L’autostima è un problema? Ecco cosa fare per ripartire.

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(Last Updated On: 02/04/2019)

L’autostima è quel sentimento che ci fa vivere bene con noi stessi prima di tutto e poi con gli altri. Saperci attribuire un valore, saperci stare vicino e amare è il punto di partenza per la salute psico-fisica. Se ho una buona autostima mi verrà voglia di trattare le altre persone, di confrontarmi con loro; avrò voglia di mettermi in gioco nelle sfide lavorative; avrò piacere a viaggiare e scoprire, perché non mi sentirò in pericolo per il nuovo o il diverso.

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L’autostima potete immaginarla come la lente attraverso cui passa la visione del mondo e in quel mondo ci siamo anche noi stessi. Se la lente è offuscata, rigata o addirittura distorta, ci sta che quanto verrà filtrato sarà a sua volta corrotto da tale distorsione. Ecco che la persona che ha tante doti vede solo i propri difetti; la persona che è in forma si sente sempre troppo grassa o inadatta; la persona che ha raggiunto tanti traguardi vede solo ciò che manca, che non sa fare.

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Da dove nasce l’autostima? Da lontano certamente, dal rapporto primario con i nostri genitori e le persone che nei primi anni di vita hanno per noi rappresentato pilastri affettivi ed esempi da imitare. Se le cose in quell’epoca lontana non sono andate per il meglio, ecco che iniziano i problemi. Molti sono stati abituati dai propri genitori (a cui voglia riconoscere la buona fede delle azioni, senza per questo negare i danni fatti) a guardare sempre i difetti, le mancanze, le proprie incapacità. Allenati sin da piccoli a focalizzarsi su ciò che non va siamo diventati esperti mondiali della critica e del giudizio e i primi ad essere messi sotto la lente del giudizio siamo noi stessi. Così siamo diventati perfezionisti, intransigenti, giudicanti e inflessibili. Magari non lo facciamo vedere all’esterno, ma dentro di noi siamo i peggiori giudici. Per altri poi si sono sommate altre esperienze magari poco edificanti nella vita: rapporti di coppia non bellissimi dove si è subito, oppure relazioni in ufficio dure da gestire nel quotidiano. Alla lunga l’autostima a subito vari colpi e ha ceduto sotto il peso delle esperienze.

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Cosa fare in questi casi? È finita qui? Dobbiamo rassegnarci a vederci come il brutto anatroccolo o come lo zimbello del destino? Certo che no! Riprendere in mano la propria autostima e il proprio destino si può, eccerto che si può!

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Il primo passo è prendere coscienza che l’autostima è un sentimento che proviamo e non è legato ad un ragionamento; pertanto, sforzarsi di fare mille cose, di essere perfetto serve a poco. Quello nutre una parte dell’autostima, che si chiama autoefficacia, cioè la consapevolezza di essere capaci a fare una cosa. I due però sono cugini, si conoscono, ma vivono di vita propria. Grandi imprenditori, attori, manager, professionisti sanno di essere bravi nel loro lavoro, ma poi lo stesso vivono la paura di essere abbandonati se non sono all’altezza e di non piacere a sufficienza; per questo fanno più del necessario, per compensare questa sensazione che, haimè, ha altre regole per essere gestita.
Il primo passo è quindi rendersi conto di chi si è oggi senza pretese. Fate il punto della situazione con leggerezza, senza prendervi troppo sul serio e imparate l’arte dello humor anche nel dialogo interno con sé stessi.

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Il secondo passaggio è chiarire cosa oggi ci rende soddisfatti e felici, per scoprire che ciò che abbiamo così tanto rincorso non è forse la meta giusta della nostra felicità. Se pensate che la felicità sia avere il vitino da vespa, il culetto a mandolino o i capelli (per gli uomini che li hanno persi) siete fuori strada; anche chi vive già quelle condizioni soffre di autostima, anzi a volte più di altri.

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Il terzo passaggio è scoprire che la felicità è un moto dell’anima, è una condizione interiore e non esteriormente provocata.

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Il quarto passaggio è scoprire che nonostante abbiamo bisogno di essere amati dagli altri perché siamo esseri sociali, è altrettanto importante saperci amare da soli e questo amore può essere davvero eterno.

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Ultimo passaggio è scoprire che i difetti, gli errori, i fallimenti sono ciò che oggi ci rendono unici e interessanti. Nulla da nascondere, solo da integrare nella propria vita come passaggi necessari della crescita, esattamente come i cerchi in un tronco di una pianta.

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Ebbene, riprendete in mano la vostra vita partendo dalla vostra autostima.

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Vi aspetto in aula il 25, 26, 27 aprile 2019 sul Lago di Garda a PUNTOSUDIME!


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Mario Alberto Catarozzo

Coach e Formatore – CEO di MYPlace Communications

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