pubblicità studi professionali

Pubblicità per gli Studi professionali: quali strumenti si possono utilizzare?

Entriamo oggi nell’ultima puntata della Guida pratica al marketing per lo Studio professionale dedicata al mondo della pubblicità.

A differenza di quanto abbiamo visto in precedenza, dove il filo conduttore per aumentare la visibilità sono stati i contenuti, con la pubblicità si toccano tutte quelle soluzioni e strumenti che prescindono dai contenuti (giuridici e simili), per affidarsi ad altre leve di persuasione e visibilità.

Attenzione alle limitazioni imposte dal Codice Deontologico

Prima di vedere quali possano essere gli strumenti pubblicitari interessanti per uno Studio professionale, è utile ricordare che qui entra in gioco il Codice deontologico di ciascuna categoria professionale, che fissa dei paletti alla pubblicità. Onore, decoro, trasparenza, veridicità sono gli elementi comuni a tutte le professioni; ciascun Codice deontologico poi specifica ciò che si può e ciò che non si può fare, spesso non in modo chiarissimo da decifrare.

In linea di principio, ricordiamo che la normativa europea (Direttiva Bolkestein) e quella italiana (Decreto Bersani) dal 2006 prevedono la pubblicità come forma promozionale anche per le libere professioni, rimandando ai rispettivi Codici deontologici la specificazione di modalità e limiti. In sostanza, fare promozione della propria attività si può, ma con limitazioni da rispettare. Come saprete, ciascun Ordine professionale ha all’interno una Commissione disciplinare dedicata a valutare eventuali comportamenti ritenuti scorretti o lesivi dell’immagine della professione dai relativi iscritti. Da qui sono nate prassi interpretative locali, con ordini più lungimiranti e permissivi e ordini più restrittivi e rigidi.

Attenzione anche all’opportunità delle scelte

Ultima annotazione che ci sentiamo di fare è quella relativa all’opportunità per uno Studio professionale di fare pubblicità in senso stretto. Quindi, una volta stabiliti i limiti entro cui potersi muovere, ci chiediamo se sia opportuno ed effettivamente utile per uno Studio professionale farsi pubblicità con strumenti tipici di questo settore. La mia posizione è quella più volte espressa in passato, e cioè che uno studio professionale, per il tipo di attività intellettuale che svolge, non tragga vantaggio rilevante da forme pubblicitarie pure, anzi in molti casi agisce l’effetto boomerang sulla reputazione e immagine dello Studio. Chiedetevi sempre se i vostri potenziali clienti (prospect) potrebbero essere bene o male impressionati dalla vostra pubblicità e soprattutto se essa possa rappresentare una leva decisionale. Ricordiamoci inoltre che singole operazioni one shot, a meno che non siano mirate su un evento particolare, non portano quasi mi ritorni consistenti; il più delle volte scivolano via senza lasciare nulla come una secchiata d’acqua su un terreno. Molto meglio, invece, procedere con un piano di marketing, con un progetto strutturato e nel medio-lungo periodo, con azioni mirate, piccole, coerenti, costanti.

Quali forme pubblicitarie utilizzare per lo Studio?

Bene, vediamo in ogni caso quali possibilità si aprono per uno studio professionale, tralasciando tutte quelle forme pubblicitarie che per loro natura non vanno bene per un professionista, oppure sarebbero sicuramente vietate deontologicamente. Muoviamoci su quelle papabili, lasciando caso per caso a voi la valutazione della legittimità deontologica e dell’opportunità. Per alcune, inoltre, fate attenzione al rispetto della normativa sulla Privacy.

Come sempre, poniamoci davanti al bivio: mondo web (digitale), realtà tradizionale (analogica).

