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Sono stressato, mi prenderò un caffè

È mattina, dopo una notte agitata mi sento poco lucido ma ho mille cosa da fare in ufficio, mi serve un caffè per carburare. Tarda mattinata, fatta l’udienza, incontrato il cliente, ora vado in banca, ma prima mi serve un caffè per riprendermi. Ho mangiato troppo a pranzo, mi sento pesante e mi viene l’abbiocco, per fortuna che esiste il caffè che mi tiene sveglio. Caspita è tardissimo e devo ancora preparare le carte per domani, farò notte fonda anche oggi, vabbeh mi berrò un altro caffè.

Vi ricorda qualcosa? Vi riconoscete in queste situazioni? Ma il caffè, bevanda sicuramente preziosa e gradevole alla fine fa bene o fa male?

Come tutte le cose la risposta generica vale quel che vale, perché ciascuno ha proprie caratteristiche, tuttavia, per rimanere sul generico, gli studi dicono che la caffeina in dosi moderate non fa male ed ha anzi effetti benefici su diversi aspetti. Ovvio che laddove se ne abusi può diventare persino pericolosa per la salute. A noi qui interessa capire la possibile interazione tra la caffeina e lo stress.  

Il caffè, così come altre sostanze contiene una sostanza psicoattiva chiamata caffeina. Ma anche il the, la Coca Cola, il cacao contengono caffeina. Mentre una tazza di caffè espresso ne sono contenuti circa 80 mg, una di tè ne contiene in media 60. Cosa significa che la caffeina è una sostanza “psicoattiva”? La caffeina è una sostanza psicoattiva perché produce effetti direttamente sul sistema nervoso centrale dell’individuo. A livello metabolico l’assorbimento della caffeina avviene nello stomaco e viene metabolizzata dal fegato dove viene convertita. Ha il suo picco di efficacia circa 45 minuti dopo l’assunzione. Quindi quell’effetto immediato di “spinta” del caffè è più psicologico che biologico. Come dire, già mi fa stare meglio perché associo un certo benessere al caffè e ho memoria dei suoi effetti.

Ma vediamo come agisce a livello biochimico la caffeina sul nostro organismo. La caffeina stimola la produzione di due ormoni, l’adrenalina e la noradrenalina, che stimolano il sistema nervoso simpatico provocando l’aumento del battito cardiaco, della pressione sanguigna e dell’afflusso di sangue ai muscoli, con conseguente aumento di ossigeno a questi e al cervello.

Fa bene o fa male, quindi? Dipende, come abbiamo detto, dalla quantità e dallo stile di vita di ciascuno. In specifico, in relazione allo stress il caffè ha un effetto negativo, perché aumenta il livello degli ormoni dello stress (adrenalina, noradrenalina e cortisolo), aumentando, quindi, il livello di stress (o meglio impedendo all’organismo di farvi fronte in modo efficace).

Va considerato, infine, che la caffeina contenuta nel caffè aumenta l’attenzione, ecco perché ci fa sentire più attivi e ricettivi sul lavoro. Ma nell’aumentare la concentrazione aumenta anche la tensione e quindi lo stato di stress.

Pensate che l’esercito americano fornisce alle sentinelle notturne gomme da masticare a base di caffeina. Rilasciano infatti circa 200 mg di caffeina ciascuna per mantene i soldati svegli e attenti nel turno di notte.

E con questo vado a prendere un buon caffè.

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

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