Studi professionali: innovazione al femminile per battere la crisi

Qual è la miglior strategia per battere la crisi? Ottimizzare i costi, ottimizzare le risorse, ridurre gli sprechi di tempo, migliorare l’organizzazione di Studio? Tutto vero, queste sono azioni necessarie. Ma anche per gli Studi professionali, come per le aziende, vale la regola per cui solo tagli e procedere solo sulle difensive alla lunga non paga di certo. Un ragionamento simile a ciò che è avvenuto per il nostro Paese, una politica di sola spending review porta alla recessione economica. Cosa va aggiunto dunque? Gli investimenti, in termini non solo strettamente economici, ma anche di idee nuove, boccata d’ossigeno di ogni processo innovativo. Investimenti in termini di scelte innovative organizzative, motivazionali, di vision. Per andare da qualche parte bisogna ad un certo punto capire dove si vuole andare, come e perché proprio in quella direzione e pianificare i passi da compiere. Una strategia, in buona sostanza. Come diceva Seneca, non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. Quindi il primo passo è investire su se stessi. Per essere innovatori bisogna prima essere innovativi. Per comunicare qualcosa bisogna prima aver qualcosa da comunicare.

Come spesso capita la verve femminile ci mette quel guizzo in più, quella determinazione e quella capacità multitasking di procedere senza perdere pezzi ma coordinando magicamente tutto. Non a caso la leadership al femminile è una tematica molto attuale e non a caso le donne si stanno pian piano (faticosamente) guadagnando un posto sempre più centrale nella professione.

Una storia al femminile è quella di cui parliamo oggi. Due donne si incontrano e si piacciono (professionalmente parlando). Incrociano le loro storie: mamme, mogli, professioniste, amiche. Tanti ruoli da tenere in equilibrio perché nessuno resti senza. E fin qui il racconto potrebbe accomunarle a tante altre donne impegnate su più fronti per conquistare il meritato riposo ogni sera. Loro vanno avanti, però. Dopo aver incrociato il passato pensano come incrociare il futuro. A differenza dell’approccio maschile (non me ne voglia nessuno se generalizzo con un comun denominatore) partono non dal business (i tuoi clienti, i miei clienti, il fatturato ecc.), come avrebbero tendenzialmente fatto gli uomini, ma l’empatia le guida nei loro passi e si incontrano sui valori dell’una e dell’altra. I valori, i driver delle nostre azioni quotidiane, il perché facciamo le cose, a pro di che. C’è sintonia. Le basi ci sono. Si passa poi allo stile professionale, alle competenze e quindi alla vision di business. Si può fare, anzi, si deve fare.

È così che prende avvio una partnership professionale tra un consulente del lavoro e un commercialista. Ci si organizza, si pianifica, si progetta. Solo dopo, con la meta chiara, si parte per il viaggio puntando all’orizzonte con la consapevolezza che dal buon lavoro deriva sempre un futuro migliore. Da coach, non posso che essere felice. Si progetta, prima di agire. Fantastico!

Ma l’organizzazione di uno Studio professionale è fatta di persone, più che di mezzi. Sono loro il valore aggiunto. Sono loro che definiranno le sorti del progetto professionale, che determineranno gli standard di qualità dei servizi, che ascolteranno i problemi dei clienti, ne interpreteranno i bisogni e li tradurranno in soluzioni. Così, il team si arricchisce ad uno ad uno di Monica, Antonella, Micaela. Uno staff di tutte donne, perché il loro Studio e il loro progetto al femminile piace e funziona.

Il business ok, ma prima si lavora sul team. L’empatia torna a guidare i loro passi. Prima di guardare fuori, si guarda dentro, in Studio. Per poter offrire servizi di qualità, di poter essere realmente di supporto al business dei clienti, bisogna rinforzare se stessi. E così fanno.

Il team è pronto, i valori sono chiari e condivisi, lo stile è un must per tutti, il senso di appartenenza fa sì che ciascuno, nessuno escluso, si renda disponibile in ogni momento, l’orgoglio di costruire insieme un progetto dove l’apporto di ciascuno è fondamentale fa da collante. “Così è bello lavorare – mi dicono – perché è una famiglia professionale e al mattino mi alzo volentieri per venire in Studio”. Wow, eccolo qui il team.

Ieri dopo i primi otto mesi di percorso insieme è arrivato il momento dell’inaugurazione.

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La serata di luglio è di quelle calde e al tramonto nella splendida cornice di Piazza Grande a Modena la soddisfazione di avercela fatta a realizzare un bel progetto professionale, proprio in questo periodo non semplicissimo per nessuno, aumenta la soddisfazione che sale come le bollicine dei brindisi.

Come una nave al varo, lo Studio Maiani Scaglioni di commercialisti e consulenti del lavoro prende il largo verso un futuro migliore, per tutti noi, per loro e per chi condividerà con loro questo spirito.

Buon lavoro!

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo

 @MarAlbCat

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