Studi professionali: una marcia in più con il coaching

Il coach è un facilitatore del cambiamento. Un alleato con cui fare chiarezza, pianificare e attuare. Ben presto tra coach e professionista si instaura una partnership, un vero e proprio apporto di fiducia potenziante e funzionale al percorso intrapreso.

Il coach affianca gli studi professionali nei processi di cambiamento, di sviluppo e di rinnovamento velocizzandoli e fornendo strumenti e competenze nuove per il mondo professionale.

Più volte abbiamo avuto modo di parlare di questa “nuova” figura che negli ultimi tempi si vede sempre più spesso al fianco dell’avvocato, del commercialista o dei team di studio. Oltreoceano l’ausilio di un coach, anche nel settore legale, è largamente diffuso. Da noi fino ad oggi, salvo poche eccezioni in realtà metropolitane e in contesti organizzativi professionali ad impronta aziendale, non si era ancora diffuso in quanto poco conosciuto e soprattutto poco conosciuti i suoi benefici.

Negli ultimi tempi, tuttavia, complice il passaggio epocale delle professioni, un mercato economico in forte mutamento e non da ultimo la necessità di interpretare con spirito nuovo e proattivo la crisi economica, il ricorso a questa nuova risorsa è in aumento anche nel settore degli studi professionali. E la cosa più interessante è vedere la velocità con cui, una volta superato l’impasse iniziale e toccati con mano i primi sorprendenti benefici, il legame fiduciario tra professionista e coach diventa un asset del nuovo cambiamento. Questo è quanto vedo quotidianamente nella mia attività con studi e professionisti.

Così, passaggi generazionali in studio, spin-off di studi più grandi, sviluppo di contesti professionali inizialmente in condivisioni di spese e ad un certo punto mutati in associazioni professionali o società tra professionisti, sono tutte ottime occasioni per conoscere i benefici di un percorso di coaching e attuare cambiamenti di mentalità e quindi organizzativi e gestionali.

È questa l’occasione per acquisire nuove competenze, in tema di comunicazione, gestione dei conflitti, problem solving.

Il coaching lavora sul futuro del progetto professionale, sugli obiettivi, sui risultati, sulle risorse attuali e su quelle necessarie da acquisire. Lavora sulle potenzialità e sullo sviluppo dell’individuo come del team di studio.

La mentalità che si acquisisce grazie ad un percorso di coaching è un patrimonio prezioso, spendibile in ogni contesto: nelle relazioni con i clienti, con i colleghi, con i collaboratori, con se stessi.  

Uno dei problemi che vive oggi il professionista è proprio a livello dell’identità professionale, quella professione che ha mutato pelle in così poco tempo. Molte regole e soluzioni di un tempo non solo non sono più funzionali al nuovo contesto; addirittura a volte ne rallentano lo sviluppo. Come relazionarsi in modo efficace con il cliente, come fidelizzarlo, come gestire il proprio tempo e lo stress, come gestire i collaboratori di studio con carisma e leadership, come comunicare con le nuove tecnologie la propria professionalità, ecco solo alcune delle domande a cui oggi il professionista è chiamato a rispondere con prontezza ed efficacia per non perdere competitività e terreno.

Per questa ragione la mia attività di coach abbraccia spesso tematiche e aspetti che inizialmente possono sembrare ovvie, scontate al professionista. Nulla di più sbagliato. Dopo alcune domande e qualche riflessione ecco che quelle situazioni si mostrano in tutta la loro portata: enormi gap per lo studio, momenti di dispersione di tempo ed energie, fonti di stress.

La capacità di svolgere riunioni efficaci in studio, di delegare in modo corretto, di gestire il feedback i collaboratori, di creare team di lavoro su progetti, di generare clima di studio funzionale alle attività, di comunicare all’interno dello studio come all’esterno, di sfruttare risorse sopite e potenzialità latenti di collaboratori.

Il coaching per gli studi professionali è davvero una fonte importante di benessere e di miglioramento delle performance dello studio e della sua immagine. Chi lo ha provato e ha avuto modo di toccarne i benefici sa di cosa sto parlando.

Insomma, una piccola rivoluzione copernicana nel modo di pensare del professionista e nel modo di organizzare la propria attività, dalla gestione del tempo e dello stress, alla gestione dei collaboratori.

Non solo competenze tecnico-giuridiche oggi fanno grande uno studio e un professionista, ma anche competenze manageriali, relazionali e comunicative.

Insomma, una marcia in più per lo studio professionale!

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo



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