(Puntata n. 8) Business development in Studio: fate scelte oculate

Dopo aver lavorato sulla consapevolezza e sulla raccolta dei dati (business intelligence) che ci metteranno in condizione di fare scelte oculate, è arrivato il momento di agire. Agire con oculatezza, si intende. Per fare ciò è necessario avere delle mete, abbiamo visto, perché ogni scelta non è giusta o sbagliata in assoluto, ma in relazione all’obiettivo che ci siamo posti. Le scelte sono parti della strategia, ecco l’importanza di avere obiettivi e relative strategie per realizzarli, altrimenti procederemo random, a naso, disperdendo tempo, energie e spesso trovandoci lontano da dove avremmo desiderato giungere.

Le scelte sono fatte di azioni concrete e hanno sempre, tutte, una caratteristica: se scelgo una cosa rinuncio ad un’altra. Nel momento in cui decido di partecipare ad un convegno perché avrò la possibilità di conoscere nuovi potenziali clienti, rinuncio a stare in studio a portare avanti il lavoro; nel momento in cui decido che è più opportuno concludere un atto piuttosto che partecipare ad un corso di formazione, sto rinunciando ad una cosa per farne un’altra, e così via. Ovvio, diranno molti. Sì, ovvio, ma spesso l’esperienza con centinaia di professionisti in questi anni mi insegna che la maggior parte delle scelte non vengono fatte con reale ponderazione dei pro e contro, bensì per abitudine, paura, pigrizia. Quindi una vera valutazione dei pro e contro in ogni scelta non viene sempre fatta, anzi.

Abbiamo inoltre sottolineato come le scelte siano fatte di azioni concrete, fatti. Finchè viviamo di buoni propositi (“dovrei”, “mi piacerebbe”, se potessi”, “se solo”, “sarebbe bello”, “avrei dovuto” ecc.) non accadrà nulla. Per poter avere risultati nuovi – ci dice lo stesso Einstein (La vera follia nell’uomo è pensare di avere risultati nuovi facendo sempre le stesse cose) – dobbiamo fare cose nuove. Passate dunque dal condizionale all’indicativo presente. Pensate giorno per giorno a piccoli obiettivi – baby step – e agite per realizzarli, poi verificate se avete ottenuto ciò che vi siete proposti e continuate, altrimenti apportate modifiche.

Procedete, infine, un passo alla volta con azioni concrete. Molti entrano in stallo perché mettono troppa carne al fuoco, perché hanno propositi troppo grandi e fare salti eccessivi spaventa chiunque, quindi si bloccano o non sanno come agire. Niente salti, strappi, cambiamenti radicali. I cambiamenti si introducono un po’ alla volta, insegna il coaching, ma con metodo. Questo è ciò che accade in un percorso di coaching, appunto.

Passo dopo passo riuscirete a modificare sostanzialmente la vostra organizzazione di studio, i vostri ritmi, le abitudini lavorative, le relazioni con clienti e collaboratori e infine, ma non perché meno importante, il vostro business. Ricordiamoci che efficacia ed efficienza sono due concetti diversi. Provate a pensare a quanto tempo durante la singola giornata disperdete tra email inutili che potrebbero essere sostituite da telefonate, azioni ripetute, che potrebbero essere razionalizzate, attività di dettaglio, che potrebbero essere delegate, e così via. E tutto ha un prezzo, quindi quel tempo sprecato è tempo che avete sottratto ad un po’ di relax salutare, a pensare a nuovi business, a incontrare nuovi potenziali clienti ecc.

Vediamo qualche domanda che potrà aiutavi:

–       Come utilizzo oggi lo strumento email?

–       Mi fermo durante la giornata più di una volta a fare il punto della situazione?

–       Mi pongo domande per capire come posso fare diversamente attività quotidiane?

–       Conosco la redditività dei miei clienti (rapporto ore lavorate/guadagno)?

–       Sto facendo il tipo di lavoro che mi piace?

–       Potrei introdurre dei piccoli cambiamenti concreti? Quali?

–       Mi fermo periodicamente a progettare, pianificare e verificare?

Buon lavoro!

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

@MarAlbCat

 

Leggi anche:

(Puntata 1): Comunicare con i clienti e business development: la reputazione del professionista 2.0

(Puntata 2): Comunicare con i clienti e business development: generalisti o specialisti?

(Puntata 3): Comunicare con i clienti e business development: gli strumenti della comunicazione

(Puntata 4): Comunicare con i clienti e business development: la business intelligence

(Puntata 5): Comunicare con i clienti e business development: il professionista che crea valore

(Puntata 6): Comunicare con i clienti e business development: mettete prima di tutto ordine tra le vostre carte

(Puntata 7): Comunicare con i clienti e business development: mettete ordine con i vostri clienti



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