La pubblicità su Internet

Nel web vi sono per lo Studio professionale le seguenti forme pubblicitarie:

  1. PPC (pay per click): è la forma di pubblicità più utilizzata sui motori di ricerca – Google propone AdWords – attraverso cui si stabilisce un budget e un costo per ciascun click che l’utente finale farà sul banner dedicato allo studio. In tal modo viene pagato solo ciò che effettivamente viene utilizzato dall’utente, cioè i click sul motore di ricerca per visualizzare il sito dello studio.
  2. Directory: sono elenchi di mini siti, oppure di schede informative relative ai profili professionali o degli studi. Attraverso un motore di ricerca interno l’utente può effettuare ricerche mirate attraverso filtri di ricerca quali la località, la dimensione, la materia.
  3. Email marketing: campagne pubblicitarie condotte mediante l’invio di email ad un gruppo di destinatari (mailing list) coerenti con il target prescelto.
  4. Comunicati stampa: comunicati affidati solitamente a media relator, attraverso cui si rende noto al pubblico un deal, un’operazione, a cui ha partecipato lo Studio. Questi comunicati vengono postati su siti specializzati e su riviste on line e magazine di settore, a volta anche in formato cartaceo oltre che elettronico.
  5. Banner: letteralmente insegna, sono degli spazi dedicati alla promozione dello Studio, solitamente utilizzati all’interno dei social network come Linkedin e Facebook. Sulla legittimità deontologica si aprono dubbi, per cui va verificato prima con il proprio Ordine professionale.
  6. SEO (Search Engine Optimization): già trattata nelle precedenti puntate, può essere annoverata come una forma di promozione “spinta”, quindi di pubblicità.
  7. Google My Business: è il programma di Google (che comprende Google Places) che permette tra l’altro di inserire sulla mappa di Google (Google Maps) il proprio studio professionale, in modo che l’utente che farà la ricerca, non solo troverà nella SERP di Google il link allo Studio, ma anche una scheda di presentazione corredata della mappa di geolocalizzazione dello Studio.
  8. Social media marketing: diverse forme pubblicitarie sono previste sui social network e social media; anche qui va valutata opportunità e legittimità.
  9. App: applicazione, sono questi veri e propri software installabili sui device mobili dagli utenti, attraverso cui rimanere costantemente aggiornati sulle novità dello Studio. Sulla grande efficacia di questi strumenti e sul fatto che rappresenteranno il futuro ne abbiamo già ampiamente trattato in questa guida.

La pubblicità “tradizionale”

Per quanto riguarda le forme di pubblicità del mondo “reale” o analogico, si aprono invece per lo Studio queste possibilità, oltre alle forme promozionali che abbiamo già trattato:

  1. Comunicati stampa.
  2. Pagine pubblicitarie su magazine e quotidiani.
  3. Cartelloni pubblicitari destinati a grandi aree (aeroporti, stazioni, centri commerciali).
  4. Publiredazionali: sono una forma di pubblicità in cui si paga per avere a disposizione su una rivista o magazine uno spazio da dedicare ad un proprio articolo o ad una intervista. Perché sia legale è necessario che sia indicato che si tratti di pubblicità, in modo da non trarre in inganno il lettore facendogli credere che sia una reale intervista o articolo della rivista o magazine.
  5. Sponsorizzazioni di eventi e manifestazioni.

Con questa puntata abbiamo concluso la nostra Guida pratica al marketing per lo Studio professionale. Spero sia stata utile e di interesse. Per qualunque approfondimento o informazione potete contattarmi via email coach@mariocatarozzo.it, oppure seguirmi sul mio blog attraverso l’App scaricabile gratuitamente (SPT) dagli Store on line (trovae qui sotto il link diretto).

Spero di vedervi ad un mio corso sul marketing e la comunicazione per lo Studio professionale e tra pochi giorni pubblicherò l’ebook gratuito dedicato a questo argomento, che raccoglie oltre alle puntate appena pubblicate, tutti gli scritti nel blog dedicati al marketing. Scaricatela!

Buon lavoro a tutti!

Mario Alberto Catarozzo

Scarica la mia App per IOS (Apple)

Scarica la mia App per Android



0
Connecting
Please wait...
Invia un messaggio

Scrivi qui la tua richiesta, ti risponderemo in giornata.

* Nominativo
* Indirizzo e-mail
* Richiesta
Login now

Serve aiuto? Invia subito un messaggio.

Nominativo
* Indirizzo E-mail
* Richiesta
Invia un messaggio.
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?