Professione legale e un nuovo modello di business in 6 passi

Vi siete mai chiesti quale è stato fino ad oggi il vostro modello di business? Probabilmente no, se svolgete una delle professioni legali. Infatti dal dopoguerra fino al 2008 non esisteva per il professionista un vero modello di business. Intendo con ciò una strategia pianificata, verificata e corretta cammin facendo. Tuttalpiù è esistito un modello relazionale che, attivando il passaparola, fungeva da modello di business. Per oltre mezzo secolo questo modello è rimasto uguale, tramandato da dominus a praticante, di generazione in generazione. Quale fosse l’asse portante di tale modello è noto a tutti: il monopolio delle conoscenze tecniche in mano ad una categoria e la speculare “ignoranza” del cliente.
Se a ciò si aggiunge anche una posizione sociale, con relativa soggezione del cliente, e la difficoltà di conoscere nuovi professionisti a cui potersi affidare, ecco che lo scenario del passato è completo.
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Verso una realtà professionale completamente diversa

Come abbiamo più volte trattato in altri articoli, oggi la situazione appare completamente diversa, con la tecnologia che sta trasformando profondamente il rapporto professionista-cliente, dimezzando i tempi di risposta, con un aumento della competitività tra colleghi, con una riduzione delle fees professionali. Il baricentro della relazione si è spostato a favore del cliente, quasi ribaltando di 180 gradi le reciproche posizioni rispetto al passato.
Il professionista che vuole non semplicemente sopravvivere, ma anche vivere bene della propria professione e provare soddisfazione, non può che velocemente prendere atto della situazione e apportare i necessari cambiamenti.
Quali sono dunque le fasi di un passaggio siffatto?
  1. Conoscere i nuovi scenari
  2. Definire la propria vision
  3. Acquisire gli strumenti necessari a realizzarla
  4. Definire un nuovo modello di business per la propria attività
  5. Metterlo in atto
  6. Apportare i correttivi necessari passo dopo passo
Solo in questo modo potrà garantire a se stesso e alla propria professione un futuro.
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realtà professionale
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Mentiamo a noi stessi nel tentativo di proteggerci dal nuovo

L’arte del “contarcela su”, del raccontarci le cose che meglio ci fanno star bene, è antica. E’ un tentativo messo in atto per proteggersi, peccato che protratta porta invece grossi problemi. Molti pensano che le professioni non siano coinvolte da questo cambio di cultura e di mercato. Che dire, lasciamo a ciascuno le proprie convinzioni; valutino dai fatti se ciò che si para loro dinanzi è ciò che conoscono e sanno affrontare, oppure qualcosa di nuovo che va vissuto come sfida, alla stregua di un esploratore in un nuovo territorio.
Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe arrivato un giorno in cui i colloqui di lavoro non si sarebbero più fatti di persona ma via Skype o addirittura con dei videocurricula? Eppure oggi è così.
Oppure, chi avrebbe mai detto che i manager, fedeli discepoli del titolare, sarebbe stati “affittati”? È ciò che accade oggi con i temporary manager.
O ancora, vi ricordate Blockbuster? La catena mondiale per la distribuzione di video in cassetta e poi dvd? Ebbene non esiste più, fallita. Perché? Perché non ha colto in tempo un cambiamento epocale: oggi i film si noleggiano via internet, o si fanno abbonamenti a librerie con migliaia di titoli.
E cosa sta accadendo con la musica? Avete presente il trend in atto? Con Spotify e con Apple Music, non solo non si comprano più i cd musicali, ma non si comprano neppure più gli mp3. Oggi la musica si noleggia con abbonamenti.
Potremmo continuare con migliaia di esempi e lo faremo in prossimo post di questo blog.
Per buona pace di chi pensa che le professioni non siano mp3, perché richiedono rapporto diretto cliente-professionista, ricordiamoci solo ciò che sta accadendo nel mondo della medicina, dove diagnosi a distanza e strumenti di monitoraggio stanno sempre più soppiantando la relazione diretta. La comodità, la velocità e il risparmio stanno dettando le regole del gioco, che piaccia o meno. Certo, ciò non vuol dire che si debba rinunciare alla qualità. La sfida che abbiamo davanti è proprio questa: mantenere (anzi, migliorare) i livelli di qualità del servizio adattandoci ai cambiamenti in corso. Guardate il medico curante, non ce ne sono quasi più che fanno le impegnative scritte a mano. tutto a computer. Più veloce, leggibile e funzionale. E non è che l’inizio.
 leve motivazionali

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Come costruire un nuovo modello di business per lo studio professionale

Affronteremo i nuovi modelli di business dello studio professionale e del professionista nel Corso in programma a Milano il giorno 11 settembre 2015. Il corso, intensivo di una giornata, è pratico e teorico. Dopo aver fornito una panoramica sui cambiamenti in atto e sul nuovo mercato, affronteremo insieme con esercizi guidati la creazione e di nuovi modelli di business per il professionista, in modo da portarsi via a fine giornata maggior chiarezza, maggior consapevolezza e modelli di business da poter applicare alla propria realtà professionale.
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Per saperne di più e iscriversi ecco la pagina con tutte le informazioni del Corso VAI ALLA PAGINA DEL CORSO
Vi aspetto in aula per creare insieme nuovi modelli per il vostro business, per questo il Corso ha un numero chiuso di 15 partecipanti.
Mario Alberto Catarozzo



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