Ciò che diremo tra poco può sembrare in contrasto con quanto abbiamo fin qui imparato, cioè che per raggiungere risultati e obiettivi è necessario saper programmare e pianificare. In altre parole, è necessario avere metodo. Il contrasto è solo apparente. Infatti la chiarezza di idee, l'ardente motivazione, la pianificazione del percorso restano capisaldi per realizzare obiettivi. È quando questi obiettivi ci sembrano impossibili da raggiungere che entra in gioco un'altra abilità: quella di saper cogliere la direzione, saper ascoltare un grande desiderio e ad un certo punto non pensare più e agire.

Abbiamo parlato di autostima in un precedente post. Ora è la fiducia che richiede un po’ di attenzione. Spesso infatti tendiamo ad accumunare i due termini quando in realtà si riferiscono a situazioni diverse. Questioni di lana caprina, direte voi?! Beh, diciamo che dietro le parole sono ancorate emozioni, ricordi, situazioni e…stati d’animo, per cui saperle usare correttamente aiuta ad aiutarsi nell’arco della giornata

Il dialogo interno – quella vocina che sistematicamente accompagna i nostri gesti – è composta di parole. Ok, parole mentalmente ripetute, nel silenzio della nostra capoccia, ma sempre parole sono e sono potentissime nel determinare il nostro stato d’animo. Se dobbiamo affrontare un colloquio di lavoro, piuttosto che un’udienza penale, piuttosto che parlare al consiglio di amministrazione, farà certamente la differenza lo stato d’animo in cui ci metteremo. E quello stato d’animo lo determineremo in buona parte da cosa ci sapremo dire nella nostra testolina.

Due ragazzi di fronte a me parlano. Anzi, uno parla mentre l'altro ascolta. Sono in treno e si va veloci. Una frase attira la mia attenzione nel concitato discorso che il giovane fa all'altro mentre a tratti, distrattamente, guarda fuori dal finestrino il paesaggio. "A morire per sempre lì..., ma almeno è al sicuro". Parla, parla tanto questo ragazzo. Sopraccigli aggrottate, sguardo preso. Racconta di un amico, giovane pure lui, che ha trovato un posto di lavoro. Non capisco bene di che azienda si tratti, ma da come ne parla nulla di che. "A morire per sempre lì...", sento. Come una calamita questa espressione mi tiene incollato lì.

 

"Abituate la vostra mente ad accettare obiettivi sempre più ambiziosi". Questa frase, ad una prima lettura tutto sommato banale, è di Donald Trump. Sì, lo so, molti lo odiano, molti lo considerano l'americano arrogante, lo squalo. Rileggendo la frase, ciò che attrae l'attenzione è "abituate la vostra mente". Già, perché cresciamo esattamente coltivando l'abitudine opposta, cioè a non osare troppo, non crederci troppo, non montarsi la testa di sogni che poi non si realizzeranno. I nostri genitori, insegnanti, la società ci ha "abituato" a pensare così, limitatamente.

 Ti stimo fratello!  Avete presente? Sì, fuochino, l'avete sentito mille volte, lui è Jonny Groove, al secolo Giovanni Vernia, comico di Zelig. Esatto, l'allampanato giovanotto  che ripete dietro gli occhialoni e il sorriso un po' perso "Ti stimo fratello". Simpaticissimo.

Al di là della risata qualcosa da imparare l'avremmo: se ci dicessimo una volta al giorno "ti stimo fratello" la nosta autostima ringrazierebbe e ne uscirebbe un tantino rinforzata. 

 Immaginate una torta. Bene, ora rewind e torniamo al momento in cui tutti gli ingredienti sono pronti sul tavolo da lavoro: farina, latte, uova, burro, zucchero eccetera eccetera. Fatto cento la torta, il suo risultato finale dipenderà non solo dagli ingredienti usati, ma anche dalla quantità di ciascun ingrediente, dalle dosi, appunto. Con gli stessi ingredienti, miscelati in modo diverso, posso ottenere risutati molto diversi. Potrei passare dalla torta paradiso alla pasta frolla solo per le combinazioni diverse di pesi e misure.

Vi è mai capitato di trovarvi di fronte ad un dilemma, un bivio a cui dovete dare una direzione? Per esempio, accetto un'offerta di lavoro che potrebbe farmi fare un salto professionale importante, oppure mi fermo di fronte alla preoccupazione delle rinunce che tale scelta comporterebbe? Uno studio professionale importante vi ha chiamato, ma questo comporterebbe lavorare con orari incompatibilicon i vostri affetti. Oppure, la società in cui lavorate si è accorta di voi e vi offre un posto da boss ma all'estero e quindi lontani dalla famiglia. Oppure ancora, avete l'opportunità di fare il salto e passare da dipendente a libero professionista o imprenditore di voi stessi. Che fare?

Che tu creda di farcela o di non farcela hai comunque ragione”. Beh chi lo dice non è uno qualunque. È uno che ce l'ha fatta. Parliamo di Henry Ford, il fondatore dell'omonima casa automobilistica che ha lanciato la produzione di automobili su scala mondiale. Era il 1908 e la "Ford T" prodotta solo di colore nero vedeva la luce. Cosa avrà mai voluto dire? Forse che le nostre credenze o convinzioni determinano le nostre scelte? La nostra qualità di vita? I nostri risultati? Sì, proprio così, le convinzioni, e cioè ciò a cui inconsciamente crediamo e che diamo per vero, determinano le nostre scelte, i nostri stati d’animo e, infine, i risultati che otterremo nella nostra vita.

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