conta tantissimo!
Immaginatevi di comprare un iPhone e trovarlo in una scatola di plastica, poco curata, con il materiale messo un po’ alla rinfusa. Oppure di acquistare un portafogli di Luis Vuitton e vedercelo consegnare in un sacchetto di plastica. Lo sanno bene anche le case produttrici di giocattoli. E lo sa bene la Coca-Cola quando cercò di passare alla New Coke nel 1985, facendo flop e dovendo ritornare sui propri passi, per poi farne tesoro e passare a nuove forme di marketing di successo che vediamo oggi. Cos’è che tiene la Coca-Cola da sempre un passo avanti rispetto alla rivale Pepsi-Cola nelle vendite? Non certo la sostanza; sarà forse il marketing?
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E per i professionisti?

Ora molti lettori potrebbero obiettare che non si può paragonare una scatola o una lattina all’abito del professionista, oppure all’arredo del suo studio. Altri potrebbero indignarsi all’idea del semplice paragone di un prodotto con il servizio intellettuale offerto dal professionista.
Lasciamo a ciascuno il diritto di indignarsi e poi non fare nulla di concreto mentre tutto intorno cambia. Pe chi invece ha capito cosa sta accadendo, vediamo quali strategie nuove possono essere adottate per sostenere il proprio servizio professionale e renderlo con un certo stile anche agli occhi dei clienti.
Ripetiamo, come più volte abbiamo sottolineato, che qui non esiste l’aut-aut tra qualità del servizio professionale, piuttosto che pura immagine vuota. Qui si tratta di comprendere come la qualità è la serietà dei contenuti siano indispensabili, ma non più sufficienti. Oggi bisogna saperli “vendere”, con una comunicazione efficace e con uno stile che servano a creare una brand reputation.
Affronteremo nei prossimi giorni le strategie di marketing che possono rendere l’azione dello studio professionale più forte agli occhi dei clienti e dei prospect. Per ora, sappiate che questo farà la differenza nel futuro.
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A presto!
Mario Alberto Catarozzo



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