Come motivare sé stessi per attirare e trattenere i collaboratori

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(Last Updated On: 16/11/2018)

In questi anni di attività di studio ho incontrato molti neodiplomati e neolaureati al loro primo colloquio di lavoro. Ho intervistato candidati con ambizioni ed aspettative personalizzate, ho assunto collaboratori che si sono dimostrati all’altezza delle mie aspettative e anche di più, altri che si sono rivelati “bolle di sapone”, svanite dopo pochi mesi.
Insomma, un bagaglio di esperienze umane e relazionali importante, che mi permette oggi di guardarmi indietro e fare un po’ il punto della situazione su quello che é andato bene e ciò che poteva essere governato meglio.

SCEGLIERE NUOVI COLLABORATORI

É un momento importantissimo che deve essere preparato e gestito con estrema cura.
Soprattutto in contesti ambientali come il mio, Jesolo (VE), città turistica non collegata a reti ferroviarie, raggiungibile solo con autobus o mezzi propri, quindi non facilmente accessibile e pertanto con offerta ridotta di forza lavoro.

La preparazione dell’incontro é un momento essenziale del colloquio, ancor più del colloquio stesso.

Chiarirsi le idee, con la collaborazione di tutto lo staff, sulla posizione che il nuovo candidato andrà a coprire, dettagliandone ruolo, mansioni, competenze, aspettative attese.
Redigere una scheda con le caratteristiche attese, evidenziando quali, già dal curriculum, si avvicinano alla nostra figura ideale e predisporre le giuste domande per far emergere l’attitudine della persona a ricoprire il ruolo assegnato.

Chi è il nostro miglior alleato?

Non prepararsi e non delineare precisamente l’obiettivo da raggiungere, significa approcciarsi in modo maldestro e improvvisato, senza dare una direzione precisa al colloquio ed estrapolare le giuste informazioni che possono far risparmiare futuro tempo prezioso!

TRATTENERE I COLLABORATORI

Come poi trattenere le persone giuste al posto giusto? Quali sono le variabili che rendono le persone fiere di lavorare per noi? É solo la leva economica a trattenere le persone?

Quanto conta la NOSTRA motivazione al lavoro?

Ecco, secondo me, la variabile indispensabile!
Sia per scegliere i giusti collaboratori, sia per determinare la loro futura permanenza.

Ci vuole amore per avere successo

Come già più volte ribadito da Mario (Mario Alberto Catarozzo) in vari articoli e riflessioni pubblicate su questo blog,  “Motivare vuol dire avere un buon motivo per agire (motiv-azione)”, quindi chiediamoci:

  • quale é il buon motivo che mi porta a volere un collaboratore?
  • voglio un alleato, a sua volta autonomo e motivato, oppure un semplice esecutore di mansioni?
  • voglio una persona che abbia abilità relazionali, con i clienti e con la squadra di lavoro, o uno spietato tecnico, bravissimo professionalmente, quanto asettico emozionalmente?
  • voglio un collaboratore che ricopra un ruolo o preferisco una persona che sia essa stessa il ruolo?

Se, e solo se, ho io personalmente un buon motivo per agire, riuscirò a rispondere a queste domande, a fare chiarezza, a chiedermi cosa sto facendo con il mio team di lavoro, dove voglio andare e come voglio raggiungere l’obiettivo desiderato.

Se, e solo se, ho una giusta MOTIVAZIONE al mio lavoro, potrò scegliere collaboratori convinti, coinvolgerli e far sì che la loro energia motivazionale incrementi negli anni e non diminuisca, come nebbia allo spuntare del sole.

AVERE CHIARO IL PROPRIO PERCHÉ

  • Perché faccio quello che faccio?
  • Che cosa mi rende felice del mio lavoro?
  • Quale é la molla che mi fa alzare il mattino e affrontare gli imprevisti quotidiani?
  • Quando entro in studio, ho il sorriso?

Porsi queste domande, fare brainstorming con sé stessi, estrapolare, tra le tante risposte, quelle che sentiamo più vicine al nostro ESSERE VIVI, quello che ci rende ENTUSIASTI di fare quello che facciamo, a tracciare la rotta della nostra nave così da affrontare le avversità avendo sempre presente la destinazione…questo é quello che può fare la differenza nell’avere i giusti collaboratori o nel perderli cammin facendo!>

LE DOMANDE DA PORSI

  • Se io non ho chiaro il perché del mio lavoro, come posso pretenderlo dai miei collaboratori?
  • Se io non sono felice nel fare quello che faccio, come posso pensare di avere intorno collaboratori felici?
  • Se non ho entusiasmo per il mio lavoro e ogni mattina mi alzo con l’angoscia del dover affrontare la giornata, gli imprevisti, le difficoltà, con quale stato d’animo entrerò in studio e che messaggio darò al mio team?
  • Se continuo, come un automa, a fare le solite cose di tutti i giorni, senza chiedermi “cosa sto facendo?”, se tutto é difficile, se sto sopravvivendo e non vivendo, riesco a sorridere?
  • E se sono triste, i miei collaboratori avranno dei buoni motivi per sorridere?
  • I miei clienti che clima troveranno in studio?
  • I miei collaboratori, attratti da sorrisi altrui, resteranno al mio fianco?

 

LA MOTIVAZIONE COME SPINTA AL BENESSERE AZIENDALE

Le persone motivate e felici fanno meglio quello che fanno, attraggono persone, affrontano le difficoltà sviluppando nuove opportunità, diffondono cultura del benessere, creano un circolo virtuoso che si alimenta continuamente.

Lavorare in modo felice e motivato migliora la produttività e la salute

Io ho imparato a sorridere, mi sono allenata per mesi perché avevo perso l’abitudine.

L’ho fatto dopo avere ritrovato la mia MOTIVAZIONE, il mio PERCHÉ.

Grazie all’aiuto del coaching, che mi ha fatta diventare la migliore alleata di me stessa, sono riuscita a rispondere a tutte le spinose e difficili domande che aiutano a fare chiarezza.
Così da decidere cosa cambiare e come farlo.
E per magia, tutto sorride intorno a me…
I miei collaboratori lavorano meglio con me oggi, anche se sono poco presente in studio, che in passato, quando c’ero tutti i giorni, anche 15 ore al giorno.Non sono svanite le difficoltà, gli imprevisti, i dolori, i momenti dove tutto sembra non avere un domani….

Ho semplicemente cambiato il mio modo di affrontare tutto questo, la realtà non si modifica, come affrontarla, sì!

Semplice? Sì

Facile? NO

Se fosse facile, già lo farebbero tutti!


Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche Perché (e come) orientare lo studio professionale verso l’Inclusione delle Diversità


Monica Ruocco

Trainer – MYPlace Communications

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