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Quali sono gli ingredienti dei grandi uomini?

giovanni-falcone-paolo-borsellinoAgosto 1985: due grandi uomini, due grandi giudici, Falcone e Borsellino, scrivono un capitolo della storia italiana. Venticinque giorni passati su una delle isole più belle e più terribili al tempo stesso, l’Asinara. All’epoca il carcere era ancora attivo e l’isola era tutta loro, dei detenuti che la sera rientravano in cella, degli animali che allevavano per compagnia e per utilità.

L’inserto domenicale di La Repubblica di oggi è dedicato a quell’agosto, da cui verrà tratto il film “Abbate Giovanni+706”, dal nome del fascicolo istruttorio monumentale del maxi processo.

Due vite e due destini uniti

Due vite, professionali e umane si incontrano, intrecciano, alimentano. Due famiglie condividono. Dopo trent’anni dalla loro scomparsa, avvenuta sette anni dopo, siamo ancora tutti lì. Io, come molti, all’epoca era un ragazzino che guardava ammirato e sgomento al tempo stesso.

Ricordo in particolare uno striscione durante le tante mobilitazioni popolari di una Sicilia ferita, come tutta l’Italia, dalla loro scomparsa che recitava: Le vostre idee continueranno a camminare sulle nostre gambe. Brividi!

Come gli uomini diventano speciali

Quali sono gli ingredienti che rendono esseri umani persone speciali che fanno cose speciali, tracciando nuove strade e divenendo di ispirazione per migliaia di persone? La passione, determinazione, dedizione, intelligenza, coerenza, valori.

Abbiamo più volte raccontato in questo Blog di grandi personaggi della Storia, da Gandhi a Papa Francesco, da Leonardo da Vinci ad Albert Einstein, da Steve Jobs a Enzo Ferrari, da Nelson Mandela a Winston Churchill. Cambiandone i contenuti, vedrete che gli ingredienti del loro successo, del loro essere speciali, non cambiano.

Quanto conta, dunque, avere chiari il proprio sistema di valori? Quanto conta essere “ecologici” nel comportamento, agendo in coerenza con tale sistema? Quanto è importante riconoscere lo scopo della propria esistenza e attivarsi per realizzarlo?

Trovare lo scopo della propria vita

Per citare Richard Bandler, è veramente singolare come molte persone dedichino più attenzione e tempo a programmare le proprie vacanze, che la propria vita. Trovare la stella polare, lo scopo del nostro agire quotidiano quanta energia può donare? Come potrebbe cambiare la nostra vita se ogni volta che al mattino infiliamo le scarpe per uscire di casa sapessimo profondamente dentro di noi perché lo stiamo facendo – perché = a pro di che – cosa stiamo costruendo, a quale fine.

Il senso, è questo di cui abbiamo bisogno, sia nell’etimo di direzione che di significato.

Quale sarà la chiave di volta?

Quante volte abbiamo parlato in questo Blog della crisi che preoccupa così tanto, del cambiamento repentino che crea difficoltà, del futuro a tratti così incerto. Dove sarà la chiave di volta di questo scenario? Dentro o fuori di noi?

Abbiamo già tutti toccato con mano che finché cercheremo fuori le certezze, le rassicurazioni, la chiarezza…non la troveremo, anzi. È proprio quando fuori tutto fa rumore, cambia e sembra un gran caos, che la stella polare è da cercare dentro. Belle parole, molti penseranno. Forse. Ma l’alternativa quale è? Come si fa a piantare un palo a cui aggrapparsi nell’acqua?

Là fuori, non c’è nulla, se non c’è qua dentro. Siamo noi a colorare di significato le cose, ma se non sappiamo quale significato abbiano per noi, non possiamo certo pretendere che siano esse a darcelo. Il processo è inverso: non è ciò che facciamo a darci significato, ma è la direzione che seguiamo a dare significato a ciò che faremo.

Forti come un tornado

Ci vuole un po’, certo, ma una volta raggiunta questa consapevolezza, le sirene smettono di suonare, il caos gira intorno ad un centro potente e silenzioso della nostra anima. Come un ciclone o un tornado, il centro (l’occhio) è la parte più silenziosa, potente, mentre intorno un’energia devastante si sprigiona. Abbiamo così finalmente un luogo di tranquillità dove trovarci ogni giorno, dove fare il punto della navigazione, dove curare qualche ferita della giornata, e dove ricominciare con grinta il giorno dopo.

Che dite, varrà anche per il libero professionista? Possiamo arrovellarci per giorni sulla questione POS sì oppure no. Possiamo discutere giornate intere sull’accorpamento dei Tribunali. Possiamo lamentarci delle riforme non fatte, di quelle fatte male e di quelle che non andavano fatte. E tutte le discussioni sarebbero legittime. Facciamole, certo. Ma alla fine sarà lì la nostra personale soluzione verso un reale miglioramento delle condizioni della nostra vita professionale e personale?

A ciascuno la risposta che meglio lo aggrada.

Buon lavoro a tutti!

Mario Alberto Catarozzo

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