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Professionisti: su quali qualità puntare?

Quanto conta per un professionista la credibilità?

Prima di aprire bocca bisogna sapere ciò di cui stiamo parlando. Essere preparati, aggiornati, concreti, costituisce le fondamenta della credibilità. Essere credibili vuol dire che chi ci ascolta può fidarsi delle nostre parole, della nostra competenza. L’alternativa è essere vaghi, superficiali, approssimativi, poco credibili appunto.

Quanto conta per un professionista l’affidabilità?

Dopo aver dimostrato di conoscere il fatto nostro, di essere preparati e quindi credibili, il passo successivo per conquistare il nostro pubblico, oppure il nostro team (se siamo un team leader) o i nostri clienti (nella professione), è essere affidabili.

Affidabilità vuol dire mantenere ciò che si promette. Affidabile è colui che mantiene fede alla parola data.

Ed eccoci alla coerenza

Coerente è colui che fa ciò che dice. Coerenza vuol dire mantenere una linea di condotta dove parole e gesti seguono un’unica direzione. L’alternativa è l’incoerenza, dire una cosa e farne un’altra, cambiare di continuo posizione. L’incoerenza è un disvalore pesante nella nostra cultura. Se escludiamo i politici, che sull’incoerenza creano intere carriere, per tutti gli altri cercare di essere coerenti con se stessi è un valore. Chi più, chi meno cerca di essere e apparire coerente. Il prof. Robert Cialdini nei suoi principi di comunicazione persuasiva cita il principio di coerenza come uno dei principi cardine per persuadere le persone. Si tratta di saper creare, in quel caso, i  c.d. presupposti di coerenza.

Ricordiamoci come regola generale che le persone si formano in pochi minuti (a volte secondi) una prima idea dei propri interlocutori e tale idea (impressione) farà da filtro nel rapporto seguente. Se dimostriamo subito di conoscere bene una materia, per esempio, i nostri interlocutori una volta fattisi l’idea che siamo competenti si “rilasseranno” e tutto ciò che diremo da quel momento in poi verrà “filtrato” da tale lente. Stesso discorso per l’affidabilità: se promettiamo e manteniamo, i nostri interlocutori ben presto abbineranno a noi la qualifica di persone affidabili e interagiranno di conseguenza. Infine, una volta “etichettati” come coerenti, tutto ciò che faremo verrà posizionato sotto tale cappello. All’opposto, chi appare poco credibile all’inizio, faticherà a conquistare la credibilità in futuro, così come l’affidabilità e la qualifica di persona coerente. Per questa ragione, per esempio, i politici alla ribalta cercano subito di fare una “buona impressione” dimostrando di mantenere anche piccole promesse e di fare ciò che dicono. Una volta “persa la faccia”, per dirla in altro modo, sarà difficile recuperarla.

Pensate quanto sono importanti questi valori per un professionista agli occhi di un cliente, oppure per un leader agli occhi del suo team.

Senza andare lontano, pensate a vostri colleghi con cui vi relazionate che sono inaffidabili in ciò che promettono, oppure che sono poco credibili nei contenuti, o ancora poco coerenti tra ciò che dicono e quanto mettono in pratica.

Se, come dice il grande Seth Godin, il vero investimento oggi è nell’essere diversi dagli altri competitors, direi che chi punta su questi tre valori, comincerà a distinguersi già da una buona fetta di competitors, ponendo inoltre le migliori basi per solidi rapporti con clienti e collaboratori.

Il miglior lavoro comincia sempre da noi. Per poter essere credibili, affidabili e coerenti agli occhi degli altri, è necessario prima esserlo ai propri occhi, con se stessi.

Solo migliorando se stessi si può migliorare ciò che abbiamo intorno.

Buon lavoro!

Mario Alberto Catarozzo



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