Come sviluppare empatia verso se stessi per essere più forti

Ciascuno parte da dov’è, dice la filosofia cinese. Per poter andare in qualunque direzione voluta è necessario prendere atto di dove si è, di chi si è, e da li muovere i primi passi del cammino. Rifiutare un errore, rinnegare una situazione, combattere una propria emozione è una guerra fratricida, con noi stessi. Saper accettare non vuol dire rassegnazione, ma resilienza. Non vuol dire lanciare la spugna, ma prepararsi ad agire. Non vuol dire rimanere fermi, ma preparare le basi da cui spiccare il volo. Dall’accettazione fisica di una nostra caratteristica, chi ci hanno insegnato a chiamare difetto, all’accettazione di un tratto della nostra peculiarità di carattere, che ci hanno detto che si chiama problema.

Siamo quello che siamo. Siamo arrivati dove siamo oggi. Da qui si parte, non ci si ferma, si parte.

“Quando nella vita avrai bisogno di una mano, guarda in fondo al tuo braccio,
lì ne troverai una” (Confucio).
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L’arte di sapersi abbracciare, perdonare e ripartire

È arrivato per tutti noi il momento di abbracciarci, di aver bisogno prima di tutto di noi stessi, di rispettarci, di amarci. Fedeli a sé stessi è il motto del coaching e diventare i migliori alleati di sé stessi è l’obiettivo di qualunque percorso di coaching.

Che senso ha combattere sé stessi? Dove ci può portare un atteggiamento simile? A farci male, ad allontanarci dalla prima vera persona che dobbiamo accettare, rispettare e aiutare: noi stessi.

Che importanza ha ieri?

Dunque non importa cosa ho fatto fino a ieri, gli errori commessi, le cose non capite, i comportamenti sbagliati, l’amore perso, le occasioni lasciate andare… Non importa, perché è passato e ciò che oggi resta nella nostra mente sono solo pensieri, solo pensieri, niente di reale, solo pensieri, matrix, una realtà ricostruita su cui non si può fare più nulla.

Invece davanti a noi abbiamo il resto della nostra vita, fatto di possibilità, di scelte ancora da compiere. Davanti a noi abbiamo una prateria di opzioni, un mondo di possibilità da realizzare.

Accettare è un atto emotivo, non razionale.
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Accettare non vuol dire capire, vuol dire prendere con sé con amore, stringere a sé, portare con sé come parte di un tutto. Capire è solo il primo passo, ma non basta. Posso capire tutto, ma non lasciar andare. Posso capire, ma non comprendere (prendere con sé).

La forza delle emozioni

Le emozioni sono parte di noi, qualunque esse siano. Se le prendiamo con noi troviamo in esse forza; se le combattiamo ci riduciamo, di depotenziamo.

Fate allora attenzione a non usare solo la mente, la parte razionale, cognitiva, per gestire le emozioni. È come usare una chiave inglese per cercare di avvitare una vite. Lo strumento giusto con le emozioni è l’empatia con noi stessi, emozione con emozione. Allargate le braccia e abbracciatevi, nella vostra interezza, il bello e il brutto, cose che vi piacciono e cose che non vi piacciono di voi. Inglobando tutto potete ritrovare la vostra integrità e da lì partire a costruire il voi che vi piace pensare sarete domani. Lasciate andare, come nuvole in un cielo azzurro. Invece di trattenere rifiutando, lasciate andare accettando. Imparate a respirare, ad inspirare profondamente ed espirando lasciar andare, buttar fuori e semplicemente stare con voi lì dove siete. Punto.

L’autostima ringrazia e la pancia pure.

Vi abbraccio forte, fatelo anche voi.

Seminario a Gressoney, 1, 2, 3 dicembre 2017

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Mario Alberto Catarozzo

 

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