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Uomini, donne e il sesso

 

Immaginate una torta. Bene, ora rewind e torniamo al momento in cui tutti gli ingredienti sono pronti sul tavolo da lavoro: farina, latte, uova, burro, zucchero eccetera eccetera. Fatto cento la torta, il suo risultato finale dipenderà non solo dagli ingredienti usati, ma anche dalla quantità di ciascun ingrediente, dalle dosi, appunto. Con gli stessi ingredienti, miscelati in modo diverso, posso ottenere risutati molto diversi. Potrei passare dalla torta paradiso alla pasta frolla solo per le combinazioni diverse di pesi e misure.

Ecco, il peso che il sesso riveste nella vita di uomini e donne è un po’ come la torta paradiso per le donne e la pasta frolla per gli uomini. Gli ingredienti tutto sommato sono gli stessi, più o meno, ma decisamente diverso è il dosaggio e il risultato finale. Ecco dunque l’uomo sempre pronto a togliersi i pantaloni e la donna solo in certi momenti e a certe condizioni. Ecco l’adolescente brufoloso monocorde più vicino ad un cane da tartufo che ad un cucciolo di uomo e la adolescente emotiva che si chiude in camera con le amiche a parlare per ore (anche) di sogni più o meno fiabeschi. Perché tutto ciò? Beh come sempre cause multiple: biologiche, psicologiche e culturali. Soffermandosi sulle prime e quindi compiendo il nostro viaggio all’interno della cabina di pilotaggio che, come direbbe Totò, abbiamo sopra al collo, ecco che scopriamo che tra le altre differenze esistenti tra cervello maschile e femminile c’è lo spazio dedicato alla elaborazione degli istinti sessuali. I centri cerebrali dedicati al sesso sono molto più strutturati e dimensionalmente grandi nel cervello maschile rispetto a quello femminile. Ci sta dunque la “fissazione” che gli uomini hanno sul sesso rispetto alle donne. E’ come avere l’hard disk del computer in cui una buona fetta è dedicata all’elaborazione di determinate funzionalità, ovvio che su quello il sistema sarà alla fine più performante. Gli uomini hanno in mente il sesso ben più delle donne perché hanno uno spazio cerebrale dedicato decisamente maggiore per elaborare fantasie legate al sesso (Brizendine). Insomma, anche qui non è “colpa” nostra, care compagne di viaggio, è la natura che ha voluto così :-).

Le donne, come abbiamo visto in un post precedente, hanno invece una maggior dedizione e capacità di elaborazione delle emozioni. Studi americani ci dicono che circa l’85% degli uomini di età compresa tra i 20 e i 30 anni pensa a fare sesso ogni 52 secondi, quando le donne vi rivolgono un pensiero in media una sola volta nell’arco delle ventiquattro ore (Brancoft, Laumann, Lunde). Quindi, posta questa discrepanza, sorge il problema di imparare a comunicare tra una torta paradiso e una pasta frolla. E qui, già in età adolescenziale, comincia la carriera filodrammatica degli uomini che per raggiungere lo scopo che il testosterone ha deciso per loro (che fatica!) comincia ad elaborare tutte le strategie utili, dal fingersi amico, innocuo, al macho virile. Poesie, rose, regali…e tutto per un unico solo scopo! Per l’uomo non c’è differenza di giorni e di periodi, ogni qual volta nel suo campo visivo compare una donna scatta, come un cecchino appostato, l’input. Per la donna, invece, i giorni e i periodi contano eccome, legati al ciclo mensile del testosterone che inducono a cercare il piacere sessuale in alcuni periodi e non in altri. L’uomo, anche in questo, è molto più semplice: va sempre bene, ogni momento è quello giusto, come dice una famosa pubblicità!

Insomma, vanno bene le coccole, grattini e affini sul divano la sera come se fossimo dei gattoni, poi però l’istinto felino maschile scatta fuori, non c’è niente da fare. E allora non c’è da prendersela care compagne, si tratta di capire che siamo stati programmati così da madre natura. Se avete un gatto in casa lo sapete bene come va: sta lì a farsi fare le coccole sornione, finché non vede qualcosa muoversi come un topo (per l’uomo è al femminile) e scatta come un missile Tomahawk verso l’obiettivo. Certo, sento le lettrici con compagni ultraquarantenni che sospirano pensando, magari! Il mio è un criceto che al massimo fa un paio di giri nella ruota e torna a dormire. Beh, l’età fa il suo, e anche gli istinti più radicati col tempo si sbiadiscono un po’. E’ come una macchina fredda che al mattino fa fatica a partire, oltre a qualche parolina dolce ci vuole anche una spinta! Anche qui, su via, un po’ di comprensione!

Tornando sul nostro divano la sera, è bellissimo vedere ai raggi x cosa succede nella mente dei due protagonisti. Lui cerca l’approccio, lei sta bene così e non gli passa neanche per la testa. O caspita, spogliarsi adesso? Togliermi felpona e antiscivolo? Non ci penso neppure! Allora nella testa di lui il pesniero che fa capolino è “stronza”, di solito precede ogni altra considerazione più elaborata.

Spostiamoci ora nel cervello di lei. Nel bel mezzo di un film, o peggio ancora di Ballarò, lei comincia a parlare e a raccontare, vuole condividere, vuole essere ascoltata, vuole un segno di vita dal pianeta uomo lì accanto. Lui abbozza i primi minuti, si sgranchisce la gola con un paio di colpetti di tosse nella speranza basti così, poi comincia a cambiare posizione sul divano e infine è costretto ad intervenire: o alza la voce della tv o abbassa quella della compagna. In entrambi i casi non la guarda mai, sperando che il disturbo cessi quanto prima se non alimentato. Nella testa di lei, allora, monta il disagio per non essere ascoltata (e guardata!) che si trasforma lentamente in rabbia, che si scioglierà nei giorni successivi in forme sottili di vendetta cucinate a fuoco lento, di cui lui, ovviamente, non capisce origine e ragione. 

Vi ricorda qualcosa?

Bene, torneremo su lui e lei, per ora godiamoci questo week end, ciascuno con il felino che preferisce!

Bye bye

Mario Alberto Catarozzo



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