Collaboratore coachee

Collaboratore Coachee

(Aggiornato il: 12/09/2018)

Oggi i professionisti non possono limitarsi ad essere esperti del loro settore, sono chiamati a gestire risorse, ovvero essere manager, ed essere in grado di creare valore per la loro “impresa”, dunque essere imprenditori.

Le risorse più preziose sono e rimangono i collaboratori insieme ai dipendenti poiché generano energia produttiva che permette alla macchina impresa di procedere.

Cosa è cambiato ad oggi

Per questo motivo il Professionista/Manager/Imprenditore deve avere a cuore la crescita personale e professionale dei propri collaboratori e, nel contempo, essere in grado di farle crescere e sviluppare. Per raggiungere questo obiettivo non è sufficiente conoscere le tecniche e le procedure per la gestione del personale, che è bene, comunque, conoscere, perché molto utili.

Un aiuto alla gestione

Per massimizzare l’efficacia è necessario affiancare a queste anche l’atteggiamento e le metodologie proprie del Coaching. Un approccio di questo genere rende possibile essere un effettivo supporto dei propri collaboratori in quanto permette al Professionista di essere un punto di riferimento, non solo gerarchico, per i propri collaboratori.

Rapportarsi con il collaboratore

Conoscere nel profondo i propri collaboratori permette di sapere cosa li motiva, quali sono i loro obiettivi, professionali e di crescita, le modalità più efficaci di comunicazione e i momenti in cui fornire i feedback è utilissimo, più potente è padroneggiare l’arte della domanda e dell’ascolto. Grazie a queste abilità è possibile stimolare l’altro ad aprirsi e a pensare creativamente per trovare le soluzioni ai propri problemi e le nuove strategie per superare i blocchi.

Un esempio da Coach

Agendo da Coach è possibile, poi, stimolare l’assunzione del senso di responsabilità individuale, verso sé stesso ed i propri obiettivi – per esempio se un collaboratore dichiarasse di voler sviluppare una nuova abilità, sarebbe utile affiancarlo affinché si dia – e la rispetti – una scadenza entro cui procedere per lo sviluppo di tale abilità e sostenerlo affinché rispetti questa scadenza.

Miglioriamo i rapporti tra colleghi!

Il superiore gerarchico non potrà mai essere un Coach al 100% per i propri dipendenti e collaboratori che potrebbero avere qualche remora o blocco ad aprirsi completamente mostrando i propri punti deboli e le proprie paure.
Tuttavia creare un rapporto improntato allo sviluppo ed alla crescita, pur con i limiti e le difficoltà, è sicuramente un approccio utile per il bene dell’attività professionale; organizzare periodiche sessioni di Coaching è un investimento sul futuro dei propri collaboratori e, quindi, del proprio studio professionale.

Per fare questo investimento sono sufficienti “due” passi.

Il primo è partecipare ad un corso professionalizzante per acquisire la mentalità e le competenze di un Coach professionista, il secondo… superare le proprie resistenze e fare da coach ai propri collaboratori.

 

Coaching school

 

Iacopo Maria Savi

Trainer – MYPlace Communications



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