Pianeta Terra chiama Luna. La difficile comunicazione tra uomo e donna

Avevamo già trattato le difficoltà “biologiche” nella comunicazione uomo-donna e ritorno. Ci eravamo lasciati nei due post dedicati salutandoci con “non è colpa di nessuno” siamo fatti così, è tutta natura. Il cervello femminile è più empatico, più incline all’emozione, più viscerale nelle sue reazioni, quello maschile tendenzialmente le fugge, le emozioni. Meno preparato ad affrontarle, spesso non sa che farne, quindi razionalizza, le evita e se non può cerca una soluzione. Ovvio, tutti i distinguo soggettivi. Lui vuole andare a vivere con Lei, Lei vuole sposarlo. Cosa c’è che li distingue? Il legame. O meglio, la paura del legame. Quella stessa cosa che molte donne vivono come un sentimento, molti uomini la vivono come un vincolo. E così – per dirla con Sarah Jessica Parker di Sex and the City – molti legami naufragano ai tavolini di un bar in un pianto deluso di Lei davanti al fuggi fuggi precipitoso di Lui. Il pianto, già, il più ancestrale strumento elaborato dalla natura per attirare l’attenzione. “Pronto pianeta Terra qui Luna, si piange, c’è qualcosa che non va? Pronto….pronto??? Pianeta Terra hai ricevuto il messaggio?”. In Lui comincia la reazione di disagio: “dai non piangere…mi fai sentire male e…non mi va “. Ma Lui, fino a due secondi prima non si era accorto di nulla. I messaggi scritti a chiare lettere sul volto di Lei erano sfuggiti completamente al radar di Lui. Quindi si vede travolto da una diga che ha aperto le chiuse. A Lei non sarebbe mai successo, Lei ha un radar predisposto a cogliere questi segni, impercettibili, sul volto altrui. Empatia, appunto. Geneticamente avvantaggiata e allenata sin da piccole. Da alcuni esperimenti è risultato che le donne sono capaci di cogliere nel 90% dei casi segnali di tristezza sul volto altrui, mentre gli uomini al massimo si attestano sul 40% dei casi (Erwin R.J., Facial e motion discrimination, 1992). Se Lei incontra un’amica e percepisce dal suo volto che è triste comincia a farle mille domande: Come stai? Cosa è accaduto? Ti va di raccontarmi? Se Lui incontra un amico e riesce a percepire la sua tristezza…parte facendo finta di niente, poi inanella un paio di battute per farlo ridere, poi cominciai a pensare “chi me l’ha fatto fare di uscire con questo che è pure depresso” e alla fine la domanda di rito ci scappa “ma che cazzo hai oggi?”. Gli uomini si chiudono e le donne invece (tendenzialmente) condividono. Gli uomini non sanno bene che farci con un’emozione forte se non sperare che passi presto, le donne ci passano in mezzo come una nave che solca di punta una tempesta, senza evitare neppure un’onda. Non è insensibilità dell’uno rispetto all’altro, è un istinto geneticamente impostato. Che ci volete fare…

Il punto dolente è quando sono Lui e Lei a confrontarsi, due molecole chimiche in cerca di elementi diversi. Ma anche qui la natura ha pensato bene e tutto finisce alla fine a tarallucci e vino. Si sta insieme, si litiga un po’, non ci si capisce quanto basta, si è diversi quanto basta per dirselo. Alla fine siamo tutti d’accordo che se fossimo troppo simili sarebbe una palla incredibile.

Se arrivasse sulla Terra una navicella e ci portasse via, penso che tutti, guardando dall’oblò la Terra mentre si allontana penseremmo che tra tutto è forse proprio questo che ci mancherebbe di più: l’altra dolce metà con cui discutere per poi raccontarci che non ci capiamo e dopo fare la pace.

Bye bye

Ah, dimenticavo una comunicazione per i maschietti: avete presente la vita che fa il Leone? No?! Beh andate ad informarvi e…buona invidia a tutti!

Mario Alberto Catarozzo



0
Connecting
Please wait...
Invia un messaggio

Scrivi qui la tua richiesta, ti risponderemo in giornata.

* Nominativo
* Indirizzo e-mail
* Richiesta
Login now

Serve aiuto? Invia subito un messaggio.

Nominativo
* Indirizzo E-mail
* Richiesta
Invia un messaggio.
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?